Gigi Proietti e quel colpo di fulmine di dieci anni fa con la città di Catanzaro fotogallery

La scomparsa dell'attore e regista Romano che nel 2010 diresse il "Nabucco" e fu protagonista di tre serate di "One man show"

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    Il colpo di fulmine tra Catanzaro, il teatro Politeama e Gigi Proietti era scoppiato dieci anni fa. Nel gennaio 2010, giorno dell’Epifania, un bagno di folla di spettatori decretò il successo del “Nabucco” diretto dall’attore e regista romano, che, prima di allora, era un semiesordiente alla regia nel mondo della lirica. Un allestimento curato dal Teatro “Verdi” di Salerno, in coppia con il grande Daniel Oren, in collaborazione con il Politeama di Catanzaro. Il “mandrake” dello spettacolo italiano, dopo aver seguito la serata dal fondo della sala, si intrattenne a fine serata per concedersi ad un breve siparietto con i giornalisti presenti a cui rivelò l’auspicio di poter dare inizio ad una collaborazione con il teatro del Capoluogo. Un’amicizia che fu, di seguito, suggellata dalla collaborazione con il Globe Theatre “Silvano Toti”, per la realizzazione di un allestimento ispirato alla tradizione del teatro elisabettiano, e soprattutto dall’indimenticabile show “Di nuovo, buonasera” che vide tornare Proietti sul palco del Politeama nel maggio 2010 per offrire un’autentica summa della sua arte teatrale.

    Era la prima volta che il teatro catanzarese ospitò una stessa rappresentazione per tre serate.

    Non solo prosa, ma anche barzellette, canzoni e stornelli, parodie.  E pure un corpo di ballo e un’orchestra. Dall’incipit omaggio a Edoardo De Filippo in poi furono tanti i momenti di puro divertimento regalati al pubblico catanzarese: la scenetta del cassamortaro, per l’immancabile siparietto di Pietro Ammicca, lo splendido finale della “Dame aux Camelias”, il culto dell’avanspettacolo. E lo “swing” a fare da filo conduttore con il “mastro” Proietti, come preferiva farsi etichettare, nelle vesti di crooner. Non mancò il bis cialtronesco di “Toto”: un occhio di bue e un semplice panno bianco per trasformarsi nel suo personaggio-tormentone.

    Gigi Proietti addio

    L’incontro con le scuole di teatro catanzaresi

    Durante i giorni trascorsi a Catanzaro, Proietti incontrò anche le scuole di teatro catanzaresi in un pomeriggio alla Biblioteca comunale De Nobili, accompagnato dagli allora assessore alla Cultura Antonio Argirò e direttore generale del Politeama, Marcello Furriolo.  “Il compito del teatro pubblico, che alle origini non era concepito per lucrare, è quello di formare ma poche strutture possiedono dei laboratori”: furono le parole che pronunciò, due lustri fa, quando al centro dell’attualità c’era il dibattito sui pesanti tagli al mondo della cultura. E l’attore romano aggiunse, con franchezza e amarezza, che “in Italia è difficile che si aprano laboratori di formazione perché, al di là delle serate celebrative, il resto non porta visibilità ai politici”. Ma quello che restò nel cuore di tutti i partecipanti all’incontro fu l’invito che rivolse ai tanti giovani aspiranti attori e registi.  Un insegnamento che oggi, nel giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni, resta più vivo che mai.

    “Invece di seguire una compagnia professionale, a 24 anni mi unii con altri amici a fare teatro sperimentale. Una parte di quell’ambiente era antipatico e snob e così feci quella scelta di cui non mi sono mai pentito. Per questo vi dico: lottate per le vostre idee quotidiane, la vita è una sola!”.

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