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Festival d’autunno, conferenza stampa conclusiva. Antonietta Santacroce punta il dito contro la Regione

Nel mirino il bando dei Grandi eventi

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    «Ora che è finito il Festival lo possiamo dire: il ruolo svolto dalla Regione Calabria non è stato minimamente di supporto nella sua realizzazione». Non l’ha mandata di certo a dire, Antonietta Santacroce, questa mattina nel corso della conferenza stampa conclusiva dell’edizione 2021 del Festival d’autunno. Il direttore artistico ha spiegato le motivazioni per cui quello di quest’anno è stato il cartellone più difficile da organizzare nella storia della rassegna: «Siamo dovuti finire al Consiglio di Stato perché ci venisse riconosciuto quello che era un nostro diritto – ha affermato -. Avendo vinto il bando Grandi eventi per il 2020, essendoci classificati in posizione utile in graduatoria per godere del contributo, la Regione Calabria ha invece deciso di beneficiare chi era dopo di noi in graduatoria, e che noi non dovessimo più realizzare il Festival dal momento che non lo avevamo fatto entro il 31 dicembre 2020».

    Ma la decisione ha riguardato solo il bando dei Grandi eventi: «In tutta Italia, ma anche la Regione Calabria stessa ha in realtà prorogato tutti gli altri bandi che si erano già conclusi con una graduatoria fino al 31 agosto, e anche fino al 31 dicembre 2021, tranne il bando Grandi eventi 2020. Questo ci ha costretti ad andare al Tar, e dopo al Consiglio di Stato, dinanzi ad una palese violazione dei nostri diritti, perché il Festival d’autunno nel 2020 non si è potuto tenere a causa dell’ordinanza comunale del sindaco Abramo che il 14 agosto 2020 aveva vietato gli spettacoli dal vivo a Catanzaro e quindi ha colpito pienamente il Festival d’autunno che si sarebbe dovuto svolgere il 28 agosto». Annullata inizialmente per questo motivo, l’edizione era stata riprogrammata ma è entrato poi in vigore il Dpcm che ha vietato gli spettacoli dal vivo fino a maggio 2021, «quindi in questa situazione – ha commentato Santacroce – non si capisce come il Festival d’autunno potesse realizzare l’edizione per la quale aveva beneficiato del contributo. Questa evidenza lampante è sfuggita alla Regione Calabria e ci ha costretti a un contenzioso che ancora non è risolto».

    Eppure il Festival d’autunno 2021 è andato lo stesso in scena: «Questa edizione  – ha spiegato ancora il direttore artistico – si è risolta innanzi tutto grazie ai fondi di Donne in arte, al contributo del Comune di Catanzaro, della Camera di Commercio e della Fondazione Banco di Napoli, perché l’esito del Tar si saprà solo a maggio 2022 e quindi solo allora sapremo se potremo godere del contributo che abbiamo vinto partecipando a un bando pubblico e che ci è stato tolto arbitrariamente». L’auspicio di Antonietta Santacroce è che «di fronte a questa ingiustizia lampante la Regione Calabria che ora ha un nuovo presidente, o attraverso l’avvocata Montilla che ha firmato i vari atti, prendesse posizione in merito a un comportamento che se non fosse stato per il potere economico che ha l’associazione Donne in arte, e il contributo dato dai pochi sostenitori, non si sarebbe svolto e avrebbe penalizzato pesantemente la Città di Catanzaro che non avrebbe potuto godere di questi eventi proposti gratuitamente malgrado la mancanza di fondi».

    «Tutto il territorio e tutte le 80 imprese economiche coinvolte e gli esercenti, gli hotel, i 250 tecnici di vario tipo, i ristoranti, non avrebbero beneficiato di quello che noi abbiamo apportato – ha aggiunto -. La Regione Calabria ha quindi privato la città di Catanzaro non solo di grandi eventi culturali, ma anche di una importante ricaduta economica che in un anno di crisi che ha penalizzato tutti gli operatori sarebbe stato importante sostenere. E non si capisce chi abbia voluto agevolare comportandosi in modo difforme soltanto per il bando 2020 che è stato quello su cui si sono impuntati con l’esecutività entro il 31 dicembre 2020, nell’anno del Covid in cui in tutto il mondo ogni cosa è stata prorogata».

    E’ questo il motivo per cui nella conferenza stampa iniziale «ho detto che questa edizione era stata la più difficile da realizzare, perché è stata necessaria tutta la mia determinazione per andare in scena: non volevo che venisse cassato per un altro anno il Festival che comunque è patrimonio della città di Catanzaro e della regione tutta al di là di alcuni sterili burocrati, ed è il motivo per cui ho voluto che tutti potessero beneficiare di 20 eventi gratuiti dopo che eravamo stati chiusi per un anno e mezzo. La gratuità ha consentito anche a chi non aveva la disponibilità economica di partecipare nei limiti della capienza indicata nella normativa vigente. Ci siamo adoperati disinteressatamente, perché non ho alcuna velleità politica, ma mi dispiaceva che la città e tutti gli spettatori storici del Festival non potessero godere di questo cartellone, sofferto, ma un bel cartellone».

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