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Il ricorso straordinario di Catanzaro a Mattarella per l’Agenzia delle Dogane

I legali dell’Ente Molica e Farrelli chiedono la sospensiva e un provvedimento provvisorio che riconduca la Direzione regionale alla sede predefinita

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    Si conoscono le motivazioni di fatto e di diritto che hanno indotto il Comune di Catanzaro, legalmente rappresentato dal sindaco Sergio Abramo, a inoltrare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso la deliberazione del 28 gennaio 2021 del Comitato di gestione dell’Agenzia delle Dogane che indica Gioia Tauro come sede della direzione regionale per la Calabria.

    Il ricorso è firmato dagli avvocati Saverio Molica e Giacomo Farrelli, rispettivamente dirigente e componente del settore Avvocatura del comune di Catanzaro, ed è datato 27 maggio, giusto nei tempi massimi stabiliti per i ricorsi contro la pubblica amministrazione, previsti in 60 giorni in via ordinaria al Tar e in via straordinaria al Capo dello Stato entro i 120.

    L’Ente, è precisato, ricorre contro l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, amministrazione intimata resistente, contro Il ministero dell’Economia e delle finanze, nonché nei confronti del comune di Gioia Tauro, ente controinteressato, per l’annullamento o la riforma previa sospensiva della predetta delibera numero 442 del Comitato di gestione e i provvedimenti connessi, come la determina del direttore dell’Agenzia  del 24 marzo 2021, lo statuto dell’Agenzia laddove non prevede l’ubicazione nella città capoluogo di Regione delle sue direzioni regionali, e, infine, il provvedimento di approvazione da parte del ministero delle Finanze.
    Il ricorso sin apre con le dovute premesse che ripercorrono le diverse fasi della vicenda che ha provocato tensione tra i rappresentanti istituzionali delle diverse Amministrazioni coinvolte, esternata dalle successive prese di posizione, anche solo per compiacimento e disappunto successivi da parte del presidente della Città metropolitana di Reggio Calabria e dei sindaci di Gioia Tauro e Catanzaro.

    Gli avvocati Molica e Ferrilli ricordano come nel 2012, e poi nel 2013, prima un decreto legge e successivamente la sua conversione, previdero l’incorporazione dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato nell’Agenzia delle Dogane. Il regolamento di amministrazione adottato il 28 febbraio 2018 stabiliva “la Direzione generale Calabria, con competenza sul territorio delle regioni Calabria e Basilicata, con sede a Catanzaro”.

    Avverso l’atto erano insorte Comune e Città Metropolitana di Reggio Calabria,
    adducendo ricostruzioni fattuali e eccezioni di legittimità – i legali catanzaresi le definiscono rispettivamente “parziali e infondate” – che il Tar del Lazio rigettava con due distinte decisioni del dicembre 2019, con ampie motivazioni: “la città di Catanzaro è, anche dal punto della ubicazione geografica, in una posizione più centrale rispetto a Reggio Calabria, oltre ad essere il capoluogo della regione. Anche sotto profilo la scelta operata appare ragionevole e esente da vizi di disparità di trattamento che forse, a contrario, si sarebbero potuti ravvisare se la sede della Direzione regionale fosse stata localizzata in una città capoluogo di provincia, a discapito della città capoluogo dell’altra regione (la Basilicata) cui si estende la competenza della rammentata sede”. E, ancora: “Dalla documentazione versata agli atti e dalle deduzioni difensive delle amministrazioni resistenti, non confutate da parte ricorrente, si evince che a fronte del Porto di Gioia Tauro esistono uffici di Dogane e Monopoli, Uffici Dirigenziali e sedi operative distaccate, quali ad esempio la sede operativa territoriale di Crotone, con relativo porto marittimo ed aeroporto e la sede operativa territoriale di Corigliano Calabro, anche nel territorio del Comune di Catanzaro … Peraltro, a Catanzaro, quale capoluogo di regione, hanno sede i principali organismi regionali delle Amministrazioni centrali (Commissione Tributaria Regionale, Direzione Regionale delle Entrate e del Territorio, Direzione Regionale dell’Agenzia del Demanio, Comando Regionale della Guardia di Finanza, Corte dei Conti, Direzioni regionali di INPS ed INAIL)”.

    Malgrado le pronunce, il Comitato di gestione dell’Agenzia delle Dogane – ricorda il ricorso – ritornava sui suoi passi, con la delibera del 27 novembre 2018 che a un certo punto afferma: “A livello territoriale operano le seguenti direzioni interregionali, regionali e interprovinciale:  la Direzione interregionale per la Campania e la Calabria, con sede a Napoli e a Reggio Calabria”. Difronte a ciò, si opponeva il comune di Catanzaro con ricorso al Tar del Lazio, tuttora pendente dinanzi la seconda sezione censurando la determinazione di ubicare la direzione regionale delle Dogane e Monopoli, quindi l’Ufficio periferico di una Amministrazione centrale dello Stato, in una sede diversa dal Capoluogo di Regione, anche per evidente disparità di trattamento, poiché quel medesimo regolamento, così come il precedente, destinano presso i singoli capoluoghi di regione le sedi delle direzioni regionali.

    Ancora più incomprensibile, – secondo gli estensori del ricorso straordinario – il nuovo assetto organizzativo che l’Agenzia delle Accise delle Dogane e dei Monopoli ha voluto adottare con la deliberazione 442 del 28 gennaio 2021 all’articolo 6 : “A livello territoriale operano le seguenti direzioni interregionali, regionali e interprovinciali:… la Direzione regionale per la Calabria, con sede a Gioia Tauro”, dove, anche a una lettura superficiale, si evince che Catanzaro è l’unica Città capoluogo di regione che non è individuata sede di Direzione Regionale.

    “Tale determinazione, illogica, ingiusta ed illegittima, non è motivata da alcun atto istruttorio” sostengono gli avvocati Molica e Farrelli, e per questa ragione la Città di Catanzaro presenta ricorso straordinario, adducendo i suoi motivi di diritto, che consistono nella sussistenza dell’interesse a ricorrere, in quanto il provvedimento del Comitato di gestione produce effetti pregiudizievoli per l’intera sua comunità,; per violazione di legge specifica perché la determina viola i parametri legislativi di riferimento e le determinazioni precedentemente assunte sulle norme del procedimento amministrativo, per violazione delle norme del procedimento amministrativo perché non sono state avviate le prescritte consultazioni con i soggetti coinvolti; per eccesso di potere per contraddittorietà manifesta., sviamento di potere ed illogicità, travisamento dei fatti, disparità di trattamento ed illogicità; violazione di legge per difetto di motivazione., motivazione illogica, contraddittoria e apparente; per violazione dello Statuto della Regione Calabria.

    Gli avvocati Molica e Ferrilli chiedono al Capo dello Stato l’accoglienza del ricorso straordinario con conseguente sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato e l’adozione di una misura interinale che individui la Città di Catanzaro quale sede regionale della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Dogane anche in via provvisoria e nel tempo intercorrente alla definizione della vertenza.

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