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Un anno in luna di miele, sposi catanzaresi fanno il giro del mondo

La storia fantastica di Matteo e Simona. Usa, Messico, Bolivia, Perù, Australia, Argentina, Cile, Nuova Zelanda tra autostop e campeggio 

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    di Gianluigi Mardente 

    Luna di miele? Un viaggio lungo un anno. Il giro del mondo in 365 giorni con uno zaino da 60 litri e un bagaglio d’amore. Si dormirà da amici mai visti, viaggiando in autostop e accettando il rischio di non sapere chi sei oggi e chi diventerai domani. “SimuMatti”, la coppia catanzarese che ha girato il mondo per la loro luna di miele, sono tornati. Prima tappa a casa, poi subito a catanzaroinforma.it per raccontarci un’esperienza che arricchisce tutti. Si, proprio tutti. Anche chi ascolta e chi ha il tempo di leggere. Mettetevi comodi, si parte

    Matteo e Simona: Lei lo guarda con gli occhi a cuoricino e un dolcissimo sorriso dipinto sul volto. Il capo un po’ piegato e le mani che si sfregano mentre ascolta il suo Matteo che racconta 12 mesi pazzeschi. Lui è un fiume in piena, un vulcano in eruzione, un continuo parlare perché ha troppa passione ed entusiasmo nel voler condividere un modo diverso di vedere la vita e di scoprire il mondo. Signori, siamo nulla senza viaggio, senza lettura, senza condivisione e confronto. E’ bello capire che i Paesi ritenuti sottosviluppati hanno una cultura e valori che sono patrimonio dell’uomo e della sua natura. L’occidente è indietro rispetto alla ricerca della felicità e pace interiore. Questi due ragazzi ritornano dalla luna di miele, sono diversi, raccontano e spiegano che la vita è adesso…ma non è solo qui, non è solamente questa qui, non è solo come la vediamo e viviamo qui. Innamorati, oggi più di ieri. In simbiosi, oggi più di ieri e con 365 giorni e 365 notti vissuti diversamente che “ti fanno capire che l’essenziale è qui. Uno zaino di 60 litri è troppo, non serve. Una casa è troppo grande rispetto a quello che ci serve per essere pieni. Prima di partire – dice la dolcissima Simona – pensavo che non avrei potuto lavare i capelli con lo shampoo diverso dal mio preferito. Poi scopri che è importante essere puliti e che puoi lavarti anche solo con il bagnoschiuma. Le priorità sono altre, l’essenziale è nelle piccole cose, bastarsi è felicità. Rincorriamo ogni momento qualcosa che non serve, quello che serve siamo noi nella nostra semplicità”. Matteo non si ferma mai, 29 anni e la sensazione che sia un uomo completo dopo questa esperienza. Matteo è pieno, ricco, sicuro. “Io oggi cammino sul valore della consapevolezza. Ho capito tante cose grazie alla scoperta di nuove culture, nuovi usi, costumi, modi di fare e senso profondo di interpretare la vita e i suoi messaggi, il suo senso. Sono vivo. Ho visto le cose che mi fanno uomo,  ci faranno coppia e futura famiglia da decine di prospettive diverse. Ogni persona incontrata lungo questo percorso ci ha riempito di qualcosa di troppo prezioso”.

     

    LA PARTENZA : E’ l’11 settembre 2017, Matteo e Simona sono negli Usa. Partiti alla volta di New York, inizieranno il loro viaggio in auto per 42 giorni per attraversare gli Stati Uniti fino ad arrivare a Los Angeles. Sono 10mila chilometri. Dormiranno in campeggio, in auto o in case della community “couchsurfing” (che li accompagnerà tutto il viaggio), ovvero saranno ospiti di gente che su internet mette a disposizione la loro casa per accogliere i viaggiatori più avventurieri. “Il couchsurfing? Uno spettacolo. C’è stata gente americana, indiana, argentina e di ogni Paese del mondo che ci ha accolto come figli oppure ci ha semplicemente lasciato le chiavi sotto il tappeto e ci ha detto di stare quanto ci pare per poi avvisare quando saremmo partiti. Alcuni dei nostri padroni di casa – raccontano – non li abbiamo nemmeno visti. Con altri siamo diventati figli, nipoti, amici e tutt’ora siamo in contatto perché siamo una famiglia e li aspettiamo in Italia. A qualcuno di loro dovremo portare i nostri figli, è una promessa. Gente di tutte le razze, religioni, culture. Una cosa in comune: casa loro è casa di tutti. Questo abbiamo trovato in moltissimo Paesi, quasi tutti. Forse solo la Nuova Zelanda è fredda da questo punto di vista, ma posti come Messico, Cile, Argentina, Australia e Giappone sono strepitosi. Hanno bellezze indescrivibile, ma il viaggio è dentro di loro, con loro e non certo nello spettacolo di ogni cosa che abbiamo visto”.

