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Si alza il sipario sul Magna Graecia film festival: buona la prima foto

Oggi, sul main stage, è il turno di “Tutti per Uma” diretto da Susy Laude con gli attori Dino Abbrescia e Lillo Petrolo

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    Se il buongiorno si vede dal mattino, cosa dovremo aspettarci da questa diciottesima edizione del Magna Graecia film festival? La rassegna è incominciata ieri sera, nell’ormai consueta cornice del Porto di Catanzaro, e ha inanellato emozioni a non finire, di vario tipo. Cominciamo con ordine: la bellezza eterea di Carolina Di Domenico, per l’occasione in un raffinato abito blu ricco di ruches. Per la quarta volta al timone delle serate del Festival, la conduttrice ha salutato con semplicità il pubblico – non numerosissimo in prima battuta, poi nutrito, complice anche l’ora circa di ritardo della partenza della manifestazione -, ricordando la passata edizione con i suoi ospiti e i momenti più interessanti, grazie anche ad una raccolta di immagini dello scorso anno. Da qui, il passo a ricordare chi non c’è più è stato breve: se il sentito omaggio a Nino Manfredi – a lui è dedicata l’edizione di quest’anno, nel centenario della nascita – è stato scandito dalle battute e scene più memorabili rimaste nella memoria collettiva del grande attore ciociaro, è stata la commozione, soprattutto della Di Domenico a segnare il ricordo di Libero Di Rienzo, l’attore e regista recentemente scomparso, amico del Festival, protagonista di “A Tor Bella Monaca non piove mai” di Marco Bocci che vinse lo scorso anno, ma dove aveva anche presentato la sua opera prima, “Sangue” con Elio Germano nel 2006.

    Un momento di delicata emozione, è stato poi il saluto da parte di Gianvito Casadonte, direttore artistico e ideatore del Festival, al compianto presidente della Regione Calabria Jole Santelli che lo scorso anno aveva voluto prendere parte a una delle serate della manifestazione riconoscendone l’importanza per il territorio calabrese.

    La serata era stata anche aperta da una protesta da parte dei diportisti del Porto, ai quali il patron del Festival, Gianvito Casadonte, ha concesso l’utilizzo del palco della rassegna per porre l’attenzione sulla situazione in merito all’occupazione dei pontili.

    E che il Festival possa essere una cassa di risonanza per varie questioni, lo ha sottolineato il momento successivo con l’associazione Ra.Gi. onlus e la sua raccolta fondi per la realizzazione di una CasaPaese per persone con demenze, da realizzarsi nel borgo di Cicala. Sul palco è salita la presidente di Ra.Gi. Elena Sodano che ha ricordato come Casadonte abbia da tempo sposato la causa della associazione da lei rappresentata, aiutandoli anche nella realizzazione di uno spot solidale che è stato proiettato nel corso della serata.

    Sul palco poi si sono alternati la madrina di questa edizione del Festival, Greta Ferro, che seppure giovanissima ha ripercorso le tappe della sua carriera, quindi il vice direttore di Rai Fiction Ivan Carlei, tra i giurati del concorso per le opere prime italiane, «Il cinema non è come il calcio, non c’è chi vince e chi perde. Qui la qualità media è alta, tutti i film meriterebbero un premio», ha detto.

    Grande ospite della prima serata è stato poi il presidente della giuria per le Opere prime e seconde internazionali, l’attore John Savage, accompagnato da Blanca Blanco. L’interprete de “Il cacciatore” di Michael Cimino è intervenuto dal palco ringraziando e sottolineando la necessità di un impegno da parte di tutti in questi periodi incerti e di quanto lui confidi nelle donne e nella loro capacità di far fronte alle difficoltà: ammettendo che l’Italia è stato per gli Stati Uniti un faro per come ha affrontato la pandemia mondiale, ha anche sottolineato come la responsabilità di chi può sia quella di dare spazio ai bisogni della gente, proprio come avvenuto all’inizio della serata con la rappresentanza dei diportisti.

    Ultimo, ma solo in ordine cronologico, l’intervento di Lamberto Sanfelice, il regista del primo film in programma, “Futura”, la sua opera seconda. Incentrato sulla musica e, nello specifico, sul jazz, Futura ha avuto l’unica pecca di essere come il genere che rappresentava, un po’ di nicchia, quindi non propriamente da pubblico di un’arena estiva, ma è stato comunque seguito dai presenti che a fine proiezione hanno continuato con l’incontro tra il regista e il curatore della sezione documentari Antonio Capellupo. Quest’ultimo ha definito la pellicola un noir dal dna musicale incredibile: il riferimento era alla coesistenza di più generi, dalla lirica con Maria Callas, alla tecno, passando per Pachelbel, con filo conduttore il protagonista, un tassista trombettista e il suo rapporto, l’amore, per sua figlia. Sanfelice ha raccontato anche la nascita dell’idea del film – l’incontro con un vero tassista trombettista a Roma – e l’emozione di tornare a interagire con il pubblico, e presentare finalmente il film, uscito in realtà già a giugno.

    Oggi, sul main stage, è il turno di “Tutti per Uma” diretto da Susy Laude con gli attori Dino Abbrescia e Lillo Petrolo, mentre nel centro storico al Supercinema parte la sezione dedicata ai giovani autori emergenti del panorama mondiale, curata da Silvia Bizio, e al complesso monumentale San Giovanni quella dedicata agli esordi del documentario e del cinema del reale, curata da Antonio Capellupo.

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