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Personale assegnato alla struttura di Longo, i dubbi di Csa -Cisal

Focus sulle procedure che interessano i dipendenti

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    Il servizio sanitario calabrese nel giro di pochi anni ha vissuto eventi straordinari. Fra i tanti, ci sono state ben due leggi nazionali speciali proprio dedicate alla sanità calabrese. Una cosa mai avvenuta da quando la competenza è in capo alle regioni e tutto ciò nonostante il commissariamento governativo ormai sia operativo da undici anni. Il secondo “Decreto Calabria”, rispetto alla prima versione, ha previsto poteri aggiuntivi e un maggiore supporto proprio alla figura del commissario ad acta, ruolo attualmente ricoperto dal prefetto Guido Longo. Il comma 4 dell’articolo 1 ha disposto che Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) assegni dodici unità più altre venticinque (con diversi profili e con contratti di lavoro flessibile) in comando presso la struttura commissariale previa selezione tramite un avviso. Ci saremmo aspettati – fa notare il sindacato CSA-Cisal – che la procedura, proprio perché contenuta in una norma nazionale, fosse lineare, trasparente e al di sopra di ogni sospetto. Tuttavia, non è andata così.

    LA PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE IN COMANDO PRESSO LA STRUTTURA COMMISSARIALE TRAMITE L’AVVISO AGENAS – “In merito all’assegnazione in comando presso la struttura commissariale di un dipendente regionale, selezionato da Agenas come collaboratore amministrativo esperto in statistica sanitaria, emergono dei dubbi. Dubbi che, come vedremo, non sono soltanto del sindacato ma anche della stessa Amministrazione regionale. Andiamo con ordine. Agenas adotta l’avviso per la selezione delle figure da assegnare al commissario Longo con delibera del 10 dicembre 2020. Il 20 gennaio 2021 viene approvata la relativa graduatoria. Lo stesso Longo con due note inviate nei primi giorni di febbraio indica per quali nominativi è d’accordo sull’attivazione del comando (non tutti i profili saranno “coperti”, infatti Agenas nelle settimane successive dovrà effettuare un nuovo avviso). A quel punto il direttore generale dell’agenzia governativa firma il 12 febbraio la delibera n. 66 con cui sono individuate quattro figure. Fra queste c’è appunto il dipendente regionale, che è entrato nei ruoli (arrivando dall’Asp di Cosenza) l’anno scorso. Contestualmente Agenas stanzia le somme per coprire le spese relative ai comandi: è infatti l’agenzia a sostenere i costi dell’assegnazione in comando presso la struttura commissariale calabrese. Somme che saranno rimborsate agli enti di appartenenza che comunque le anticipano”.

    IL DECRETO DI NULLA-OSTA MAI ESISTITO PER UN DIPENDENTE REGIONALE SELEZIONATO DA AGENAS – “Nella delibera 66 del 12 febbraio di Agenas si legge testualmente “visti i nulla-osta rilasciati dalle Amministrazioni di appartenenza dei suddetti interessati, agli atti di questa agenzia”. Ed ecco il primo dubbio: dov’è il nulla-osta della Regione Calabria per il dipendente “esperto di statistica sanitaria”? L’atto deve essere formalizzato attraverso un decreto e, ad oggi, non esiste. Negli uffici della Cittadella regionale non ce n’è traccia. Come fa Agenas ad affermare di possedere il nulla-osta se l’Amministrazione di appartenenza non lo ha mai rilasciato? Risulta soltanto che il precedente direttore generale “Organizzazione e Risorse Umane”, in data 12 febbraio, abbia riscontrato la richiesta di passaggio alla struttura commissariale del dipendente in questione, essendo lo stesso incardinato nel settore “Gestione Sisr-Monitoraggio e implementazione dei flussi sanitari” del dipartimento Tutela della Salute, “appare essere – scrive il dg – già stata soddisfatta, configurandosi un bis in idem l’ulteriore assegnazione”. Questo perché – si motiva nella risposta del dg del Personale – la delibera della Giunta regionale n. 2 del 13 gennaio aveva già messo a disposizione del commissario il dipartimento Tutela della Salute, “ivi comprese le risorse strumentali e le risorse umane dirigenziali e non dirigenziali ad esso afferenti”. Nonostante questo, il commissario Longo con una pec del 19 marzo dichiara che il dipendente regionale ha preso servizio presso la sua struttura commissariale (sempre via Agenas) in data 16 febbraio. A quel punto, il Rup e il dirigente del settore “Gestione Giuridica del Personale” ribadiscono, in data 24 marzo, lo stesso concetto della nota del 12 febbraio, ovvero nessuna nuova assegnazione potendosi configurare un “bis in idem”.

