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Maria Primerano nell’antologia Rosso Vdg-0: Ottanta autrici contro la violenza di genere

Nel testo la violenza viene sviscerata sotto ogni aspetto: filosofico, giuridico, letterario, attualistico, narrativo, poetico e non mancano storie vere di donne vittime in prime persona

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    Anche Maria Primerano, scrittrice catanzarese e cardiologa, è presente nel testo fortemente voluto da Emanuela Sica, avvocato e scrittrice, da sempre impegnata nella lotta alla violenza di genere.

    Trattasi di ROSSO Vdg-0, libro edito da Delta 3 Edizioni, un libro interamente al femminile: 80 autrici che identificano “VDG-0”, uno dei virus più letali e pandemici, anche più del Covid 19: la Violenza Di Genere, attualizzata alla nascita dell’HomoSapiens.

    Il libro consta di due parti: la prima afferente la storia della violenza sulle donne dalla nascita della terra sino ad oggi, a cura di Emanuela Sica con un contributo speciale di Dacia Maraini; la seconda ospita tutti gli interventi delle restanti autrici sul tema della violenza che viene sviscerata sotto ogni aspetto: filosofico, giuridico, letterario, attualistico, narrativo, poetico e, non mancano, storie vere di donne vittime in prime persona di violenza.

    Maria Primerano, presente con un estratto del suo libro “Pergolesi anima scurdata opera buffa”, Helicon Edizioni, offre il suo contributo in chiave narrativa scegliendo le pagine relative all’amore offeso e vituperato tra il musicista Giovan Battista Pergolesi e la marchesina calabrese Maria Spinelli, già esempio per quell’epoca di violenza di genere, esercitata dalla famiglia della nobildonna, che costrinse quest’ultima a porre fine alla relazione amorosa e a rinchiudersi, per dimenticare, in convento. E’ questa, infatti, una delle pagine più toccanti del testo della Primerano.

    Ma vediamo cosa dice di ROSSO Vdg-0 l’avv. scrittore Emanuela Sica:

    “Quando si parla di violenza di genere non esiste una gara ma un fine, un ideale comune: lottare per le donne (sempre) seguendo quel famoso detto (Unus pro omnibus, omnes pro uno – più noto quale motto dei protagonisti del romanzo I tre moschettieri di Alexandre Dumas) stavolta declinato al femminile: “Una per tutte, tutte per una”.

    La mia idea progettuale era creare un grande libro che potesse raccontare, definire, chiarire, approfondire; tracciare percorsi e idee, sviluppare pensieri, riflessioni e tanto altro ancora, con una sola matrice, essenziale, profonda, autentica, esclusiva, non mutuabile: la sensibilità femminile”, spiega Sica.

    “Tante donne, uniche e diverse tra loro, che avevano e hanno, con le forme più distinte e articolate, qualcosa da narrare, esprimere, analizzare, spiegare, rilevare e, per questo, “raccolte” in un libro con un solo pensiero a guidarle: dire NO alla violenza perché “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa”.

    Autrici dalle trasversali identità e professionalità ma, tutte, impegnate, propulsive, caparbie, attente: “sentinelle” dei diritti violati; “sorelle” ideali di chi è stata maltrattata, svilita, violentata, uccisa, prima nella dignità, poi nel corpo; alcune, tra le voci, anche “vittime” di violenza (in prima persona).

    Anime luminose e rarissime in un mondo sempre più liquido che cammina all’indietro, velocemente e terribilmente assuefatto dalla violenza che, come un virus pandemico, non trova cura o vaccino ma cresce, si moltiplica, esponenzialmente, senza alcuna possibilità (così appare) di arrestarne la corsa, anche con un improbabile lockdown”, continua la scrittrice.

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