L’ultima messa il 21 gennaio del 2018: quando riaprirà il Duomo di Catanzaro?

Non c’è una data certa. La storia della Cattedrale distrutta e ricostruita

Più informazioni su

    Una vicenda che ha origine circa tre anni or sono, quella che riguarda la ristrutturazione del Duomo di Catanzaro.

    È il 15 luglio 2017 quando, l’allora Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, fa sapere che l’iter amministrativo per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per poter procedere a sanare i seri problemi strutturali della Cattedrale si è concluso, con lo stanziamento di 2.600.000 euro. La trattativa, all’epoca, era stata portata avanti attraverso il coinvolgimento del Mibact e si era addirittura proceduto a redigere il progetto preliminare, “d’intesa con la Curia arcivescovile e con il Segretariato regionale dei Beni Culturali, soggetto cui spetta il compito dell’attuazione delle opere, che saranno a breve cantierate. È stato già assunto il decreto per la stipula della convenzione e per l’accredito della prima anticipazione di 780.000 euro” si legge nella nota stampa di quel giorno.

    Il tempo passa e di fatto nulla si concretizza. Nel novembre del 2019, durante delle verifiche tecniche in vista dell’avvio dei lavori di ristrutturazione, all’interno della Duomo vengono rinvenuti dei resti umani.

    Intanto con il decreto dirigenziale n°882 del 5 febbraio 2020 della Regione Calabria – che ha per oggetto i “Lavori di recupero e restauro della Chiesa Cattedrale di Catanzaro” – si stipula con il Segretariato regionale per la Calabria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, una nuova concessione (la precedente era scaduta il 19 luglio 2019) “per l’importo residuo del finanziamento pari a 1.820.000,00 euro relativo allo stanziamento complessivo di 2.600.000 euro, tenuto conto dell’anticipazione già avvenuta di 780.000 euro”. Oggi la pratica è nelle mani del Dipartimento di Istruzione e Cultura della Regione Calabria che ancora non ha dato indicazioni sicure su quando e come cominceranno i lavori di ristrutturazione. Così come anche la Curia, da noi interpellata, sembra ancora in attesa di risposta. Nemmeno il sindaco Sergio Abramo ha notizie certe avendo dichiarato “che la faccenda riguarda il Vescovado e la Regione”. In realtà è una faccenda che riguarda la città tutta visto che, a distanza di circa tre anni – l’ultima messa è stata ufficiata alle 18 del 21 gennaio 2018 –  la Cattedrale di Catanzaro resta desolatamente cantierata senza che ci sia una, seppur indicativa, data di fine lavori.

    Cenni storici

    La Cattedrale del Duomo di Catanzaro sorge nell’omonima piazza, nel centro storico della città. La sua lunga e travagliata storia ci riporta al 1121, anno in cui venne eretta come Cattedrale Normanna, dedicata all’Assunta e agli apostoli Pietro e Paolo. Nel corso degli anni, venne ricostruito e rimaneggiato più volte a causa dei frequenti terremoti che si manifestarono in città e in tutta la Calabria. In tempi più “recenti” si aggiunsero anche i bombardamenti della seconda guerra mondiale che ne distrussero alcune parti interne ed esterne, dopo ciò si ricorse ad una quasi totale ricostruzione.

    Ma si vorrà andare indietro nel tempo per ripercorrere un po’ la storia della Cattedrale che in qualche modo coinvolse “l’iter” cittadino. Innanzi tutto c’è da dire che sembrerebbe incerto l’anno in cui la città di Catanzaro ebbe una sede vescovile, sebbene alcune fonti asseriscono che poco dopo la sua fondazione (secondo alcuni parrebbe tra settimo ed ottavo secolo dell’Era Cristiana) non esistesse un vero “vescovato”, ma una “chiesa-madre” in pieno centro cittadino, in Piazza Grimaldi,  chiamata “Chiesa della Pietà”, andata poi distrutta nel 1878 e sulle cui rovine venne realizzato un edificio (attuale sede della Camera di Commercio).

    Fatta questa breve premessa si vorrà tornare all’anno della sua edificazione che, come già accennato, avvenne nel 1121 e conseguentemente consacrata nel 1122 dal Pontefice Callisto Secondo che donò al Duomo le reliquie di San Vitaliano, prelevate in un Santuario a Montevergine durante un suo viaggio tra Roma e la Sicilia. La Chiesa si sviluppava a tre navate e a tre porte, innalzata nel medesimo luogo di quello attuale, ma i continui terremoti minarono fortemente la Cattedrale tant’è che dopo il sisma del 1638, vennero eseguiti importanti restauri. Successivamente un corposo incendio, che scoppiò nel 1660 riguardando la Sagrestia, fu causa di ingenti danni bruciando anche importanti documenti diocesani. Fu nel 1744 che ancora una volta il terremoto fece sì che la Chiesa venisse chiusa e il Vescovo De Cumis spostò la “sede vescovile” nella Chiesa dei Frati di S. Francesco d’Assisi, oggi Basilica dell’Immacolata. Nuovamente vennero realizzati dei restauri, tuttavia le sorti del Duomo non ebbero esito positivo ed un ennesimo sisma (1783) lo destinarono ad una ulteriore chiusura.

