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Con un Rt di 1,03 la Calabria resta in zona arancione

Una scelta che trova conferma anche nei dati giornalieri della diffusione del virus Covid-19

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    La Calabria resta in zona arancione. Con un Rt di 1,03 relativo alla settimana 16-23 aprile e sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza non ha potuto modificare l’area in cui è inserita la regione. Una scelta che trova conferma anche nei dati giornalieri della diffusione del virus Covid-19.

    Si registra infatti un’impennata con 610 nuovi positivi, anche se 115 di questi, in realtà, avrebbero dovuto andare ad incrementare il numero comunicato ieri (402) in quanto sono pervenuti all’Asp di Cosenza dopo che erano già stati trasmessi alla Protezione civile. Anche scorporandoli sui valori di ieri, resta il fatto che ormai da un paio di settimane i nuovi contagi sono stabilmente sopra quota 400 quando non 500. Anche il dato delle vittime resta alto: 8 i decessi nelle ultime 24 ore con il totale che sale a 975. Calano leggermente i ricoverati: -6 in area medica (461) e -1 in terapia intensiva (43). Flessione che non incide più di tanto sul tasso di occupazione dei posti letto.

    In area medica, infatti, il tasso resta fermo al 48%, otto punti in più della soglia di saturazione, mentre in terapia intensiva è stabile al 28%, due punti sotto la soglia. La provincia più colpita dal virus resta quella di Cosenza, dove sono stati individuati ben 395 positivi, e dove le strutture sanitarie sono in sofferenza da giorni ormai costringendo il personale a turni massacranti per fare fronte alle richieste. Un malessere portato in piazza stamani da una delegazione di infermieri dell’ospedale Annunziata di Cosenza che si sono ritrovati in piazza 11 Settembre per fare sentire la loro voce. In particolare gli infermiere hanno lamentato la carenza atavica di personale che li porta a subire un sovraccarico di lavoro. Oltre a questo hanno amentato anche la mancata retribuzione di straordinari e turni aggiuntivi già maturati così come non sono mai state elargite le cosiddette “indennità covid”.

    “Ci chiediamo – hanno detto in coro gli infermieri – i fondi arrivati dal Governo nelle casse dell’azienda che fine abbiano fatto. Per quale motivo solo in Calabria non sono stati ancora accreditati agli infermieri?”.

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