Effetto Dpcm, lo sfogo di Trapasso: “Un fulmine a ciel sereno su chi si occupa di convegnistica”

La presidente di Federcongressi&eventi ha inviato una lettera dai toni duri al presidente Conte

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    Un vero e proprio fulmine a ciel sereno si è abbattuto su coloro che si occupano di attività convegnistiche o congressuali: l’ultimo Dpcm del Governo, infatti, ha sospeso questo tipo di eventi, dando la possibilità di svolgimento solo con modalità a distanza.

    “La notizia ci ha sconvolto – afferma Alfonsa Trapasso che vanta una notevole esperienza sul territorio in tema di organizzazione di congressi, convegni ed eventi e che quest’anno ha festeggiato ben 30 anni di attività – Stavamo riprendendo un po’ di ossigeno dopo i mesi devastanti del lockdown durante i quali avevamo visto in un attimo cancellati decine di appuntamenti. Negli ultimi mesi, anche se a regime ridotto, avevamo comunque ripreso a lavorare”.

    Ora l’ultimo decreto ci fa sprofondare nuovamente

    “Tutti noi operatori del settore – evidenzia Trapasso – abbiamo fatto ingenti investimenti per garantire la sicurezza, come i rilevatori agli ingressi di temperatura corporea, i sistemi di igienizzazione degli spazi, percorsi guidati e il conta persone per non creare assembramenti. Chiudere adesso significa non poter neppure programmare l’attività del 2021, distruggendo un intero comparto che invece resta aperto in altri paesi europei con tassi di contagio ben più alti del nostro e in una regione come la Calabria dichiarata al di sotto della soglia critica nella prevenzione e nel controllo del Coronavirus”.

    “A giugno – aggiunge Trapasso – grazie all’impegno del consigliere regionale, capogruppo di Fratelli d’Italia, Filippo Pietropaolo, e alla sensibilità e prontezza della presidente Jole Santelli, era stata elaborata un’ordinanza per far riprendere gli eventi legati al nostro settore in Calabria. Ora chiediamo ai rappresentanti regionali e al presidente della Provincia, Sergio Abramo, la medesima attenzione”.

    Alessandra Alberelli, la Presidente di Federcongressi&eventi, ha inviato una lettera dai toni duri al Presidente Conte: “Bloccare le fiere e i congressi significa spegnere l’economia del paese perché non potranno lavorare, non solo le imprese del settore, ma gli alberghi, i ristoranti, i taxi, gli allestitori, le società di catering, le cooperative di facchinaggio, i service tecnici. Il settore ha subito nel 2020 una riduzione dei fatturati dell’80% e sono a rischio 650.000 posti di lavoro. Non ci sono stati focolai di contagio nelle fiere e nei congressi appena svolti. Si lasci alle Regioni la scelta delle manifestazioni e grandi eventi da vietare tramite ordinanze. Siamo disponibili a concordare nuovi protocolli di sicurezza ma non a nuove chiusure”.

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