L’Orizzonte degli Eventi, quella linea sottile di congiunzione che giace tra l’innamorarsi e l’amare

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    di MAURO NOTARANGELO*

    …Nel paese di Falcondo, in cima alla collina, c’era una casa dalla forma un po’ sbilenca, che ospitava i Folli, persone che, a dire degli psichiatri, avevano perso il loro senno, e i familiari li avevano ristretti sotto le mentite spoglie di una sana riabilitazione autogestita. Il primo giorno del mese di settembre Igor, Kalìm, e Adalgisa decisero di fargli visita e di portare loro delle provviste e quant’altro necessario. Giunti sulla porta, trovarono una grande scritta dipinta sul muro, una frase della poetessa Merini: “LA NORMALITA’ E’ UN’INVENZIONE DI CHI E’ PRIVO DI FANTASIA!”.

    I tre si guardarono negli occhi dopo la lettura e stettero un po’ in silenzio, come coloro i quali non proferiscono parola di fronte all’assordante verità. La porta era semiaperta e i tre vi entrarono in punta di piedi. Appena dopo la porta d’entrata, stava un uomo in piedi, con la barba folta e una maglietta sgualcita, pantaloncini corti e dei sandali – PIN d’ingresso! – fece risoluto l’uomo, senza guardarli negli occhi – Non conosciamo il PIN! – fece Igor – Allora Password! – ribadì il folle – Non abbiamo la Password! – disse Adalgisa – Per questa volta va bene!… Allora datemi il polso – ribadì il folle. I tre diedero il polso, e l’uomo spiaccicò con forza sulla loro pelle un timbro dalla scritta – GENTILEZZA E COMPASSIONE! – aggiungendo – Se tutti quanti imparassero a dire buongiorno, buonasera, grazie e scusi, forse, questo mondo, sarebbe un mondo migliore! – Grazie! – fece Igor. – Prego! – rispose il folle indicando – Potete andare! –

    I tre riuscirono solo ad inghiottire quella sacrosanta verità che furono incuriositi da un mucchietto di gente che con il palmo delle mani cercavano di spingere qualcosa, ma non c’era nulla di fronte a loro se non vuoto e aria, e spingevano tutti insieme e a ritmo gridavano – Ohhh Issaaa!… Ohhh Issaaa! – Kalìm ebbe il coraggio di chiedere cosa stessero facendo. Un uomo in piedi con una bandana bianca in testa rispose – Sono Giulio l’astrofisico!… stanno cercando di fermare il tempo.

    Ho spiegato loro che il tempo non esiste e che ne conosciamo solo la misura e come tale, il tempo è una sorta d’invenzione o di convenzione.

    Loro comunque son testardi, perché si affannano a fermare ciò che non esiste. Sostengono che se dovessero riuscire in questa missione scoprirebbero l’eternità! – Giulio lo disse ridendo e poi aggiunse – Vedete quelle tre fontanelle che escono dal muro? E quei tre uomini che si dissetano? Quelle sono le fontane del tempo: il passato, il presente e il futuro! Colui il quale berrà solo acqua del passato sarà un depresso cronico, colui il quale berrà solo acqua del futuro sarà un ansioso cronico. Occorre bere l’acqua del presente ed ogni tanto un sorso del passato e un sorso del futuro! – Dopo un attimo di silenzio e di stupore Giulio disse – Venite con me un attimo, lì in quella stanza! – I quattro si avviarono con passo lento.

    Giulio aprì la porta.

    C’erano un uomo e una donna che si tenevano per mano affacciati alla finestra che dava sul giardino – Questi due si AMANO per davvero! – disse Giulio – …e questo è il modo migliore per fermare il tempo! Vedete quei due uomini in giardino? Piantano le rose della Pietas. Maggio è il mese dei doni e si raccolgono i petali di rosa, si adagiano per terra e si costruisce un percorso di petali fino all’albero della consapevolezza! Ci si arriva in ginocchio e lo si ringrazia per il suo prezioso frutto. Se, quando ci si alza, restano dei petali di rose attaccate alle ginocchia, per un anno ci si nutre di gentilezza e compassione, altrimenti, si dorme una settimana sotto l’albero perché il frutto della consapevolezza possa riattecchire sulla pelle e risorgere come alba ogni mattina – I tre non fiatarono e continuarono ad ascoltare –

    Sapete cos’è l’Orizzonte degli Eventi? Quella linea di confine dove tutto finisce, e dove tutto è eterno.

