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La figura del caregiver: chi è e di cosa si occupa

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Il termine caregiver può essere tradotto, letteralmente, come “colui che fornisce le cure”: si tratta di una figura che si occupa, appunto, di una persona in difficoltà come un anziano, oppure qualcuno affetto da disabilità.

I compiti del caregiver sono diversi, e riguardano tanto l’assistenza in sé quanto l’igiene del malato e la gestione degli appuntamenti con medici e infermieri. Occorre precisare che, nella maggior parte dei casi, il caregiver è interno alla famiglia di chi ha bisogno di aiuto, o comunque ha un rapporto molto stretto con lui/lei.

Il caregiver assiste anziani o ipomobili e deve possedere una vera e propria capacità di multitasking. Per ricoprire questo ruolo è indispensabile conservare intatto il proprio equilibrio interiore, così da mantenere integro quello dell’intero nucleo familiare. Non è facile, motivo per cui è essenziale che i caregiver abbiano un’enorme forza d’animo.

Qualche dato sui caregiver

Secondo le ultime statistiche raccolte, i caregiver sono soprattutto donne: figlie, mogli, sorelle, nipoti, che si dedicano al benessere dei propri cari e trascorrono le giornate tra mille impegni – visite mediche, pasti, somministrazione dei farmaci ecc.

Senza dimenticare il conforto che il caregiver offre alla persona che supporta. Un conforto morale, fatto di tempo passato insieme, di chiacchierate, di attività piacevoli condivise (anche semplicemente guardare la TV).

Inoltre, i caregiver sono perlopiù disoccupati, o comunque hanno un lavoro che permette loro di svolgere questa funzione – per esempio un part-time molto ridotto o un impiego da casa. La loro età media è compresa, in linea di massima, tra i 45 e i 60 anni, ma ci sono anche caregiver di 70 anni e più.

La maggioranza dei caregiver è composta da quelli che assistono congiunti con demenza senile. In generale, però, questi soggetti giovano a tutti coloro che hanno problematiche tali da limitare l’autosufficienza.

Suggerimenti per chi vuole essere caregiver

Come già abbiamo evidenziato, una caratteristica basilare del caregiver è l’equilibrio a livello psicologico. Al contrario, si rischia di andare incontro a una situazione di burnout: il malato diventa il centro della vita, con conseguenti disturbi connessi all’ansia e allo stress.

Non è raro che un caregiver sia colpito da depressione, perché l’assistito è un suo parente e perché le circostanze possono essere molto dure. Aiutare un anziano o un individuo ipomobile comporta una serie di rinunce, di decisioni da prendere anche rapidamente, di bisogni personali messi da parte per quelli altrui.

È necessario cogliere in tempo tutti gli eventuali sintomi di patologie depressive, e cercare sostegno quanto prima. Anche il caregiver può essere curato a sua volta!

Prima di intraprendere questa strada, è importante informarsi quanto più possibile sulla malattia della persona cara. Come si manifesta, come si affronta, qual è il modo migliore per superare ostacoli e difficoltà, quali sono gli strumenti da avere sempre a disposizione (che siano pannoloni per anziani, prodotti per la pulizia della cute, traverse per il letto e così via, tutti articoli disponibili sullo shop di amioagio.it).

Chi desidera essere caregiver non deve trascurare i propri momenti di svago. Va bene dedicarsi all’assistenza del parente, ma queste mansioni non devono essere al centro dell’attenzione 24 ore su 24. È fondamentale rilassarsi ogni tanto e staccare dai doveri e dalle preoccupazioni. Anche soltanto leggendo qualche pagina di un libro, facendo una passeggiata mentre qualcun altro vigila sul malato, meditando per qualche minuto in una stanza silenziosa.

Caregiver e legge

C’è un’apposita norma sui caregiver familiari, stando alla quale è possibile usufruire di tre giornate di permesso retribuite ogni mese. Questa è la famosa legge 104/92. Nelle situazioni più gravi si arriva a un congedo straordinario di 2 anni.

Comunque, questa regola non è sufficiente a tutelare il tempo libero e la vita privata del caregiver. Sta a quest’ultimo non lasciarsi assorbire completamente, ritagliarsi degli istanti per sé, impegnarsi a preservare non solo la salute del parente, ma anche la propria.

Il ruolo del caregiver

Riassumiamo di seguito i compiti principali del caregiver:

  • la preparazione dei pasti, nonché la loro somministrazione se c’è bisogno;
  • l’igiene e la cura del corpo del malato;
  • la somministrazione dei medicinali;
  • la pianificazione delle varie visite mediche e specialistiche;
  • l’accompagnamento in ambulatorio o in ospedale;
  • il conforto morale;
  • il cambio del pannolone o dell’assorbente se c’è incontinenza;
  • l’acquisto degli accessori e degli strumenti per l’assistenza.

È indispensabile fare attenzione agli stati di disidratazione, alle piaghe da decubito e alle altre irritazioni del derma, all’umore e alla solitudine della persona affetta da disabilità. Per tutte queste ragioni il caregiver deve aver cura anche di sé, e organizzare la propria esistenza quotidiana con calma e razionalità.

Se non c’è nessun familiare che possa diventare caregiver, ci sono anche quelli professionisti (i badanti) oltre alle case di riposo. Non mancano le soluzioni per fornire un’adeguata assistenza agli anziani e agli ipomobili, e per migliorare il loro tenore di vita.

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