Spifferi da casa Lega: in avvicinamento Gentile ed Esposito, mentre Abramo incontra Salvini

L’indiscrezione del “Corriere della Calabria”. In realtà le liste sono lontane dall’essere compilate, regnando l’incertezza assoluta nell’intreccio dei possibili accordi

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    La variabile tempo è destinata a incidere in modo pesante sulla competizione elettorale regionale calabrese. Si fosse votato il 14 febbraio avremmo oggi già belle pronte le liste nei tre collegi, conosceremmo numero, volti e nomi dei candidati presidente, potremmo azzardare pronostici e, al limite, tifare per uno di loro. Invece lo slittamento all’11 aprile consente molte cose e concede spazio a diverse manovre, anche le più spericolate. Tanto per dire, la recente assoluzione di Mario Oliverio rende praticabile in linea teorica un suo rientro in grande stile nella lista dei possibili; in campo avverso, nulla osta alla ricandidatura in Consiglio di Domenico Tallini, dopo che il Riesame ha annullato la misura cautelare ordinata dal gip distrettuale.

    Ma al di là dei crossover politico-giudiziari, c’è tutto un mondo che si muove nel sottobosco preelettorale, in silenzio, come succede sotto gli aghi di pino quando i funghi annusano umidità e clima propizio e decidono di fare capolino. Prova ne sia l’inusuale nota diramata da Francesco Talarico, segretario regionale dell’Udc, per smentire le voci di una candidatura di Tallini tra le sue liste, ricordando come questo sia un autorevole esponente di Forza Italia e lì, se crede, possa trovare posto. In verità, la stessa nota conteneva un’altra chicca, ovvero per la prima volta in modo ufficiale si confermava l’interesse di Flora Sculco, che pochi mesi addietro si era battuta per avere riconosciuta la presidenza del gruppo di Democratici e Progressisti in Consiglio, a “ultimare” il suo percorso di avvicinamento all’Udc: c’era chi soffriva di mal d’Africa, c’è chi è in ambascia per il mal di Scudo (crociato).

    Ma queste sono solo le avvisaglie di un fronte molto più ampio. A detta del “Corriere della Calabria” il gruppo politico più “ballerino” sarebbe la Lega Salvini che, nel modo improvviso che conosciamo si ritrova a presiedere la giunta regionale con Antonino Spirlì. Il quale, ripresosi dal forte sbigottimento – non solo suo, a dire il vero – che coglie tutti i facenti funzione, si trova completamente a proprio agio nel ruolo tanto da avere accompagnato con solerte sollecitudine la sterzata verso lo spostamento di data, accondiscendendo alle strategie complessive del suo leader e guadagnandosene in ogni modo ampi motivi di riconoscenza, non fosse altro per avere uniformato molte scelte amministrative in tema Covid a quanto fatto nelle altre Regioni a guida leghista. Nell’assaporare la sottile seduzione dell’esercizio del potere, Spirlì si sarà certamente posto domande sul suo prossimo futuro politico. Se vuole continuare l’esperienza dovrà candidarsi, essendo improbabile che possa nuovamente essere catapultato nelle posizioni che contano per volere insindacabile del vertice leghista.

    Il problema è che le liste della Lega cominciano a mostrarsi molto strette. Secondo le indiscrezioni del “Corriere” calabrese, sarebbero in stato avanzato le trattative per un trasbordo sulla nave di Salvini dell’equipaggio che in Calabria fa riferimento ai fratelli Gentile a Cosenza e a Piero Aiello e Sinibaldo Esposito a Catanzaro, forte di un consenso elettorale tra i più cospicui, che potrebbe fare compiere alla Lega un deciso passo in avanti nella competizione interna al centro destra calabrese, in cui il distacco tra le tre componenti è moto ridotto. In questo senso, in un momento in cui la fin troppo anticipata candidatura di Roberto Occhiuto, vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, non trova rispondenza ufficiale, va monitorato il costante e reciproco interesse tra Salvini e il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, rimasto sempre al confine periglioso tra tentazione e intenzione. Si dice di un incontro tra i due, forse già avvenuto di recente o più probabilmente da tenersi nelle prossime ore, nel quale il riaccendersi delle polemiche tra Abramo e Tallini in ambito cittadino può portare a improvvise accelerazioni.
    In verità il terreno sul quale vanno germogliando le diverse candidature non è per nulla arato con dovizia contadina, somigliando più che altro alle irregolari zolle laviche che lascia il magma vulcanico: secondo un autorevole rappresentante del mondo politico regionale probabilmente in pochi sanno realmente in quale lista saranno candidati, se mai lo saranno. A questa incertezza concorrono diversi fattori, tra i quali la nuova legge elettorale che ha introdotto la preferenza di genere, la rivisitazione recente dei collegi, il quadro politico generale. Di sicuro alla fine molte saranno le finte sorprese alle quali si reagirà con le solite indignazioni. Condite della consueta ipocrisia che accompagna i prevedibili e irritanti: “l’avevo detto io…”.

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