     

    IL GRAN CANON E LA VIA LATTEA. LA CULTURA DEI MAORI: Sono tante, troppe le esperienze da raccontare e i posti incantevoli che la giovane coppia ha visitato. Ma la prima emozione è stata in campeggio: “Sdraiati in un lettino riportato nello zaino, occhi al cielo e la via Lattea vista ad occhio nudo. Da brividi. Come sono state indimenticabili le escursioni in Cile e Argentina dove in formato trekking abbiamo raggiunto 5600 metri e fatto i conti con scarso ossigeno, ma ce l’abbiamo fatta nonostante Simona – dice soddisfatto Matteo – non hai mai fatto sport in vita sua”. Sorriso, sguardo, saluto Maori e si continuano il racconto. “Si, fronte su fronte e poi naso su naso con un forte sospiro per annusarsi come fanno gli animali. Ti sfidano – ci raccontano – ma ti fanno capire che tu sei loro e loro sono te. I Maori, abbiam dormito anche da loro. Ci ha colpito una cultura davvero particolare che ha contraddistinto la loro storia e le loro guerre: rispettano l’avversario, lo sfidano, gli fanno capire che non hanno paura e sono disposti a morire per difendere la loro terra. Ma sono disposti a morire, non ad uccidere. La loro morte per mano del nemico vale più dell’uccisione del nemico stesso e la conservazione della terra. Si combatte fino a morire, ma non fino ad uccidere”. Straordinaria umanità che va oltre il banale principio dell’uomo occidentale.

    IL MESSICO E  LA NOSTALGIA DI CASA DURANTE LA NOTTE DI NATALE:  Il Messico è stata la seconda tappa, ma quella più entusiasmante per Matteo e la sua passione per la cucina e la sua necessità a condividere stati d’animo. “In Messico l’accoglienza è uno stile di vita – ci raccontano – e chi scrive di una popolazione pericolosa racconta solo brutte storie. Sono esattamente come noi calabresi e dopo 2 minuti ti fanno sentire a casa. Il Messico è da vedere e apprezzare tutto, perché apprezzabile è la sua gente, la sua cucina piccante e la sua arte. Lì hanno avuto anche tempo e piacere ad insegnarci lo spagnolo. Sono stati 30 giorni fantastici”. Non come quelli in Bolivia, capitata nel mese di dicembre e nel periodo in cui Simona è entrata in difficoltà. “Non ce la facevo più – dice la sposa – volevo tornare a casa perché c’è un’altra cosa che abbiamo imparato: viaggiare è vivere più volte, ma le tue radici sono dentro di te e ci sono momenti e situazioni che ritornano inesorabilmente. La notte di Natale volevo mollare tutto e ritornare dai miei, con una tavolata di 30 persone e mangiare le tipiche cose natalizie. Invece io e Matteo eravamo soli attorno ad un lago della Bolivia. Matteo mi ha chiesto di rientrare ma mi sono detta che questa esperienza non l’avrei vissuta mai più, SimuMatti e abbiamo continuato. Un momento duro come dura è stata la visita in Perù, posto incantevole ma dove riscontri un razzismo al contrario: ti fanno pesare che sei turista e sei bianco. Ma le Ande sono difficili anche da descrivere perché c’è il verde, la neve e il selvaggio tutto insieme”.

