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Arresto Pappaianni, in casa una piccola palestra per tenersi in forma

Il latitante è stato trovato in un'abitazione attigua ad un B&B: tutte i dettagli nelle interviste

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    Non era armato ma ben organizzato e in buona forma fisica Agostino Papaianni, di 70 anni, uno dei latitanti sfuggiti alla cattura nel corso del maxi blitz Rinascita-Scott del dicembre 2019 contro le cosche vibonesi.

    Generico giugno 2021

    Papaianni, considerato a capo della ‘ndrina che controlla i territori da Capo Vaticano, a Coccorino, Joppolo, fino a Tropea, nel vibonese, si nascondeva in località Janò di Catanzaro almeno da aprile. Agostino Papaianni, è stato detto nel corso della conferenza stampa che ha seguito la sua cattura, è stato anche coinvolto nel procedimento “Black Money” per associazione mafiosa.

    “L’abitazione in cui dimorava il latitante, attigua a un B&B – ha detto il capo della Squadra mobile Alfonso Iadevaia – si trova in luogo impervio, circondato da vicoletti pedonali, un’area verde e un dirupo. L’intervento ha reso necessario l’impiego di un ingente numero di uomini. Papaianni non ha opposto resistenza e ha ammesso le proprie generalità. Questo è il secondo latitante vibonese sfuggito all’operazione Rinascita-Scott che si nasconde nel Catanzarese. Già a gennaio era stato catturato Domenico Cracolici a Maida. Per un investigatore questa è la conferma di un collegamento tra territori ed è il simbolo di storiche alleanze tra la ‘ndrangheta di Vibo e quella di Crotone” che controlla il catanzarese.

    Il vice questore aggiunto Salvatore Costantino Belvedere ha spiegato che nel corso della cattura è stata eseguita una perquisizione a casa e nei luoghi limitrofi e sono stati trovati, nella disponibilità del latitante, giornali, cruciverba e libri. Inoltre la casa era dotata di una piccola palestra domestica con panche e bilanciere per aiutare il ricercato a fare movimento nonostante la reclusione forzata.  Il questore di Catanzaro Mario Finocchiaro e Iadevaia hanno sottolineato la sinergia nel lavoro svolto in coordinamento con la Procura guidata da Nicola Gratteri e il lavoro degli agenti che sono riusciti a scovare una traccia della latitanza del capocosca da acquisizioni relative ad altri procedimenti.

    Piccoli particolari che hanno fatto nascere il sospetto della presenza di Papaianni in località Janò di Catanzaro. Adesso le indagini proseguono per scoprire chi ha favorito la latitanza dell’uomo. Da quello che è possibile apprendere al momento, Papaianni aveva stipulato ad aprile un contratto di affitto mai registrato dal proprietario che ha affermato che Papaianni si sarebbe registrato con un falso documento.

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