Riapre al pubblico l’Abbazia Benedettina di Lamezia Terme

Guide d'eccezione saranno gli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico “F. Fiorentino” e del Liceo “T. Campanella”, affiancati dai giovani tirocinanti del Servizio Civile Universale in servizio presso il Comune di Lamezia.

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    Riaprirà al pubblico, a partire da sabato 27 giugno, l’Abbazia Benedettina di Lamezia Terme.

    In occasione dell’edizione speciale delle Giornate FAI all’aperto, il Comune di Lamezia Terme e la Delegazione di Catanzaro del FAI – Fondo Ambiente Italiano invitano alla visita degli splendidi resti di uno dei meglio conservati e suggestivi siti archeologici della Calabria.

    Le visite, prenotabili per l’occasione sulla pagina ufficiale del FAI, saranno distribuite tra le 17 e le 20 di sabato 27 giugno.

    Ai visitatori sarà richiesto di indossare le mascherine e rispettare le indicazioni sulle norme di sicurezza anticovid: registrazione in ingresso, igienizzazione delle mani, organizzazione in gruppi di massimo quindici visitatori per volta.

    Guide d’eccezione saranno gli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico “F. Fiorentino” e del Liceo “T. Campanella”, affiancati dai giovani tirocinanti del Servizio Civile Universale in servizio presso il Comune di Lamezia.

    L’Abbazia è stata confermata sin dalla sua rifondazione normanna del 1062 all’antico culto di Sant’Eufemia, la giovane martire di Calcedonia alla quale si deve il toponimo dell’intera piana lametina. Luogo centrale per il culto della chiesa di rito latino lungo tutto il Medioevo e guidata dalla fine del XIII secolo dall’Ordine dei Cavalieri di Malta, l’edificio è stata ridotto a rudere dal terremoto del 1638. Tra il 2006 e il 2014 è stata oggetto di interventi di scavo e restauro, che hanno consentito la messa in luce del pavimento in tarsie marmoree e di resti di affreschi parietali.

    Un nuovo segnale di ripresa per la cultura della città: dopo la riapertura della Biblioteca Comunale e del Museo Archeologico Lametino, nei giorni della fiera di San Pietro e Paolo un altro dei suoi luoghi identitari viene restituito alla popolazione di Lamezia.

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