A 97 anni, non sente,vede poco ma legge: testimonial di una campagna di una casa editrice

L'incredibile storia di Gina Lanzillotta. La scelta della Rubbettino di farne uno dei simboli della lettura

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    Ha 97 anni, non sente più da quando ne aveva 30, ma parla e comunica attraverso il cellulare inviando e ricevendo sms da amici e parenti. Soprattutto, continua a leggere coltivando una sua antica passione nonostante la vista non sia quella di un tempo. Zia Gina è la testimonial della nuova campagna della Rubbettino, la casa editrice calabrese con sede a Soveria Mannelli, nel Catanzarese, da tempo solido riferimento dell’editoria italiana.

    Vive a Cervicati, in provincia di Cosenza. La foto che la ritrae seduta su un gradino, mentre legge con l’aiuto degli occhiali e di una lente d’ingradimento, è diventata virale sui social, soprattutto dopo che Florindo Rubbettino, Ceo della casa editrice, ha intravisto le potenzialità di quello scatto su suggerimento del professore Ottavio Cavalcanti, antropologo che per anni ha insegnato all’Università della Calabria. A fotografarla in quella posa che riflette la sua grande passione per la lettura è stata la nipote Ada.

    Gina Lanzillotta trascorre le giornate immersa nelle pagine dei suoi libri. Non ha un titolo di studio, ma già da piccola aveva la vocazione per la lettura. Come molte donne meridionali della sua generazione non ha completato le elementari, fermandosi al quarto anno. In compenso la sua mente ha continuato a crescere grazie ai classici della letteratura e alla lettura dei libri di autori moderni. Ama particolarmente “I miserabili” di Victor Hugo, ma la sua voglia di conoscenza spazia in tutti i settori. Non potendo ascoltare, non è in grado di rispondere alle domande, ma i nipoti Ada e Gianfranco hanno fatto da intermediari con l’AGI che ne ha ricostruito la storia.

    “Questo successo inaspettato – spiega la nipote Ada Lanzillotta – le ha fatto molto piacere. Mia madre vive con lei, sono andata a trovarle e ho soprpreso mia zia in quella posa. Stava rileggendo ‘Va dove ti porta il cuore’ di Susanna Tamaro, di cui non ricordava alcuni passaggi che stava sottolineando con una matita. Mi è parsa una situazione molto bella e con il cellulare ho scattato la foto che ho messo su Facebook, poi l’ho fatta vedere al professore Cavalcanti, autore di molti libri che mia zia ha letto. E’ stato lui a segnalarla alla Rubbettino”.

    Figlia di un vecchio socialista tenuto d’occhio dal regime per la sua attività politica durante la dittatura fascista, zia Gina continua a seguire l’attualità attraverso il televideo spinta dalla sua passione politica ereditata dal padre. Le piace anche il calcio e tifa per la Juventus oltre che per la Nazionale. “Ha seguito con attenzione l’ultima elezione del Presidente della Repubblica” dice la signora Ada. E anche le recenti vicende che hanno portato alla crisi del Governo Draghi l’hanno appassionata, come spiega Gianfranco Donadio, giornalista e documentarista dell’Università della Calabria, nipote acquisito di Gina avendo sposato Ada: “I libri le hanno dato l’opportunità di conoscere il mondo che non ha mai visto. A modo suo, nonostante l’età, è una donna moderna. Rimpiange di non avere la capacità di usare gli smartphone”.

    E’ ancora Ada a raccontare i sogni e la vita quotidiana di Gina. “Avrebbe voluto – dice – insegnare lettere e Latino. Ma in quegli anni in paese non c’erano le scuole. Avrebbe dovuto spostarsi a Cosenza, all’epoca, però, soprattutto per una donna, non era facile. Ha sviluppato la sua conoscenza letteraria grazie al circolo degli editori a cui era abbonata che le segnalava i libri in uscita”. La sua biblioteca personale è un patrimonio di opere letterarie. “Ama ‘I miserabili’ – dice la nipote – ma anche i grandi scrittori russi”. Tiene semppre la mente occupata, zia Gina. Quando non legge si dedica alla sua seconda passione: i cruciverba. Non si è mai sposata, ma è circondata dall’affetto dei nipoti per i quali ama preparare il caffè.

    Ottavio Cavalcanti, letteralmente folgorato dallo scatto della signora Ada, spiega il motivo che lo ha spinto a proporla a Rubbettino: “Mi sembrava un peccato che si perdesse l’occasione di valorizzare quell’immagine così evocativa”. Cavalcanti conosce bene la comunità di Cervicati su cui ha scritto un libro. “Ho segnalato l’immagine di zia Gina a Florindo Rubbettino – aggiunge -. L’idea di inserirla nel materiale della campagna per i libri della casa editrice gli è piaciuta molto”. A spiegare il perché all’AGI e lo stesso editore: “In un mondo dominato dall’immediatezza dell’immagine, in cui nascono veri e propri fenomeni sui social spesso discutibili, come il famoso “parlato in corsivo”, zia Gina, con il suo sguardo curioso è già un “meme”. Siamo convinti – sostiene Rubbettino – che la sua insopprimibile voglia di leggere possa diventare un messaggio positivo che possa fare breccia anche nei giovani tra i quali si registrano da tempo pericolose flessioni nel numero di libri letti e nel tempo dedicato alla lettura, in una fascia d’età che invece, storicamente, ha sempre registrato lettori forti. Umberto Eco – prosegue – diceva che chi non legge ha vissuto una vita soltanto, zia Gina sui suoi gradini di casa ha vissuto mille vite. Non le sembra di per sé un messaggio bellissimo anche per superare l’ansia nata dal lockdown che pare ancora alitare sul mondo?”.
    L’auspicio, dunque, è che l’esempio possa essere recepito soprattutto dalle giovani generazioni. La frase che accompagna l’immagine dell’anziana innamorata della lettura è fra le più eloquenti: “Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”. A scriverla è stato Luis Sepúlveda nel suo libro “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”.

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