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Le cause più diffuse di nullità dei matrimoni nei numeri del Tribunale ecclesiastico

Don Marcello Froiio, parroco del Carmine, nominato Vicario Giudiziale

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    Sono stati, nel 2020, 120 i  libelli (domanda di nullità matrimoniale),  100 le cause decise e 112 le cause terminate. Questi sono i dati del Tribunale  Ecclesiastico Interdiocesano Calabro, di  cui Don Marcello Froiio, parroco della Chiesa del Carmine di Catanzaro, è diventato Vicario Giudiziale.

    La richiesta di nullità che viene maggiormente invocata, si legge nella relazione del presidente, Monsignor Vincenzo Varone,  è afferente al grave difetto di discrezione di giudizio, un capo che individua nella persona un’incapacità di relazione che impedisce a vivere un rapporto tipico quale quello del matrimonio dove il coniuge è chiamato ad un impegno di vita che ha come contenuto principale il “dono totale di se stesso” in uno scambio che non riesce a realizzare la “comunione di tutta la vita”.

    Su 100 cause decise, 72 hanno invocato tale capo di nullità con una risposta affermativa di 70 (matrimonio dichiarato nullo) e negativa di 2 (matrimonio valido).

    Segue a ruota, ma in misura inferiore, la richiesta di nullità per esclusione dell’indissolubilità del matrimonio (17) e esclusione della prole (13).

    Rilevante anche la richiesta di nullità per errore su qualità della persona (9), Incapacità e timore incusso (6), esclusione della fedeltà (5), condizione del futuro (4).

    (Foto d’archivio di una delle riunioni del tribunale ecclesiastico interdiocesano)

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