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‘Caro presidente, è opportuno rinviare l’elezione del Consiglio dell’Ordine degli Architetti’

'Il dilagare della pandemia impone misure di sicurezza, così come avviene altrove'

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    Riceviamo e pubblichiamo l’appello a firma di Daniele Vacca, iscritto all’Ordine degli Architetti di Catanzaro e vicesindaco di Soverato

    Caro Presidente Macrì,

    ti scrivo da collega e da amministratore della Città di Soverato, per invitarti a fare una seria riflessione, insieme al Consiglio dell’Ordine degli Architetti, sulla opportunità di un rinvio delle elezioni per l’imminente rinnovo dello stesso.

    In questa fase storica di emergenza sanitaria, che da oltre un anno ha stravolto le nostre vite, la Calabria, come e anche più dell’intero Paese, è letteralmente prostrata e in grave difficoltà.

    E dunque, come si può pensare di far svolgere in tranquillità e sicurezza elezioni che interessano tutta la provincia di Catanzaro ed oltre mille colleghi?

    Non è possibile far rispettare le misure di sicurezza attraverso l’allestimento del seggio di voto all’interno della sede dell’ordine. Poche ore non basteranno a garantire il diritto di voto a tutti i colleghi.

    Credo che il rinvio non sarebbe un vulnus per la gestione democratica della nostra categoria; al contrario, far svolgere a tutti i costi le elezioni costituirebbe una posizione preconcetta, con una sicura conseguenza rispetto alla piena partecipazione democratica degli iscritti.

    Perché insistere, dunque, quando assistiamo nel nostro Paese ad un rinvio di tutte le tornate amministrative al fine di contenere la trasmissione del virus?

    Caro Presidente, oltre a rappresentare l’Ordine, Tu sei parte attiva nella politica calabrese. Ti chiedo, allora: che senso ha accettare il rinvio delle elezioni regionali e, invece, consentire quelle dell’Ordine degli Architetti.

    La democrazia diretta è finalizzata alla scelta dei propri rappresentanti, ma non garantirla nella loro pienezza (e sicurezza) rappresenterebbe la non legittimazione del prossimo Consiglio dell’Ordine.

    Ritengo che – se si dovesse persistere nella decisione – quando lascerai la tua Presidenza potrà anche rimanere un buon ricordo della tua gestione di dieci anni, ma resterà anche la macchia di aver fatto svolgere le ultime elezioni nel cuore di una pandemia devastante.

    Colgo l’occasione di augurare a tutti i Colleghi candidati il mio in bocca al lupo. Auspico che siano loro stessi a chiedere di essere garantiti e legittimati da una elezione che sia svolta nelle condizioni migliori e con la massima partecipazione.

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