    NONOSTANTE IL COMANDO AGENAS, IL DIPENDENTE HA RICEVUTO IL TRATTAMENTO PER LA POSIZIONE ORGANIZZATIVA REGIONALE. INTERVENGA IL DIPARTIMENTO DEL PERSONALE – “E se l’assenza del decreto regionale con il nulla-osta aveva fatto destare il dubbio, un altro fatto trasforma la vicenda in un mistero. Nonostante lo stesso commissario Longo abbia attestato (peraltro con un mese di ritardo) la presa in servizio del dipendente a metà febbraio, almeno fino a maggio lo stesso ha ricevuto dalla Regione Calabria i trattamenti legati all’incarico di posizione organizzativa precedentemente conferitogli, il cui compenso mensile è pari a circa 950 euro lordi (essendo di seconda fascia). È evidente – afferma il sindacato CSA-Cisal – che il personale se effettivamente in comando presso un’altra Amministrazione non possa ricevere somme a titolo di posizione organizzativa relative all’Ente di appartenenza. Com’è possibile che si sia creata tutta questa confusione? Il lavoratore in questione è un dipendente passato ad Agenas e poi assegnato in comando presso la struttura del commissario Longo o è tuttora un “semplice” dipendente regionale? Perplessità evidentemente che devono essere arrivate fino al settore “Gestione Giuridica del Personale” della Regione Calabria che in data 1° giugno scrive al dg del dipartimento Tutela della Salute e altri due dirigenti di settore (e per conoscenza a Longo, all’Agenas) chiedendo “con urgenza” notizie in merito alla posizione dello stesso dipendente, il quale “a tutt’oggi risulterebbe in servizio – si legge nella nota – presso la struttura commissariale” nonostante le precedenti note del dipartimento Personale (prima richiamate) in cui si sosteneva che l’assegnazione sarebbe stata un “bis in idem” – facendo intendere la non concessione -; inoltre, si precisa che il dipendente in questione si “trova in servizio presso il settore ‘Gestione Sisr-Monitoraggio ed implementazione dei flussi sanitari’, giusto decreto n. 7606 del 22 luglio”.

    CHIARIRE SE LA PROCEDURA SEGUITA SIA STATA LEGITTIMA O MENO E SE CI SIANO STATI DANNI ECONOMICI PER LA REGIONE CALABRIA. ESCANO FUORI GLI EVENTUALI RESPONSABILI. LONGO ATTENZIONI IL FASCICOLO AGENAS – La questione – sostiene il sindacato CSA-Cisal – deve essere chiarita con la massima celerità e trasparenza. La vicenda è seria e rischia di provocare pesanti implicazioni. Anzitutto, se il dipendente, come sembrerebbe, presta servizio presso la struttura commissariale comandato da Agenas in assenza del decreto di nulla-osta da parte della Regione, quest’ultima come potrebbe ottenere il rimborso delle spese anticipate da parte dell’agenzia ministeriale? Inoltre, facciamo notare – prendendo per buona questa ipotesi – la gravità della corresponsione del trattamento economico legato alla posizione organizzativa di un dipendente in comando presso un altro Ente. E’ evidente che gli altri dipendenti regionali del dipartimento “Tutela della Salute”, da febbraio e fino ad oggi, si sono visti sottrarre la possibilità di vedersi conferire l’incarico mantenuto da un lavoratore che non poteva mantenerlo. Tutte le amministrazioni coinvolte – dalla Regione all’Agenas – devono quanto prima precisare se la procedura è stata legittima o meno. E se non lo è stata allora devono emergere le diverse responsabilità legate a questa procedura di comando che non è diventata (nel suo iter) soltanto grottesca ma che rischia di configurare un potenziale danno economico all’Amministrazione regionale. Stessa attenzione deve essere riposta dal commissario Guido Longo perché è presso la sua struttura che sono assegnati queste unità arrivate dall’Agenas. Non crediamo che un prefetto, garante della legalità, possa sorvolare su questioni di legittimità amministrativa che arrivano praticamente dentro il suo ufficio. E ancora – conclude il sindacato – lo invitiamo ad approfondire il fascicolo Agenas perché il caso dell’esperto in statistica sanitaria potrebbe non essere l’unica anomalia. Guardi con attenzione la graduatoria del primo avviso dell’agenzia e la delibera 66 del 12 febbraio con cui sono state individuate le figure, noterà che un nominativo non era presente in quella graduatoria. Com’è possibile? E infine gli ricordiamo che fra i requisiti di partecipazione all’avviso Agenas – aggiunge il sindacato – c’era l’essere dipendenti a “tempo indeterminato” nella Pubblica amministrazione rispetto alla categoria di cui si è fatto richiesta. Apparentemente uno dei nulla-osta concessi parla chiaramente di una dipendente a “tempo determinato”. Magari il commissario Longo chiarirà anche questo aspetto”.

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