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In ricordo di don Dino, sacerdote testimone della verità

Sono trascorsi tre anni dalla sua scomparsa

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    Sono trascorsi tre anni dal ritorno alla Casa del Padre di Don Dino Piraino: uomo buono e pacifico, sacerdote testimone della Verità, del servizio e dell’amore per il prossimo fino all’ultimo istante della sua vita terrena.

    La Sua assenza sulla terra ha lasciato un vuoto incolmabile, a leggere sui social le tante persone che ieri 5 marzo, hanno voluto ricordarlo con delicati ricordi e dolci parole, ma anche con la testimonianza di fede che Don Dino ha saputo coltivare e curare ovunque e con chiunque, negli anni da sacerdote della sua breve vita sulla terra.

    E così la Parrocchia Madonna di Pompei, sua chiesa di origine, ha voluto ricordarlo con la celebrazione di una Santa Messa in sua memoria, una preghiera comunitaria preceduta dalla Via Crucis, che ha visto partecipare, nel rispetto del distanziamento sociale imposto dalle norme di contrasto al contagio da Covid-19, i rappresentanti di tutti i gruppi parrocchiali e dalla comunità dei fedeli che Don Dino lo conobbero e gli vollero bene sin da ragazzo, quando da scout già operava attivamente nella costruzione della comunità, con semplicità francescana e la determinazione di chi confida in Dio e si lascia guidare da Lui, perché l’ETERNO, Don Dino, lo aveva già nel cuore.

    Don Gaetano Rocca, Parroco della Chiesa Madonna di Pompei,  ha richiamato la ricorrenza del terzo anno all’inizio della celebrazione quale “giovane di questa parrocchia che ha poi seminato la Parola con l’esempio dell’impegno e del servizio ovunque le strade di Dio lo hanno portato”.

    La parabola dei vignaioli omicidi dal  vangelo di Matteo, ha poi dato spunto al Parroco per un’omelia incentrata sul significato ecologico del Vangelo, di una nuova Eco-teologia di un pianeta donato all’Uomo da un Padre che, pur amando la propria “vigna” la dona a noi e non nutre sentimenti di vendetta nello sconfinamento dell’Uomo nella propria onnipotenza e nella concezione errata del possesso del pianeta, ma lo guida teneramente a ritornare sulla consapevolezza del dono e della cura di esso a proprio favore.

    Tutti i concetti, anche di natura filosofica, riferiti da Don Gaetano, hanno richiamato nella memoria di tutti i presenti, quei tanti gesti di amore per la natura che don Dino ha sempre testimoniato, la bellezza dell’opera celeste che era sotto gli occhi di tutti, una visione di amore ecologico universale che lo affascinava e nel quale aveva la capacità di coinvolgere chiunque ha avuto il privilegio di conoscerlo e camminare al suo fianco. Una riflessione, quella di don Gaetano, che inevitabilmente richiamava il ricordo del sacerdote scomparso da tre anni; seppur mai a lui riferite, le parole sembravano dipingere davanti agli occhi scene di vita vissuta nella bellezza della natura, nella sua continua contemplazione e nel continuo richiamo alla responsabilità di tutti verso il Creato; convinzioni che don Dino seppe sempre testimoniare e trasmettere a chi aveva al fianco, ma anche a quanti, da lontano, non spezzarono mai il filo della comunione fraterna ed eterna con lui.

    Tenerezza e dolcezza spirituale hanno permeato la celebrazione, comunione d’intenti e fratellanza antica e nuova si sono intersecate nel ricordo, nella serena accettazione della volontà di Dio, così come “il Don” testimoniò fino all’ultimo istante, insegnando a tutti la necessità di riscoprire, come Don Gaetano ha ben sottolineato nella omelia, “l’esistenza di un Padre che dona all’Uomo quanto di più prezioso egli possiede: la sua vigna”.

    Don Dino ebbe cura della vigna del Signore, di quella naturale bellezza del Creato al centro del quale è posto l’Uomo, creatura a cui egli dedicò tutto sè stesso, e che del suo esempio oggi in molti avvertono la mancanza, seppur continuano ad essere fedeli testimoni della sua vita e della sua opera, perché la sua memoria si perpetui nelle generazioni future.

    Maria Marino

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