Il Supercinema riaccende i sogni: la riapertura tra memoria e voglia di futuro

Mottola di Amato e Ferrara chiamano la città a condividere la sfida e aprono a libri, incontri e associazioni. La sala porterà il nome di Alessandro Lanzo

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    Le luci blu soffuse, il brusio che fa da colonna sonora all’attesa, mentre qualcuno in alto prepara il viaggio di celluloide. E quando cala il buio in sala si riaccendono i sogni. Il “Supercinema” riapre davvero, dopo mesi di attesa sospesa. E lo fa aprendosi agli spettatori che oggi sono amici, infatti il biglietto non si stacca a nessuno. È una festa nel ricordo del volto di quel luogo che è diventato comunità, un gestore speciale che sapeva trasmettere l’amore per il cinema solo con un sorriso.

    Quella sala ritrovata sarà intitolata ad Alessandro Lanzo, parola dell’imprenditore Maurizio Mottola di Amato, traghettatore di questa avventura, che lo ha annunciato davanti al pubblico tornato al cinema: ci sarà una giornata dedicata, con gli amici e i familiari, per dare un posto stabile al suo ricordo. Intanto lo schermo si riaccende, ma Alessandro non è lì ad accogliere gli spettatori. È questa assenza ad attraversare la serata e le parole di chi ha voluto ricominciare.

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    «Alessandro è il Supercinema». Mottola di Amato riprende una definizione che sente sua. Lo ricorda come un «grande amico, grande lavoratore, grande appassionato di cinema», con il quale divertirsi e discutere dei film. Anche dopo lo spettacolo, quando si fermava con gli spettatori a scambiare impressioni, a dare un giudizio. Era sincero, ricorda, e quella sincerità faceva parte del rapporto con chi entrava in sala.

    Per Andrea Ferrara, altro protagonista della sfida della riapertura, Alessandro era anche la persona da sentire ogni giorno. «Con Alessandro mi sentivo quotidianamente», racconta. Sceglievano i film, confrontavano le proposte, cercavano insieme una programmazione che potesse piacere al pubblico. Un’abitudine fatta di lavoro e confidenza, della possibilità di chiamare qualcuno che condivideva la stessa passione. «Era più di un amico», dice. «Mi manca tantissimo».

    La sala porterà il suo nome. Mottola di Amato annuncia una targa commemorativa e, se i familiari lo consentiranno, una fotografia. «È una presenza che deve continuare a essere nel corso degli anni», spiega. La riapertura diventa così anche il modo di proseguire qualcosa costruito insieme.

    Ma perché quel cinema continui a vivere, adesso serve la città. È la richiesta più schietta della serata, quella che Mottola di Amato rivolge a chi è venuto per il ritorno delle proiezioni. La fatica, racconta, non riguarda soltanto i conti. Riguarda soprattutto il momento in cui si guarda la sala e si vedono «una, due, tre persone».

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    In quelle poche presenze c’è la parte più difficile della scommessa: mettere a disposizione un cinema e chiedersi se le persone abbiano ancora voglia di frequentarlo. «Vi piace andare al cinema?», domanda. L’invito è a condividere l’avventura anche dopo la riapertura, quando alla curiosità della prima sera dovrà seguire la scelta di tornare.

    Davanti al pubblico, però, Mottola di Amato trova una ragione per avere fiducia. «Sento il vostro cuore vicino al mio», dice. È una frase rivolta alle persone che ha davanti, alle quali affida il senso del lavoro fatto con Ferrara.

    Nell’ultimo mese i due si sono incontrati ogni giorno, sottraendo tempo alle rispettive attività professionali, racconta Ferrara. Ora vogliono che quello spazio accolga anche altri progetti. «È una sala storica che vogliamo mettere a disposizione della città, delle associazioni», annuncia Mottola di Amato. Presentazioni di libri, convegni, incontri: le proposte potranno arrivare dagli stessi cittadini. «Saremo lì ad ascoltarli», assicura. Ferrara ribadisce: «Noi siamo aperti a tutte le forme di cultura».

    Il prefetto Clemente Di Nuzzo riconosce nella riapertura proprio questa possibilità di incontro. Un cinema è «un luogo d’incontro, di convivialità, di scambio», osserva, e l’investimento dei due imprenditori offre alla città un bene da condividere. Accoglie con favore il ritorno della sala nel centro storico e prende un impegno: «Seguirò la programmazione del Supercinema».

    Anche per il sindaco Nicola Fiorita il primo pensiero è rivolto a chi manca. «Emozione perché non c’è ad accogliere il pubblico Alessandro Lanzo», dice. Poi ringrazia Mottola di Amato e Ferrara per aver voluto caparbiamente tenere aperto il cinema e continuare a investire nel centro storico.

    La riapertura, l’avvio del festival del design “Materia” al San Giovanni e l’imminente isola pedonale compongono, nella sua lettura, un movimento che contraddice la rassegnazione. «È un centro che si ribella alla visione che lo vuole per forza declinante», afferma.

    Nel pubblico tanti appassionati, protagonisti del mondo della cultura e dell’associazionismo, gli assessori alla Cultura, alle Attività produttive e alla Pubblica istruzione, rispettivamente Donatella Monteverdi, Giuliana Furrer e Salvatore Bullotta.

    Il Supercinema ricomincia dal pubblico e dal dialogo. Ferrara promette attenzione ai suoi gusti e disponibilità ad accogliere le critiche. Mottola di Amato aspetta idee per utilizzare la sala anche oltre le proiezioni. L’appello ai catanzaresi è concreto: venire a vedere un film, proporre un incontro, partecipare alla vita di un luogo che torna ad accoglierli.

    E il film inizia, si comincia. Digger è diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu, con protagonista Tom Cruise.

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