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Cuore Matto, ecco perchè il Riesame ha ridotto l’ammontare della somma sequestrata al S. Anna Hospital

Pubblicate le motivazioni del Tdl. Non più oltre dieci milioni ma poco più di tre

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    Sono state rese note le motivazioni alla base del provvedimento del Tribunale ordinario di Catanzaro sezione penale feriale (presidente Giuseppe Valea, giudici Giuseppe De Salvatore Gabriella Pade) che rideterminava a poco più di tre milioni di euro la somma del sequestro preventivo di beni del S.Anna Hospital disposta dal Gip del Tribunale di Catanzaro il 30 settembre 2020 nell’ambito dell’inchiesta penale Cuore Matto

    Il sequestro inizialmente ammontava a oltre 10 milioni di euro.

    Come si legge nelle carte, l’accusa ed è di truffa ai danni dall’Asp da parte del S.Anna Hospital per presunti rimborsi non dovuti “in quanto frutto di artifici e raggiri consistiti nel rendicontare fittizie prestazioni di ricovero nel reparto afferente all’Unità di Terapia Intensiva Coronaria (U.T.I.C.), unità che sebbene formalmente autorizzata in forza dell’accreditamento della clinica presso il Servizio Sanitario Regionale mediante D.P.G.R. n. 121 in data 11 luglio 2012, non sarebbe mai materialmente esistita né comunque mai entrata i funzione”.

    Diverse le contestazioni dei legali del S.Anna che avevano chiesto la revoca del sequestro. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso riducendo come detto drasticamente la somma.

    Circa la metà dei 10 milioni secondo l’accusa sarebbero proventi “dell ’indebita erogazione ancorata alla contestata utilizzazione, da parte della clinica Villa Sant’Anna, di 5 posti letto riservati alI’UTIC per implementare i posti disponibili nel reparto di cardioiogia, che vengono indicati in numero di 17, ciò che, secondo la prospettazione accusatoria, avrebbe portato la struttura sanitaria a lucrare un rimborso maggiore a seguito della maggiorazione di posti (17+5) utilizzabili per la cardiologia”.

    La difesa ha invece “fornito dimostrazione documentale che il reparto di cardiologia del Sant’Anna Hospital era stato autorizzato e accreditato per “cardiologia con Emodinamica, a indirizzo prevalente cardiologica interventistica per n. 25 posti letto in ricovero ordinario …” E su tale cifra quindi andava fatta la “quantificazione dei rimborsi da riconoscere per ricoveri ordinari”.

    Giustificato secondo il tribunale invece il sequestro relativo al ricalcolo sulla redistribuzione delle risorse relative alle economie sulle mobilità passive, conseguenza dell’attestazione di prestazioni UTIC e valorizzata ai fini del rimborso economico, con il flusso di SDO inviate all’ASP di Catanzaro.

    Ritiene il collegio che le indicazioni contenute nel decreto di sequestro non sono superate dalle osservazioni della difesa, che si limita a osservazioni di carattere generale, senza confrontarsi con le specifiche indicazioni che hanno consentito di accertare che, per effetto della mancata erogazione delle prestazioni UTIC da parte di Villa Sant’Anna, la stessa ha introitato somme che non trovano giustificazione in quanto, per l’anno 2016, l’erogazione era avvenuta sulla base del ricalcolo che considerava anche l’unità di terapia intensiva coronaria, in realtà del tutto inesistente”.

    Giustificato secondo il Tribunale della Libertà anche il sequestro della somma di 680 mila corrispondente alle cosiddette funzioni non tariffabili ma in misura notevolmente inferiore agli oltre tre milioni di cui inizialmente era stato disposto il sequestro.

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