I cali di volume negli appalti Contact center preoccupano i sindacati

Cgil Cisl e Uil nel comparto delle telecomunicazioni: 'Il governo convochi con urgenza Tim per chiarire la situazione' 


 «Da diversi mesi si percepisce un pesante calo di traffico nelle attività collegate al mondo Tim. Che si tratti di rete fissa o mobile, qualunque lavoratore operi all’interno degli appalti di contact center delle attività di Tim da mesi ha chiaro una diminuzione esagerata dei volumi di traffico. Un calo così evidente, e pesante nei numeri, che non può non destare sospetti e preoccupazioni sugli impatti occupazionali che potrebbero derivarne». L’allarme arriva dalle segreterie calabresi di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil “Contratti a termine non rinnovati, – continuano dalle segreterie – al di là delle misure restrittive introdotte dalle nuove norme, richieste continue di programmazione per lo smaltimento ferie e permessi per i lavoratori assunti a tempo indeterminato, lunghi periodi di “available” (tempo di attesa tra una chiamata e l’altra). Comprendiamo che Tim possa aver perso pezzi di mercato importante visto l’ingresso nel mercato di compagnie “low-coast”, ma non tali, visto i dati presentati, da giustificare un simile tracollo dei volumi di attività. Ci insospettisce che diversi clienti “basso spendenti” non riescano a contattare l’operatore telefonico chiamando il servizio assistenza e si “perdano” all’interno dell’albero di navigazione (Ivr), e che sempre più clienti lamentino che la propria chiamata venga gestita fuori dai confini nazionali».

«Non vorremmo che i vertici di Tim, – concludono – per presentarsi bene al nuovo amministratore delegato, abbiano ben pensato di fare cassa sulle spalle dei lavoratori degli appalti di contact center, inserendo qualche “dissuasore” per non gestire le chiamate dei clienti “low” (basso spendenti) o ancor peggio delocalizzando cospicui volumi di traffico al di fuori dall’Italia. Fortemente preoccupati degli impatti occupazionali che potrebbero coinvolgere qualche migliaio di lavoratori calabresi, chiediamo alle istituzioni locali ed alla deputazione parlamentare di sollecitare la convocazione di un tavolo ministeriale in cui chiedere alla maggiore azienda nazionale del settore telecomunicazioni di fare chiarezza sui punti sopra denunciati».