La verità, per favore, su Villa Bianca. I dubbi sulla congruità si sommano all’urgenza necessaria

La struttura di Mater Domini è una soluzione percorribile adesso, in questa seconda ondata? L’opinione di Baldo Esposito, medico e politico, presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale

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    La confusione è grande sotto il cielo, vuol dire che la situazione è pessima. Ben magra consolazione parafrasare Confucio: sarebbe anche bello in tempi normali. Ma oggi no: il virus ruggisce alle porte dei due ospedali di Catanzaro, dove i letti Covid dei reparti di malattie infettive sono tutti occupati, i malati stazionano al pronto soccorso del Pugliese e le terapie intensive sono sature al Policlinico e occupate per la metà al Civile. La curva dei contagi sale inesorabile, anche se non in maniera esponenziale: per dirla con Carlo Torti, direttore di Infettive al Mater Domini “si ha l’impressione che l’assistenza sanitaria in regione sia parecchio stressata”.

    Un garbato eufemismo, che vuole rendere il quadro reale senza allarmare. Inconveniente nel quale, viceversa è particolarmente versata una buona parte della politica e della burocrazia regionale che, totalmente disarmata delle buone intenzioni, è maestra nell’aggiungere confusione al disordine. Prendiamo il caso di Villa Bianca: da mesi ormai al centro delle attenzioni come possibile soluzione per una parte del problema Covid, quella che, per dirla con le parole di Baldo Esposito, presidente della terza Commissione del Consiglio regionale, afferisce all’area medica:Quando si parla di Covid  – dice Esposito, che è medico ospedaliero – si sovrappone il problema medico a quello d’urgenza e di terapia intensiva, che sono due fasi che possono viaggiare parallele o convergere, nel senso che dall’area medica si può passare a quella d’emergenza ma non è detto, e viceversa, da quella d’emergenza si può passare a quella medica, e questo è auspicabile. C’è la necessità di individuare un Centro Covid, o meglio, un’Area Covid, considerato che non abbiamo il tempo per fare un Centro, che serva prevalentemente come area medica”. Ed è già un aspetto, questo del tempo necessario ad approntare un sito Covid dedicato, che non è per nulla chiaro né pacifico. I posti letto servono subito, 20 giorni sarebbero forse già troppi. Eppure non è sfuggito il perentorio termine di cinque giorni che l’ordinanza 85 del facente funzioni Nino Spirlì impone all’Azienda ospedaliera Mater Domini per avviare le procedure per “la riqualificazione e adeguamento della struttura “Villa Bianca” – già sede del Policlinico universitario di Catanzaro – per la realizzazione di 100 posti letto Covid”. Avviare non vuol dire realizzare. Per questo l’ordinanza è stata subito etichettata come velleitaria, tralasciando la questione della sua legittimità sulla quale si sta aprendo un dibattito parallelo che qui non tocchiamo.

    Torniamo ad Esposito: “C’è questa necessità. Villa Bianca non vi è dubbio che potrebbe essere una soluzione. É una soluzione oggi praticabile in termini d’urgenza? Chi diceva tre mesi fa che Villa Bianca necessitava di interventi strutturali per i quali ci sarebbero voluti tre/quattro mesi diceva il vero. Questi mesi sono passati e oggi sarebbe pronta. Oggi riprendiamo di nuovo la discussione ed è chiaro che ci vogliono altri 3/4 mesi. Certo se si lavora su tre turni, i tre mesi possono diventare anche 20 giorni, basta volerlo, il tutto pasa dalla caparbietà e dalla tenacia di un provvedimento. Se un decisore firma il provvedimento e la sera va a letto tranquillo perché il suo compito l’ha fatto, il provvedimento probabilmente, quasi sicuramente, non sarà attuato. Al contrario se dopo avere firmato si vigila sui lavori e si lavora in tre turni 24 ore al giorno, il provvedimento arriva in tempi stretti e utili”. E quindi, consigliere Esposito, cosa fare? “Per i cinquanta o sessanta posti letto che necessitano nell’immediato guarderei alla implementazione, forte e sostanziale, fatta di strumentazioni e personale, dell’Unità operativa di malattie infettive del Policlinico Mater Domini, dove durante la prima fase già sono stati occupati una cinquantina di posti”.

    E qui, Esposito ne è consapevole, si apre tutto il capitolo dello scontro tra il rettore dell’Umg Giovambattista De Sarro e il commissario straordinario del Policlinico Mater Domini e del Pugliese Giusepe Zuccatelli da pochi giorni promosso a “supercommissario” per la sanità, al quale tutte le Aziende. E anche il dipartimento regionale, devono fare riferimento per l’attuazione dei piani anti Covid e di rafforzamento della rete ospedaliera e territoriale. Qui la confusione si arrotola su se stessa. Pensiamo al management del Mater Domini, ovvero al commissario – Zuccatelli – e alle direzioni sanitarie generali e di presidio: come staranno vivendo queste ore di incertezza massima, quando probabilmente non sanno se ottemperare all’ordinanza di Spirlì o attendere le direttive che il “supercommissario” – sempre Zuccatelli – vorrà e dovrà impartire? Probabilmente attendono che qualcuno chiarisca. Attendono. Proprio ciò che non bisogna fare in questo momento.

    “Chi governa – dice Baldo Esposito in proposito – ha due cose da fare, prima programmare e poi governare. Allora, se è previsto che a ottobre/novembre torna la pandemia, allora a ottobre bisognava essere pronto. Questa è la programmazione. Allora, durante la prima ondata, Villa Bianca andava bene, con tre o quattro mesi di lavoro, si poteva fare”. Ma così, adesso, appare tutto molto più complicato. Esposito lo fa capire e, d’altra parte, i 100 posti richiesti da Spirlì implicano che tutto il complesso di Vila Bianca venga rivisto e rimodellato. Non è come adattare una corsia con 10 letti. Per non parlare del punto più dolente, che non sono le attrezzature e gli spazi, bensì le unità lavorative necessarie: ogni posto letto necessita di medici, infermieri, tecnici. E qui la confusione, se mai possibile, aumenta ancora.

     

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