    Questi nuovi accadimenti portarono il Vescovo a svolgere le funzioni religiose in una chiesetta posta fuori le porte della città, lato nord/ovest, luogo tuttora denominato “Baracche”. Ma “l’era” dei frequenti sisma non si era conclusa e dopo i terremoti del 1836, 1839 e 1845 la Cattedrale venne ancora una volta rinnovata. Nuovi miglioramenti apportò il Vescovo Mons. Raffaele De Franco, che oltre a rimodernare il palazzo episcopale, abbellì l’interno della Cattedrale, pensando anche di restaurare la parte orientale della facciata e di costruire un’ampia scalinata che da Via XX Settembre conducesse alle tre porte d’ingresso. Anche se quest’ultima sua idea non trovò piena completezza.

    Nel 1863, a seguito della chiusura del Monastero e della Chiesa di Santa Caterina, il Duomo venne arricchito di una grossa campana e all’interno erano stati già effettuati numerosi cambiamenti: la cappella di San Vitaliano era stata abbellita con un magnifico altare di marmo donato dal nobile Emanuele De Riso (1769) e adornata di stucchi, dipinti e dorature, dal canonico Don Rosario Scarfone (1850). I vescovi che vi successero furono diversi tra cui Mons. Luigi Finoja, Mons. Pietro De Maria e Mons. Giovanni Fiorentini che apportarono diversi cambiamenti sia nella parte esterna della Chiesa che in quella interna, ad esempio vennero demoliti due pergami presso l’altare maggiore, si ribassò l’impiantito dell’abside, venne spostato il grande organo e, ancora, arricchita di preziosi lampadari.

    Nella parte esterna vennero abbattute alcune vecchie case a ridosso della cappella di San Vitaliano e la monumentale fontana che si trovava anni prima in Piazza Roma venne posta nell’ampio piazzale antistante la Chiesa. Ma a dare un ennesimo colpo di grazia alla Cattedrale furono i bombardamenti del ’43, di cui si è prima accennato.

    Era il 27 agosto del 1943 quando il centro storico di Catanzaro venne colpito dai bombardamenti e quindi anche il Duomo con l’adiacente Palazzo Vescovile. Ingenti danni si manifestarono, ma ancor più grave fu la perdita della vita di alcune vittime innocenti. Venne danneggiata la Cappella di San Vitaliano e il busto del Santo Patrono rimase schiacciato sotto le macerie, tant’è che per recuperarlo si dovette ricorrere all’aiuto dei soldati (nonostante la criticità del momento, il busto venne poi inviato a Napoli per il restauro, realizzato grazie anche alla generosità dei fedeli catanzaresi e così la statua del Santo poté essere portata nella processione del 16 luglio del 1944). Le opere che andarono perse furono numerose, come alcune tele settecentesche, un prezioso “coro ligneo” ed un ricco patrimonio bibliotecario. Si aggiunse anche il timore di aver perso il famoso  “tesoro“ di San Vitaliano che comprendeva dei pezzi di alto valore, poiché fra le macerie non vennero ritrovati, successivamente si apprese che gli oggetti erano stati custoditi con gran cura dall’Arcivescovo nei sotterranei dello stesso Palazzo Vescovile.

    Dopo questo tragico episodio, ancora una volta il Duomo subì un intervento di restauro e rifacimento (1955). Le trasformazioni effettuate ad opera degli architetti Franco Domestico e Vincenzo Fasolo cambiarono il “volto” alla Cattedrale dandole una visone più moderna, abbandonando quella originaria.

    Inaugurato nel 1960, il Duomo dunque rispecchiava, e come attualmente è, l’antica struttura a croce latina con tre navate, diversamente un portico a tre arcate poste lato nord e la torre campanaria, sulla cui cima primeggia la statua bronzea dell’Assunta dello scultore Giuseppe Rito, venne spostata al centro della facciata principale. Altri rifacimenti sono da riferirsi alla cupola vetrata, alla controsoffittatura della navata centrale a “cassettoni” e al “battistero”, posto ove un tempo insisteva l’antica torre campanaria. All’interno rivestimenti di preziosi marmi, numerose opere dell’antica Cattedrale ed altre di arte contemporanea. Molte delle opere recuperate dal bombardamento del ’43, sono invece esposte nell’adiacente Museo Diocesano.

     

    Più informazioni su