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Al Parco Biodiversità un salice in memoria di Leo, bimbo catanzarese morto tragicamente a Firenze

Lo scorso 30 aprile la piantumazione. Iniziativa analoga lo scorso 13 aprile nello spazio antistante il "nido" toscano frequentato dal bimbo, morto a soli due anni in un tragico incidente

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    Un salice piangente, simbolo di purezza, è stato piantumato lo scorso 30 aprile nel Parco della Biodiversità di Catanzaro in memoria del piccolo  Leonardo Minervini, bimbo di origini catanzaresi volato in cielo a soli 2 anni lo scorso 9 ottobre a Pelago in provincia di Firenze dove viveva. Analogamente altra piantumazione era avvenuta lo scorso 13 aprile nel Comune fiorentino alla presenza dei genitori di Leo, del sindaco del centro toscano, degli insegnanti del piccolo, nonché di una rappresentanza di mamme,  nel giardino antistante l’asilo nido Le Rondini di Pelago cha ha fortemente voluto l’iniziativa. 

    Nel parco, come detto, alla presenza di nonni, zii, amici e parenti, con le dovute distanze antiCovid, si è ripetuta la stessa iniziativa di piantumazione del salice e dono della targa. Il salice come rammentano  lcune leggende in  particolare nel culto dei Greci, era anche legato all’ aldilà per via della facilità con cui crescono i suoi rami.

    E’ così – si legge in una nota della famiglia – che, tra la lettura di un testo di Gibran, alcune poesie in sua memoria e tra un nugolo di palloncini bianchi e celesti,  si è  concretizzata questa bellissima iniziativa a conferma che il piccolo Leonardo rimarrà sempre tra noi: a Firenze, cosi come a Catanzaro”.

    La famiglia inoltre ha voluto ringraziare : l’ Amministrazione Provinciale di Catanzaro. Il responsabile del Parco Biodiversità Mediterranea di Catanzaro Sergio Calabria, L’asilo nido ” Le rondini” di Pelago ( Fi) Il Comune di Pelago col sindaco Nicola Povoleri e l’ assessore all’istruzione Giacomo Bracaglia; Gli insegnanti/educatori de “Le Rondini” Le mamme di Pelago Il fabbro di Carbonile( Pelago) Alberto Bevilacqua. Il vivaio di Martelletto di Paolo  Ranieri. Infine grazie a zia Roberta per la collaborazione prestata”. 

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