Basso profilo, sotto i riflettori il pranzo di Cesa con gli indagati

Gratteri ha specificato che per leader dell'Udc non è stata avanzata alcuna richiesta di misura cautelare

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    Il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa “è indagato per una frequentazione con l’imprenditore Antonio Gallo e con Tommaso e Saverio Brutto“, tre degli indagati nell’inchiesta “Basso profilo” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. A rivelarlo è stato il procuratore capo della Dda, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati dell’operazione. Gratteri ha spiegato che Gallo “è un imprenditore molto eclettico, che lavorava su più  piani e riusciva a muoversi con grande disinvoltura quando aveva di fronte lo ‘ndranghetista doc, o il politico o l’imprenditore.

    Si muoveva su più  piani, perché aveva bisogno di più  piani, per creare una sorta di monopolio o almeno oligopolio su un territorio per avere la possibilità di vincere gare truccate per la fornitura di prodotti per la sicurezza sui luoghi di lavoro o attività di pulizia, anche a livelli nazionale. Ecco qui – ha aggiunto il procuratore della Dda di Catanzaro – l’aggancio con la politica. Questa sua voglia di ingrandirsi porta Gallo ad arrivare fino a Reggio Calabria e a rivolgersi a rappresentanti della famiglia di ‘ndrangheta dei De Stefano-Tegano per organizzare la campagna elettorale di Franco Talarico nelle Politiche del 2018, e lo porta a salire a Roma per cercare di ottenere degli appalti di levatura nazionale e attraverso Talarico organizza un incontro con Cesa, un pranzo, datato estate 2017″.

    Cesa, quindi, “è indagato per una frequentazione con l’imprenditore Gallo e con Tommaso e Saverio Brutto (padre e figlio, rispettivamente ex consigliere comunale di Catanzaro e assessore al Comune di Simeri Crichi, ndr) relativamente a una richiesta di Gallo, che cercava di aggiudicarsi degli appalti. Quel pranzo – ha rimarcato Gratteri – non potevamo documentarlo perché all’epoca – siamo nell’estate 2017 – Cesa era parlamentare, ma sentendo poi Gallo da un’intercettazione ambientale emerge sostanzialmente che Gallo avrebbe dovuto pagare il 5% di provvigione”. Gratteri ha comunque specificato che per Cesa non è stata avanzata alcuna richiesta di misura cautelare.

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