Premio di Letteratura e Arti Visive “Ciò che Caino non sa”, al pittore catanzarese Giovanni Chiarella la “Medaglia del Presidente”

L’opera, intitolata “Stop alla violenza”, racchiude le dolorose dinamiche che segnano la violenza di genere

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    Lo scorso 20 giugno 2026, nelle sale del Palazzo Dogana di Foggia, si è svolta la premiazione del Premio di Letteratura e Arti VisiveCiò che Caino non sa”, alla presenza di autorità istituzionali e personalità del mondo della cultura. Il Premio, giunto alla sua VII edizione, si è fregiato del patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, dell’Università degli studi di Foggia e della Presidenza della Giunta regionale della Puglia.

    Nella sua VII edizione il concorso ha seguito la significativa tematica “contro la violenza di genere e sui minori” espressa con la poesia, con la narrativa, con un articolo giornalistico, con la fotografia ed opere pittoriche (entrambe per le arti visive), ognuna delle sezioni contrassegnate dalle regole del bando precedentemente diffuso.

    Per la sezione “Arte Visiva” la partecipazione era estesa ad artisti, fotografi, creativi e autodidatti. E proprio in questa sezione del premio letterario si è vista la pregevole partecipazione del pittore catanzarese Giovanni Chiarella, noto come il “pittore della natura”. La sua opera, intitolata “Stop alla violenza”, un dipinto ad olio su tela 70 x 50, è stata premiata con la “Medaglia del Presidente”. Il Maestro Chiarella, con la sua opera pittorica, ha voluto concentrare le dolorose dinamiche che segnano la violenza di genere, così descritte nella didascalia (a cura di Nestore Del Boccio) riportata sulla pergamena ricevuta: ”Un urlo contro la violenza che esplode nella dinamica dei tagli figurativi in un dolore di chi guarda attraverso un cinestismo di simbologie dei vari piani, in uno spazio prospettico i cui dettagli diventano macigni di condanna per la nostra società”.

    Generico luglio 2026

    Si ricorderà che il Maestro Giovanni Chiarella, nato a Gimigliano (Cz), inizia il suo percorso artistico da autodidatta negli anni ’70, affinando nel tempo il suo estro creativo con la frequentazione delle botteghe dei maestri calabresi Eugenio Galiano e Andrea Cefaly. Il suo iter pittorico continua per cinquantacinque anni dando alle proprie creazioni una personale identità, avendo modo di esporre nelle gallerie calabresi, ma ugualmente a Roma, Milano e sui palcoscenici europei di Bruxelles e Anversa, ottenendo diversi premi e riconoscimenti.

    “La violenza di genere – dice l’artista – è uno dei fenomeni più gravi che incombe sulla nostra società e proprio per questa ragione la nostra attenzione non deve mai mancare. Con la mia opera ho voluto unire tutti quegli elementi che segnano ogni forma di violenza, soprattutto quella fisica. Nell’opera, inoltre, si evidenziano quei fattori che ne sono i simboli, come la panchina e le scarpe rosse, ma soprattutto quel segnale di “stop” che indica il bisogno di fermare ogni tipo di violenza. Nel basso anche il fiore della gerbera, delicato e bellissimo, dal colore acceso, simbolo di quelle donne che vogliono cambiare una condizione in cui ne sono vittime”.

    Al premio letterario “Ciò che Caino non sa”, manifestazione organizzata e curata dalla professoressa Maria Teresa Infante La Marca e da uno staff di esperti del settore, si é vista la partecipazione di oltre 700 autori tra poeti e artisti provenienti da ogni parte d’Italia e da paesi stranieri come Libia, Danimarca, Cipro, Kosovo, Serbia, Malta e tanti altri ancora. A riguardo dell’edizione si avrà l’opportunità di leggere tutti i componimenti degli autori premiati e visionare le opere realizzate in una pregiata antologia che verrà pubblicata da “Oceano edizioni”, corredata da notizie e approfondimenti.

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