    L’ASIA , LA RINASCITA E LA MEDITAZIONE DEL NOBILE SILENZIO: Simona si innamora della pace asiatica, della sua terra e della sua gente. Di quel modo di fare famiglia e di non soffermarsi allo spettacolo di Bali ma conoscere una cultura che aspira alla serenità interiore. Lì, dove non esiste la morte perché si crede nella reincarnazione e quindi se sei stato buono sarai lontano dalla terra solo un paio di giorni. Lì, dove il tuo corpo in ceneri va in mare e dal mare ritorna in un altro uomo o altro animale quindi ai funerali non c’è pianto. La vita è sempre, non finisce con la morte. E poi? Poi la Birmania e i 12 giorni del nobile silenzio. “Siamo stati separati per 12 giorni- dicono i due ragazzi – in una sorte di convento in cui è vietato parlare, sentire, giocare. Ci sei solo tu e la meditazione. Sono i 12 giorni del nobile silenzio che portarono Budda alla santificazione. Sveglia alle 4 del mattino, ascolti il guru, poi colazione e poi silenzio e meditazione. Non puoi parlare nemmeno con il compagno di stanza. Pensate: silenzio per 12 giorni. Trovi una pace interiore incredibile che resetta il tuo cervello fino a non farlo nemmeno pensare. Quando esci da lì, sentir parlare di sembra strano. Poi ti riabitui , ma tu sei diverso perché il silenzio ti ha riscoperto. I tuoi pensieri hanno risollevato cose che avevi dimenticato e dopo molti giorni il cervello è come una nuova stanza, tutta vuota. Meditazione è benessere, lo faremo anche qui”.

     

    IL GIAPPONE E IL RITORNO A CASA: Chissà, un giorno, dopo la specializzazione della dottoressa Simona e gli studi enogastronomici di Matteo, i due andranno a vivere in Giappone “perché è un Paese differente. L’educazione, i posti, la cultura, il modo di vivere e la qualità della vita: tutto ti tocca. Ma è evidente che la differenza globale  sta nel pensare che l’altro e il suo bene sia più importante di te stesso. Di fronte a questo non esiste valore o religione, norme o governo, strade o tecnologia: è tutto un banale quanto magnifico divenire. Il ritorno a casa è stato emozionante perché siamo legati alla nostra famiglia e come già detto le radici sono un valore”.

    Si, sei quello che sei e la tua terra porta con sé i tuoi primi passi e tu hai dentro le prime impronte. Ma un viaggio è una vita vissuta su un altro pianeta. Una vita parallela che ti fa scoprire cose di te che non conoscevi. Una nuova cultura, un nuovo percorso, il tuo volto e il tuo animo vivono anche in un’altra dimensione. Siamo il nostro inizio ma anche l’insieme di tutto quello che vediamo e serve coraggio per andare in campeggio e scoprirsi. Non sapremo mai chi siamo completamente fino a quando non ci saremo misurati con il nostro spirito aperto al cospetto di altre religioni, culture e diverse prospettive di guardare noi, la vita e gli altri. La carne Argentina è ottima; i Maori fanno le uova soda al vapore dei geyser del loro territorio. E’ una scoperta, è un viaggio. Ma la vera scoperta e il vero viaggio sono dentro di te dopo aver ascoltato e visto te in un altro posto.  “Noi – dicono il medico Simona Mafrici e lo studente enogastronomico Matteo Malacaria – ormai siamo sempre in viaggio, siamo viaggiatori anche quando ospitiamo gente a casa nostra”. Più che una luna di miele è stato un anno di costruzione su basi solide di un’emozione che non ha fissa dimora ed è uguale in tutto il mondo: l’amore.

     

    FOTO IN HOME: Parco nazionale Torres del Paine, Cile, in cima alla laguna verde con le “Torri” alle spalle

    FOTO 1 IN BASSO: Bali, Indonesia insieme al nostro “fratello” Dewa per il funerale della nonna

    FOTO 2 IN BASSO: Osaka, Giappone, portato a termine con successo l’autostop per il Paese

    FOTO 3 IN BASSO: Cambogia, uno dei suoi templi millenari con albero innestato

    FOTO 4 IN BASSO: Myanmar in un tempio con una coppia di francesi e il nostro primo insegnante di meditazione

    FOTO 5 IN BASSO:  Machu Picchu, Perù

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