Quartiere Piterà, sos di Primerano e Gigliotti: “Ecco cosa serve”

Chiesta l'installazione di una telecamera lungo viale Gattoleo

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    E’ firmata da Giovanni Primerano, già presidente Circoscrizione Pontegrande-Sant’Elia e Antonio Gigliotti già consigliere comunale, la nota in cui si lamentano alcune situazioni di disagio nel quartiere Piterà.

    In particolare gli ex amministratori puntano il dito contro l’amministrazione comunale in quanto “nel bilancio 2020 approvato dal C.C. non vi è traccia di interventi nel quartiere, che rimane così fortemente penalizzato per il permanere e l’acuirsi di antichi e nuovi problemi”.

    I principali problemi segnalati nella nota sono: “la mancata messa in funzione del serbatoio ospedaliero, tipica “incompiuta” del territorio, realizzato ormai da decenni dalla Cassa per il Mezzogiorno per assicurare la fornitura d’acqua agli ospedali della zona nord di Catanzaro, alla caserma dei Vigili del Fuoco e allo stadio N.Ceravolo, e mai messo in funzione; il mancato completamento della rete fognante delle contrade Cugni del Signore, Mancariti e Pagliari, i cui liquami vengono ancora scaricati a cielo aperto finendo per confluire nel letto della Fiumarella;

    il permanere delle condizioni di enorme disagio e di pericolo per la circolazione veicolare e pedonale a causa dell’inadeguatezza dei marciapiedi  che mancano su buona parte del sistema viario, della mancanza di aree di parcheggio

    (nulla si è ancora fatto per adeguare a tale uso un’area derivata da lavori di consolidamento idrogeologico  che potrebbe essere adattata con costi irrisori e la cui pratica giace inevasa nei meandri burocratici del Comune malgrado nostri ripetuti solleciti) e dell’intenso traffico veicolare pesante costituito da grossi camion provenienti da una cava in Sila che continuano a passare per le vie cittadine invadendo pericolosamente l’opposta corsia e generando frequenti ingorghi nonostante le nostre ripetute richieste di dirottarne il percorso su strade extra-urbane. Altra grande incompiuta -si legge nella nota – anche se ormai non più nel senso della struttura, ma dell’utilizzo, è la scuola materna: dopo decenni durante i quali è stata costruita, poi lasciata per anni e anni all’azione distruttiva dei vandali e dei fenomeni atmosferici, quindi ristrutturata (o bisognerebbe dire praticamente rifatta), infine privata della sua funzione in quanto la popolazione scolastica che avrebbe dovuto ospitare era oramai venuta meno per il crollo anagrafico, è stata di nuovo abbandonata invece di essere riutilizzata in funzione socio-culturale come da noi tante volte richiesto e infine praticamente ceduta ad usi collaterali per le attività della locale parrocchia”.

    Ed ancora: “la villa padronale dei Marchesi Susanna in località “Colli”, grande complesso edilizio abbandonato da decenni dai proprietari e quindi venduto alla Fondazione Betania che avrebbe dovuto ristrutturarla ed adibirla a centro assistenziale, è stata anch’essa abbandonata per cui è ora ridotta ad un rudere, da edificio qualificante per il quartiere che invece avrebbe potuto diventare, il tutto nella più completa latitanza dell’amministrazione comunale; l’ex-lavatoio di via Muscari, per il quale era stato disposto un piano di alienazione ma che è rimasto tutt’ora invenduto, potrebbe essere convertito, previo abbattimento e con modica spesa, a piccolo parcheggio o, ancor meglio, ad area di verde pubblico con qualche panchina e qualche aiuola.

    Altra richiesta rimasta inevasa “è quella riferita alla collocazione di qualche telecamera lungo viale Gattoleo, dove si sono avuti negli anni diversi episodi vandalici a danno delle auto in sosta, l’ultima risalente a pochi mesi fa, che richiedono con urgenza l’adozione di misure dissuasive, e le telecamere possono essere uno di questi mezzi. Ultimo, ma non per importanza, l’eterno problema dell’assoluta carenza di impianti sportivi, che l’A.C. non ha mai voluto affrontare nemmeno di sfuggita, nonostante la messe di nostre proposte negli anni, tutte ragionevoli e ottenibili con spese modeste utilizzando strutture facilmente disponibili per l’Amministrazione”.

    “Noi crediamo – conclude la nota – che il futuro di una città debba passare per la valorizzazione e la crescita di ogni parte del suo territorio, anche e soprattutto delle zone periferiche, che sono tradizionalmente quelle più povere di strutture e di possibilità e quindi più soggette, se non adeguatamente sostenute e sviluppate, ai fenomeni regressivi dell’emarginazione sociale, della delinquenza, del degrado urbano e ambientale. Ci auguriamo che gli attuali amministratori riescano a maturare una coscienza che sinora né essi né i loro predecessori hanno mostrato di possedere”.

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