Il rebus sulla nomina del commissario della sanità calabrese

Partita sempre più aperta con ogni giorno una carta in più sul tavolo

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    Una partita sempre più aperta con ogni giorno una carta in più sul tavolo. Le dimissioni dell’ex commissario ad acta della sanità calabrese Saverio Cotticelli hanno dato il via alle riflessioni per la sua successione coinvolgendo nel dibattito, in egual misura, mondo politico e  del movimentismo.

    SUL TAVOLO – Pareva si stesse andando verso la nomina di Giuseppe Zuccatelli, già alla guida dell’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” e di quella universitaria “Mater Domini” di Catanzaro, ma il polverone scatenatosi per le incaute frasi – pronunciate dallo stesso a maggio – sull’uso delle mascherine ha in qualche modo rallentato la marcia. Così tanto da spingere il Movimento Cinque Stelle e quello delle Sardine a proporre l’alternativa candidatura di Gino Strada, fondatore e volto principale di Emergency. Il presidente del Consiglio Conte lo ha sentito nelle scorse ore – così riferisce ANSA – ma sull’ipotesi ci sarebbe già una chiusura abbastanza netta da parte del presidente della regione Spirlì che intervenuto alla trasmissione di La7 “Tagadà” ha bollato come inopportuna l’idea di affidare a lui il commissariamento. «Gino Strada? – le sue parole – Non vedo cosa c’entri, non abbiamo bisogno di geni che arrivano dall’altra parte del mondo».

    LA CARTA BELLI – Stessa opinione in qualche modo condivisa anche dal Movimento Italia Libera che nella giornata di ieri ha voluto manifestare il proprio pensiero attraverso uno striscione in città – “Gino cambia Strada”, affisso nelle vicinanze dello stadio “Ceravolo” – e che oggi è tornata sull’argomento proponendo la sua carta per la partita. «La Calabria è sempre più terra di conquista da parte della politica nazionale, sia di destra che di sinistra – ha affermato il responsabile Jack Di Maio – ed a pagare è come sempre il popolo calabrese». La chiusura a Gino Strada da parte del Movimento non è di natura politica: «Non critichiamo la scelta per il suo passato comunista ma per il suo essere legato alle feroci lobby immigrazioniste e sanitarie – ha detto di Di Maio – C’è bisogno di un personaggio fuori dagli schemi e super partes, capace di rompere con il lobbismo ed i giochi di potere e spezzare la tirannia tecnocratica che sta affamando il paese». La proposta di Italia Libera è Pierfrancesco Belli, presidente della Commissione Rischi ed Etica Sanitaria, rinomato esperto internazionale nella gestione dei rischi sanitari «e soprattutto – aggiunge Di Maio – uomo e professionista libero, sostenitore di vita, famiglia, popolo e nazione». Già membro del Comitato di Indirizzo e Controllo dell’agenzia Regionale di Sanità Toscana ed esperto di Risk Management sanitario, Belli è dunque la nuova carta sul tavolo.

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