Cinque secoli di storia, battaglie e coraggio: così Catanzaro ha conquistato la sua Università foto
Presentato all'Università Magna Graecia il volume di Aristide Anfosso e Piero Canino che ripercorre le origini dell'Ateneo dal 1563 ai giorni nostri. Il rettore Cuda: "Accompagnateci, l'Università è un motore culturale, sociale ed economico"
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L’Università Magna Graecia non è nata nel 1972. Né nel 1982, quando arrivò il riconoscimento legislativo, né nel 1998 con l’autonomia dell’Ateneo. La sua storia affonda le radici in quasi cinque secoli di cultura, studio e battaglie civili. Una storia fatta di uomini, idee, ostacoli e conquiste, ricostruita nel volume “L’Università di Catanzaro. Storia della nascita dell’Ateneo del capoluogo dai Frati della Compagnia di Gesù al Consorzio per la Libera Università”, scritto da Aristide Anfosso e Piero Canino e presentato nell’Auditorium del Campus “Salvatore Venuta” alla presenza di numerose autorità del mondo politico, istituzionale e accademico.
Ad aprire i lavori è stato il magnifico rettore Giovanni Cuda, che ha rivolto un sentito ringraziamento ai protagonisti della storia dell’Ateneo. “Voglio ringraziare tutti quelli che sono qui oggi e i nostri maestri. Tra il pubblico ci sono docenti che ho seguito durante i miei studi a Catanzaro. A loro va la mia gratitudine per il lavoro svolto e per la forza con cui hanno voluto che questo posto nascesse, rimanesse a Catanzaro e potesse crescere”.

Cuda ha poi lanciato un appello alla politica e alle istituzioni locali. “Vogliateci bene, accompagnateci e comprendete quanto sia importante l’Università prima di tutto come volano culturale, ma anche sociale. Oggi abbiamo circa 12 mila studenti e il 70% è composto da giovani calabresi. Sono ragazze e ragazzi che, senza questa Università, sarebbero stati costretti ad andare via. Si parla spesso della fuga dei cervelli: l’Università di Catanzaro quella fuga l’ha fermata. È importante considerare anche il grande impatto economico che un Ateneo come il nostro produce sulla città e sul territorio”.
Il volume nasce dalla volontà di restituire all’Università una memoria spesso dimenticata. “Molti pensano che la storia dell’Università inizi con la legge firmata da Sandro Pertini nel 1982 o con l’autonomia del 1998”, ha spiegato Aristide Anfosso. “In realtà, insieme a Piero Canino, abbiamo scoperto una vicenda che parte dal 1563, quando i padri della Compagnia di Gesù furono chiamati dai setaioli, dagli ebrei e dai greci che lavoravano i tessuti a Catanzaro per formare i giovani destinati ai commerci con il resto d’Europa. All’epoca Catanzaro era una capitale europea della produzione di damaschi, sete e velluti”.
Da quella esperienza nacquero le prime forme di alta formazione cittadina, proseguite fino al Settecento. Successivamente, con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, Catanzaro tornò ad ospitare corsi universitari veri e propri, istituiti nel 1812 e rimasti attivi fino alla Riforma Gentile del 1923, che ne decretò la soppressione.
La seconda parte del libro è dedicata al Novecento e alla rinascita universitaria. “Nel 1959 Aldo Ferrara chiese al ministro Medici di riaprire i corsi universitari a Catanzaro”, ha ricordato Piero Canino. “Gli ispettori ministeriali visitarono la città, individuarono gli edifici destinati ad ospitare le lezioni e diedero il via libera, ma le contrapposizioni politiche e territoriali bloccarono tutto. Furono anni difficili, segnati da continui rinvii e da proposte alternative che rischiarono di far sfumare definitivamente quel progetto”.
Il racconto arriva quindi al 1972, quando il giudice Salvatore Blasco, insieme a Ernesto Pucci, Franco Bova, Vincenzo Speziali e Triolo, diede vita al Consorzio per la Libera Università, aprendo i corsi di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Pedagogia e Medicina.

Tra le pagine più significative del volume c’è la mobilitazione studentesca che tra il 1976 e il 1979 contribuì a salvare l’esperienza universitaria catanzarese. “Quando i corsi stavano per chiudere costituimmo un collettivo di studenti, occupammo i locali di San Brunone e per tre anni continuammo a lottare”, ha ricordato Anfosso. “Non difendevamo soltanto il nostro corso di laurea, ma il futuro universitario di Catanzaro. Senza quella battaglia probabilmente oggi questa Università non esisterebbe”.
Una mobilitazione che, come ha evidenziato Canino, convinse la politica a sostenere la nascita del Consorzio universitario pubblico tra Comune e Provincia nel 1979, passaggio decisivo verso l’attuale Ateneo.
Il volume ricostruisce così un percorso lungo oltre quattro secoli e mezzo, dimostrando come l’Università Magna Graecia sia il risultato di una conquista collettiva costruita attraverso generazioni di amministratori, docenti, studenti e cittadini che hanno creduto nel valore della formazione. Una storia che continua ancora oggi e che, come ricordato dal rettore Cuda, rappresenta uno dei principali motori culturali, scientifici ed economici della Calabria.


