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Operazione Big-bang, Leonardo Falcone passa dal carcere ai domiciliari

Il Gipo, Paola Ciriaco, ritiene sussistenti gli elementi di gravità indiziaria ma accoglie le tesi dei difensori Salvatore Iannone e Giuseppe Fonte

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    Era scattato all’alba dello scorso 29 marzo il blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro che aveva dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 soggetti appartenenti alla locale di ‘ndrangheta di Cutro e San Leonardo di Cutro, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

    “Big bang”, tredici arresti per usura ed estorsione. Operazione dei Carabinieri coordinata da Dda Catanzaro

    Tra gli arrestati anche Leonardo Falcone per il quale il Gip Paola Ciriaco ha disposto gli arresti domiciliari in luogo della detenzione in carcere, accogliendo le tesi dei difensori Salvatore Iannone e Giuseppe Fonte.

    Secondo il giudice persistono gli elementi di gravità indiziaria rispetto all’intera vicenda ma, essendo l’uomo detenuto per il reato di usura aggravata, per il quale invece è stata esclusa la gravità indiziaria in riferimento all’aggravate di cui all’articolo 416bis.

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