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Vaccarino ha preso il Covid in carcere, i legali valutano l’azione di responsabilità del Dap

Gli avvocati: "Nel nostro caso non hanno predisposto gli strumenti per evitare il contagio"

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    “Stiamo valutando l’azione di responsabilità civile nei confronti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria“. Lo ha detto l’avvocato Baldassare Lauria, difensore (con Giovanna Angelo) dell’ex sindaco Dc di Castelvetrano Antonio Vaccarino, 75 anni, al quale, proprio su richiesta di Lauria e Angelo, la prima sezione della Corte d’appello di Palermo, dopo avere in precedenza respinto la richiesta, ha concesso gli arresti domiciliari. Ciò dopo che l’ex primo cittadino del centro Belicino ha contratto il Covid tra le mura del carcere di Catanzaro. Al momento, è ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Pugliese” della stessa città calabrese per polmonite interstiziale da Sars-Cov-2 e a quanto pare non risponde alla terapia. Per questo, potrebbe essere trasferito in rianimazione.

    “Dopo che è scoppiato il focolaio Covid a Catanzaro – continua l’avvocato Lauria – abbiamo chiesto alla Corte di appello la revoca della misura, trattandosi di cardiopatico e anziano. La Corte rigettò perché venne rassicurata dal direttore sanitario del carcere che il detenuto era protetto e non poteva essere contagiato. Così non è stato. L’amministrazione carceraria è responsabile della salute del detenuto. Nel nostro caso non hanno predisposto gli strumenti per evitare il contagio. Vaccarino ora sta male, non sappiamo come finirà. C’è  un’ipotesi di lesioni gravissime colpose che intendiamo perseguire”.

    Il 2 luglio dello scorso anno, Vaccarino è stato condannato dal Tribunale di Marsala a 6 anni di carcere per concorso in  rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale con l’aggravante per mafia, nel procedimento che lo ha visto finir  in carcere insieme a due carabinieri nell’ambito delle indagini sul latitante Matteo Messina Denaro.

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