Il Tar della Calabria ha respinto il ricorso proposto contro la costruzione della terza vasca discarica in località Stretto

Il ricorso era stato proposto da Alberto Statti e da Agricola Lenti soc. coop avverso l’ordinanza del presidente della Regione Calabria del 20 maggio 2020

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    Il Tar della Calabria ha respinto il ricorso proposto contro la costruzione della terza vasca in località Stretto.

    Il ricorso era stato proposto da Alberto Statti e da Agricola Lenti soc. coop innanzi al Tar Calabria sede di Catanzaro avverso l’ordinanza contingibile ed urgente del presidente della Regione Calabria nr. 45 del 20 maggio 2020, nella parte in cui individua l’area sita in località Stretto per l’ubicazione di impianti di discarica e dispone incombenti, nonché ulteriori atti precedenti e successivi adottati dal Presidente e dalla Giunta della RegioneCalabria comunque collegati alla realizzazione o al ripristino di impianti di discarica nella località Stretto del Comune di Lamezia Terme.

    L’intervento era già previsto dall’amministrazione regionale guidata da Mario Oliverio ed avallato dalla terna commissariale che aveva guidato il Comune di Lamezia Terme dal novembre 2017 al novembre 2019, ora tornato in auge sotto le nuove gestioni di Regione e Comune con Santelli e Mascaro per quanto riguarda la progettazione dell’opera ed i lavori per la messa a norma delle due vasche già esistenti per eventuali sovrabbanchi, in funzione delle esigenze dell’Ato di Catanzaro.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale rimarca di aver «già avuto modo di esaminare, sia pure sotto diversi profili, l’ordinanza del Presidente della Regione Calabria del 20 maggio 2020, n. 45, ritenendo che il rischio di emergenza ambientale che essa è finalizzata a scongiurare prevale, in sede cautelare, rispetto agli interessi individuali con essa contrastanti (cfr. ordd. 25 giugno 2020, nn. 337, 338 e 339)», reputando che «l’ordinanza dà impulso a una serie di attività amministrative volte: a) a riattivare in sicurezza la c.d. vasca n. 2, già a suo tempo autorizzata; b) e verificare la possibilità di coltivare in sovralzo la vasca n. 1; c) a elaborare un progetto di realizzazione di una terza vasca, progetto da sottoporre ritualmente a VIA e a VAS».

    Viene ritenuto così che «sotto questo ulteriore aspetto, il provvedimento impugnato non sia immediatamente lesivo degli interessi di parte ricorrente, in quanto determina l’immediata realizzazione di nuove o più grandi vasche di raccolta», decidendo così di «rigettare l’istanza cautelare, con compensazione tra le parti delle spese di lite»

    Respinto anche il ricorso della Sovreco che contestava la comunicazione della Regione Calabria del 21 luglio 2020, prot. n. 239487, nella parte in cui essa impone, in via unilaterale e autoritativa, a Sovreco S.p.a. di stipulare coattivamente contratti aventi ad oggetto lo smaltimento di rifiuti prodotti nella Regione Calabria negli ATO di Crotone, Catanzaro e della Città Metropolitana di Reggio Calabria di cui ai codici EER: 19.05.01, 19.05.03 e 19.12.12., o comunque dispone sempre coattivamente il conferimento di rifiuti nell’impianto di Sovreco S.p.a.

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