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IL ‘PENDOLO’ a Catanzaro: Viaggio virtuale nella metro che verrà

Intervista agli ingegneri progettisti dello studio Angotti. Domenico Angotti: ‘Il centro storico, il quartiere Sud e l’area dei servizi (Germaneto) finalmente ricucite in un ‘unicum’'

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      Di Laura Cimino

    Una città che negli anni ha perso identità per quartieri scollegati e senza una mobilità pubblica adeguata. A fare da cerniera su questi tessuti urbani per ora mal connessi, a ridare vitalità, mobilità e centralità al capoluogo di Regione il ‘pendolo’, l’opera pubblica da 145 milioni ormai avviata a dicembre che è destinata a cambiarne il volto. Fine lavori prevista entro il 2020. Un anno e mezzo. Un servizio di mobilità veloce e moderno. Quindici minuti dal centro città al quartiere Germaneto. Tutto in Wi fi. Il sistema di metropolitana di superficie ha visto qualche settimana fa l’accordo di programma quadro firmato con il presidente Oliverio ‘a corredo’ ‘che prevede un nuovo sistema di parcheggi, rampe, in alcuni punti ascensori/scale mobili per consentire di arrivare alle stazioni a piedi o con i mezzi in modo semplice e funzionale’ spiegano dallo studio Angotti. Ma come cambierà nei fatti il volto della città? Ecco il viaggio, per ora solo virtuale, guidati dall’ingegnere progettista dell’opera Domenico Angotti.

    VIA MILANO Da via Milano, quindi il centro della città, in un lavoro di riqualificazione che rientra nell’Accordo di programma quadro le fermate del Tribunale e di Pratica. Fino alla fermata di Sala il tracciato rimane quello di Ferrovie della Calabria. ‘Da Sala – entra nei dettagli il progettista Angotti – il tracciato si rinnova valorizzando la tratta di ferrovie dismesse che diventa sede della metropolitana e delle pista ciclabile che parallelamente arriverà fino a Lido. In una idea che punta molto al riqualificazione e al decoro – precisa l’ingegnere – un ‘parco’ verde tra pista ciclabile e binari che accompagnerà tutto il nostro percorso’.

    DA SALA LE LINEE VERSO LIDO E L’ALTRA VERSO GERMANETO Sala diverrà snodo strategico. Se due linee proseguiranno verso Lido, un’altra va invece a Dulcino. Un sistema e di gallerie e viadotti ‘e si proseguirà – continua Angotti – con le fermate del Policlinico e del Campus universitario, della Cittadella Regionale e della Stazione arrivando in corrispondenza al binario 1’. Qui, sostiene ancora il progettista ‘diventa poi fondamentale la pianificazione del servizio regionale per il collegamento per Lamezia Terme comunque già previsto, sempre con un investimento tramite i Por, e di cui ha parlato il presidente Oliverio alla firma dell’Apq durante il Consiglio comunale ad hoc’. Una città quindi finalmente collegata dal centro storico a Lamezia Terme tutta via binari è quanto, nei progetti, e negli investimenti in parte già avviati, finalmente si profila per Catanzaro.

    SANTA MARIA – STOP AI PASSAGGI AL LIVELLO ‘La vecchia stazione Fs di Santa Maria – spiega Domenico Angotti – verrà portata sotto terra. Verrà cioè finalmente eliminato il passaggio al livello che spezza la continuità del territorio e costruita una strada che ‘ricucirà’ le parti. Il tutto grazie a una strada sotterranea.

    PISTOIA Anche in questo quartiere il passaggio a livello verrà eliminato creando un sottopasso e, ancora,  un’utile zona di scambio con i mezzi a gomma della sede di Amc. Le fermate proseguiranno poi al Corvo, all’Aranceto, con tutto un sistema di strade che consentiranno – spiega ancora Angotti – la piena accessibilità anche a piedi delle fermate della metropolitana.

    LA NUOVA FERMATA MAGNA GRECIA CHE SERVIRA’ RIONE FORTUNA Il molto popoloso quartiere Fortuna sarà ricucito al resto della città con la fermata Magna Grecia. A Lido l’attuale capannone che ‘separa’ la stazione Fdc da quella Fs già espropriato verrà demolito per dare anche di nuovo decoro oltre che funzionalità alla zona.

    L’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO L’apq da 35 milioni, lo ricordiamo, riguarda tra le altre cose riqualificazione e parcheggi, che sono quello di via Milano, dove ora sostano i pullman, la riqualificazione del parcheggio del Politeama con delle rampe e non più l’ascensore, e infine il Musofalo con un sistema con rampe, ascensori e/o scale mobili a piedi e con i mezzi.

    ALCUNE CONSIDERAZIONI ‘Il progetto – spiega l’ingegnere Angotti – nasce da una visione che vuole riunificare la città dal centro storico ai suoi punti nevralgici. Che vuol dare continuità al territorio in un’idea di sostenibilità. Di mobilità pubblica accessibile a tutti, di piste ciclabili, di qualità della vita. Una città di nuovo attrattiva e accogliente. Il sitema di wi fi consentirà di rendere ancora più utile il tempo del viaggio. Non ultimo, la metropolitana sarà funzionale anche ad una nuova idea di residenza studentesca nel centro storico perchè lo collegherà in modo molto rapido anche all’università’.

    (In foto, gli ingegneri progettisti Domenico e Giovanni Angotti)

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