    Ebbene… l’Orizzonte degli Eventi è quella linea sottile di congiunzione che giace tra l’innamorarsi e l’amare. Andare nell’eterno dell’amore sarebbe come fermare il tempo in uno spazio siderale. Il luogo dell’amore è il luogo in cui l’anima e lo spirito combaciano e si baciano. Quei due che si tenevano per mano si amano per davvero, si guardano negli occhi, si contemplano e si bastano. I loro occhi son sempre pieni di luce, anche di notte, e son sempre sognanti. Sono occhi di visionari e di coloro i quali hanno scoperto la via per l’eternità, sono nati per amarsi! Per loro il tempo non scorre come Chronos perché vivono il Kairos, vivono l’attimo che respirano e ogni secondo è per loro un’opportunità di vita e d’amore.

    Perché gli esseri umani s’affannano tanto, corrono una vita per restar fermi un’eternità!

    Odio, invidia, possesso, bramosia, gelosia, cattiveria, quanta ingratitudine riversata al creato! Credono che i folli siano dentro! – In lontananza si sentiva – Ohhh Issaaa!… Ohhh Issaaa!… – mentre i due che si amavano nella stanza ancora si abbracciavano. Il trucco della felicità è, nell’amare, restare sempre innamorati!

    Questo è il trucco del luogo dell’Orizzonte degli Eventi! – Giulio fece cenno ancora ai tre di seguirlo, e i tre così fecero. Si fermarono di fronte una stanza in cui c’era scritto: “La Stanza della Felicità!”… che giaceva a pochi metri dalla “Stanza delle Verità!”. Starà a voi scegliere quale porta aprire. Kalìm intervenne – La verità non esiste! – Bravo Kalìm! – fece Giulio – Questa porta è solo un effetto ottico!… Osservatela ora – Tramite giochi di luce la porta si era deformata ed era cambiata di colore.

    Sembrava effettivamente un’altra porta, come se esistessero tante porte e fossero tutte vere e nessuna lo fosse – In quella della Felicità ci si può accedere solo se… solo se…, guardate i vostri corpi!… – fece Giulio. I tre si guardarono … e per uno strano effetto ottico, videro disegnata sui loro corpi la porta della Felicità – Per entrare in quella stanza, dovrete aprire prima la porta che è in voi. Troppo spesso l’uomo cerca la Felicità fuori di sé. Poveri illusi. L’uomo si trasforma in manichino e si fa gregge e confida nel possesso come se l’avere valesse più dell’essere. Aprite i cuori figlioli!… e si aprirà la porta della felicità.

    Qui c’è gente autentica, gente che non si affanna di apparire, gente che non ha necessità di mentirsi o mentire o di pugnalarti alle spalle, perché dice le cose come stanno e in faccia! – Prima che Giulio terminasse il suo discorso, si avvicinò una vecchietta curva con i capelli tutti bianchi raccolti, naso adunco ed un sol dente davanti – Questo è il mio dono! – disse, porgendo un pezzetto di carta con su scritto una poesia – Leggi! – D’innamorato amor il mio cor volge; cum passione e gentilezza; al confine d’Orizzonte; animo e spirito cum bacia; si chè l’eterna vita giace; come l’alba il ciel rischiara; li sorrisi e le gioie; di un Si alla vita e lazzi; ch’el cor d’eterno si spaura; …e sti cazzi!!! – …poi emise il ghigno beffardo del sorriso, come di colei che sa, rivolgendosi all’umane genti dicendo – Correte!… correte!… ma dove andate? Son più folli i folli? O coloro i quali si credono normali perché privi di fantasia? – Ohhh… Issaaaa!

    *Medico psichiatra psicoterapeuta

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