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Ventura: ‘Zaffina, artista di fama internazionale colpevolmente dimenticato dal sindaco’

Su invito di Abramo eseguì su un muro del centro storico una sua opera, ora ricoperta di erbacce e sporcizia. Si ripari al più presto'

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire l’intervento di Nicola Ventura, già assessore del Comune di Catanzaro

    Un nostro illustre conterraneo quest’anno compie 70 anni, Fiorenzo Zaffina, artista di fama internazionale; nato nel 1951 a Lamezia Terme.

    Zaffina dopo il liceo artistico si trasferisce a Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti e la Facoltà di Architettura, nel mentre avvia la sua attività di artista originale e poliedrico, cura da grafico le copertine del settimanale “L’Espresso” e svolge attività, sempre da grafico, per il quotidiano “L’Unità”.

    Intraprende con efficacia l’attività di artista: espone più volte all’estero in contesti prestigiosi, con importanti riconoscimenti. Tanti autorevoli critici e curatori d’arte hanno scritto di lui, quali: Renato Barilli, Paolo Balmas, Roberto Cotroneo, Massimo Di Stefano, Micol Forti, Simonetta Lux, Miriam Mirolla, Tonino Sicoli, Giuseppe Pansini, Gabriele Perretta, Pierre Restany, Marco Maria Gazzano. In una monografia “Fiorenzo Zaffina. Rivelazioni” sono raccolti importanti testi critici.

    Nel 1994 realizza una personale “Dentro” alla galleria Salon privè di Roma; nel 1995 alla rassegna “Incantesimi” a Bomarzo, esegue un intervento nel centro storico, e vince il primo premio. Nel 1996, sempre con uno scavo sulla parete, partecipa alla biennale d’arte contemporanea di Alatri “Tendenze del contemporaneo”; nel 1999 alla Galleria comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (oggi Macro) viene costruita una parete in cemento cellulare per poter eseguire l’opera “inondazioni” nell’ambito della rassegna Arte Contemporanea “Lavori in Corso”: l’opera è oggi sistemata alla “Casa della Cultura” a Cosenza. Il MACRON di Roma acquisisce l’opera “6CDU”. Un’opera di Zaffina entra a far parte della collezione del MAON, Museo di Rende (CS).

    Nel 2008 allestisce l’installazione personale “OLTRE PASSO” alla galleria Wunderkammern di Spello. Nel 2009, nell’ambito della mostra “NIGREDO” esegue un intervento nell’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della pietà di Roma; Nel 2010 è alla 54° Biennale di Venezia. Nel 2011 inaugura l’installazione “MONOLITO” presso la galleria Opera Unica.

    Nel 2015 esegue un “intervento” al MAAM di Roma. Vince la biennale di scultura a La Maddalena; la sua opera “Monolito Sardo” è installata permanentemente al porto dell’isola. Nel 2015 le opere Galassia 1 (M)+2(A)+1(M) e Ritratto a Mattia, particolare” sono, rispettivamente, alla “Cittadellarte” Fondazione Pistoletto (Biella) e al Museo Civico di Taverna. Il 2016 è con una personale al MAON di Rende e in collettiva al Museo del Presente.

    Nel 2017 una falsa notizia tramite un video, informa della caduta di un meteorite su Roma. La notizia diventata virale, annuncia in realtà, l’installazione il “METEORITE” alla galleria Spazio Y di Roma, suscitando un enorme interesse. Nel 2017 è alla III edizione Biennale di Scultura di Piazzola sul Brenta; poi al MAON in una mostra curata da Tonino Sicoli e Bruno Corrà. Nel 2018 presenta i lavori in plexiglass a Roma nella galleria Borghini Arte Contemporanea.

    Zaffina opera dentro i muri, li scava, mette a nudo i mattoni, le pietre, i calcinacci. Interviene con intersezioni nelle quali inserisce corpi estranei, soprattutto oggetti della contemporaneità informatica.
    Differentemente da Rotella, che toglieva dai muri quanto sovrapposto, egli va dentro e recupera, esaltando, il non visto.

    Questo nostro prestigioso conterraneo ha anche onorato la nostra città; nel 2000 con la grande mostra personale nel Complesso Monumentale del San Giovanni, a cura di Tonino Sicoli. Ma anche nel 1999: nel mese di agosto ci fu un’eclisse di sole, e Zaffina, su invito del sindaco Sergio Abramo, eseguì a Catanzaro una sua opera, uno scavo su un muro del centro storico (in Scesa Agricoltori su una parete a sinistra della gradinata che porta al curvone di via Nuova Bellavista).

    Si tratta di una grande curva ellittica di cm. 500 x 700, di un forte colore arancione che allude all’evento, infatti gli diede il nome “ECLISSE”. (Di seguito riporto due foto del tempo, con Zaffina che è al lavoro e la seconda che riprende l’opera ultimata, nel suo originale splendore).

    Oggi, purtroppo, quell’opera è stata ridotta, per come la foto che riporto sotto, al più profondo degrado ed abbandono (erbacce, immondizia, animaletti) È, probabilmente, la più cruda prova dell’insensibilità e trascuratezza in cui è stata ridotta questa città da Abramo e dalle sue Amministrazioni.

    Ritengo che il Sindaco debba chiedere scusa all’artista e alla città. Correre subito ai ripari, contattando l’artista Fiorenzo Zaffina per concordare un suo personale intervento per le necessarie operazioni di ripristino e valorizzazione dell’opera.

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