Migranti: Idos, in Calabria stranieri sono 5,5% popolazione

Presentato rapporto statistico 2018 Idos. Popolazione non italiana in aumento in Calabria 

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I cittadini stranieri presenti in Calabria al 31 dicembre 2017 sono il 5,5% della popolazione complessiva pari a 108.494 residenti. E’ il quadro che emerge dal “Dossier Immigrazione 2018” realizzato dal Centro studi e ricerche “Idos”, in partenariato con “Confronti”, presentato oggi a Catanzaro. Secondo il documento gli stranieri risultano in forte crescita, 5.670 in più rispetto al 2016, 22 mila unità nell’ultimo quinquennio. A diminuire è la popolazione autoctona, che registra una riduzione di circa 45.900 persone rispetto al 2013 che il dossier imputa ai bassi livelli di fecondità e alla ripresa dei flussi migratori dei giovani calabresi verso il Centro-Nord e all’estero. “La Calabria ha registrato un saldo migratorio negativo – ha spiegato Roberta Saladino, referente regionale Idos – quindi silenziosamente abbiamo perso 5mila giovani, soprattutto uomini. C’è anche un’incidenza tra lavoro e nascite, infatti dov’è più alta la fecondità è alto il tasso di occupazione e c’è una politica di welfare più efficace. Nella nostra Calabria i tassi di occupazione sono bassi quindi il tasso di nascite è basso. Si va verso quella desertificazione tanto paventata che purtroppo non riesce neanche ad essere ricompensata con gli incremento degli immigrati. E’ necessario adottare politiche attive più efficaci per incrementare l’occupazione”. Gli stranieri residenti in Calabria vivono soprattutto nelle province di Cosenza (35.559) e Reggio (32.870), seguite da Catanzaro (19.140), Crotone (12.789) e Vibo Valentia (8.136) Relativamente al genere c’è stato un arresto del fenomeno della femminilizzazione dell’immigrazione: le donne rappresentano, infatti, il 49% dei residenti stranieri, fino a pochi anni fa erano circa il 55%. Quanto alle nazionalità più numerose, il panorama regionale appare segnato dal forte protagonismo della presenza romena, accentuato anche rispetto al quadro nazionale, arrivando a rappresentare quasi un terzo dell’intero gruppo degli stranieri e cioè il 32,5% con 35.295 persone. Seguono i marocchini, presenti sul territorio da più tempo rispetto agli altri (13,6%, 14.777 persone) e poi altri due gruppi europei, bulgari e ucraini, rispettivamente il 6,2% e 5,9% del totale. Il primo gruppo asiatico, invece, è quello indiano (4,2%) I titolari di permesso di soggiorno sono 49.300. Nel 52% dei casi si tratta di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Tra i permessi a termine prevalgono quelli per asilo e motivi umanitari (45,3%). Per quanto concerne i titolari di protezione, quelli presenti nelle strutture di accoglienza al primo dicembre 2017 erano circa 7.600, 384 in più rispetto all’anno precedente. Tra i soggiornanti non comunitari, i minorenni costituiscono il 17,5%. Le province di Catanzaro e Vibo Valentia registrano la maggiore incidenza nel 2017. La maggior parte dei migranti ha una età ricompresa tra i 18 e i 64 anni di età (78,8%), gli ultra 65enni sono solo il 3,7%. Nell’ultimo anno ad aumentare in termini assoluti sono stati i minorenni (+3,2%). Si tratta prevalentemente di ricongiungimenti familiari e in parte di nuove nascite, ma ad incidere è anche la presenza in regione di molti minori stranieri non accompagnati che sono passati da 1.126 nel 2015 a 1.443 nel 2017. Secondo i dati Istat nel 2017 sono risultati occupati in Calabria 39.010 stranieri, nel 37,4% dei casi si è trattato di donne, pari al 7,3% del totale degli occupati. Quanto alla distribuzione, 11.926 hanno lavorato nel settore dell’agricoltura, 4.753 nell’industria (12,2% nelle costruzioni) e 22.330 nei servizi, commercio e domestico, per una retribuzione media inferiore a quella di un lavoratore italiano, paria a 742 euro. Il rapporto, infine, mette in luce lo sfruttamento lavorativo in Calabria e sottolinea come questo “ha assunto carattere strutturale nelle aree a maggiore vocazione agricola come le Piane di Gioia Tauro, Sibari e Lamezia Terme, con derive di lavoro para-schiavistico e di tratta. Nella sola area tra San Ferdinando, Rosarno e Taurianova si stima risiedano, in diversi insediamenti informali circa tremila lavoratori, tra duemila e tremila. (ANSA).

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