Garantite le attività del Convitto “P.Galluppi”. La dirigente Scozzafava ringrazia il presidente della Provincia

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    La pandemia e le norme stringenti relative all’ospitalità degli alunni, non hanno fermato le attività dello storico Convitto “P. Galluppi” di Catanzaro. Nonostante le tante difficoltà legate ai protocolli da seguire, sono ventidue i ragazzi che, anche quest’anno, potranno studiare nel capoluogo servendosi di tutti i servizi di hospitality offerti da questa istituzione. “Ci siamo trovati ad affrontare una situazione del tutto nuova – spiega il dirigente scolastico, professoressa Stefania Cinzia Scozzafava – e a dover far conto con degli spazi da  reinventare. La normativa è davvero rigida – prosegue – e non sarebbe stato possibile accogliere nella nostra struttura più di sette ragazzi. I quali, c’è da dire, hanno cominciato, regolarmente, l’anno scolastico.

    Ma per non deludere le aspettative di tutti gli altri, abbiamo deciso di chiedere aiuto all’Amministrazione provinciale e al presidente Sergio Abramo il quale ha preso davvero a cuore la nostra situazione e ha cercato, con i dirigenti di Palazzo di Vetro, di concretizzare le alternative che avevamo proposto. Così, dopo aver superato tutte le pastoie burocratiche, 15 allievi sono ospitati, dallo scorso lunedì, in un hotel del centro storico. Una sistemazione ottimale – aggiunge la DS – perché da un lato consente ai nostri studenti di soggiornare in un luogo che rispetta tutte le prescrizioni sanitarie e, dunque, in piena sicurezza; dall’altro permette loro di usufruire dei restanti nostri servizi: dalla cucina al guardaroba, all’infermeria, alla vigilanza h24 del personale educativo interno al convitto.

    E’ stata quindi scongiurata, grazie a un lavoro condiviso con il presidente Abramo e il suo staff, l’ipotesi di dover rifiutare la richiesta di iscrizione di questi allievi che, invece, provenienti dai centri limitrofi, potranno continuare a studiare nella nostra città. La speranza – conclude la Dirigente – è che finita la pandemia, si possa ragionare ancora più approfonditamente sul ruolo del Convitto, sulle sue potenzialità e di come, un’istituzione del genere, possa essere un vanto e un’occasione per Catanzaro e il suo centro storico in particolare”.

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