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Da Rodi a Girifalco: la storia di Moshe morto nel manicomio

I nipoti sono arrivati a Girifalco per scoprire dove riposa il loro compianto bisnonno. La nonna è sopravvissuta ad Auschwitz

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    Edoardo e Giuseppe non erano mai venuti in Calabria. Arrivano a Girifalco ieri. In un caldo pomeriggio di giugno. Zaino in spalla e kippah in testa. Sono ebrei, la loro famiglia lo è. Da mesi preparano il loro viaggio nel comune delle preserre. Hanno contattato gli uffici del Comune e, ieri, ci sono arrivati. Edoardo arriva da Roma. Giuseppe da Tel Aviv, dove vive da ormai qualche anno. In Calabria ci sono venuti per scrivere le pagine di vita del bisnonno rimaste vuote per troppo tempo.

    Lo fanno perché la nonna è anziana ed ha un desiderio: scoprire dove riposa il povero padre, il bisnonno di Edoardo e Giuseppe.

    I due giovani sono riusciti a recuperare la cartella clinica di Moshe, così si chiamava il loro bisnonno. Conoscono la data della morte: 30 settembre 1943, tre anni dopo il suo arrivo a Girifalco. Nell’ospedale psichiatrico.

    Moshe viene imbarcato su una nave perché depresso. Faceva il falegname a Rodi ma quando la sinagoga di famiglia viene chiusa, il giovane uomo sprofonda nel dolore più cupo. I genitori gli mettono tra le mani un libro di preghiere e lo mandano in Italia, in Calabria, a Girifalco. Nell’ospedale psichiatrico. Ci resta solo tre anni. Muore a poco meno di 60 anni. Nel 1944 gli ebrei della comunità ebraica di Rodi vengono deportati dai nazisti e la stragrande maggioranza muore nelle camere a gas di Birkenau.

     La moglie di Moshe e i figli vengono rinchiusi nel campo di concentramento; la donna muore in una camera a gas, i figli sopravvivono. Tra questi bambini, sopravvissuti al lager, c’è la nonna di Edoardo e Giuseppe.

    I due giovani le vogliono fare un regalo: dare l’ultimo saluto a Moshe nel luogo lì, dove nel lontano 1943, è stato sepolto. Arrivano a Girifalco nel primo pomeriggio. Visitano il cimitero, si fermano all’ossario e pregano.  Promettono di ritornare presto a Girifalco per omaggiare, ulteriormente, la memoria del bisnonno. Alle 18 si rimettono in auto, qualche ora dopo mandano un messaggio all’Amministrazione Comunale.

    Il messaggio viene pubblicato sui profili social dell’Ente. Nella prima parte si parla del passato, nella seconda del presente: “Oggi  – scrivono Edoardo e Giuseppe – abbiamo ripercorso i passi di Moshe, il nostro bisnonno, abbiamo visitato i luoghi in cui ha passato gli ultimi anni della sua vita e abbiamo cercato la sua tomba.  Purtroppo, troppo tempo è passato, ma siamo riusciti a dire una preghiera presso l’ossario dove i suoi resti verosimilmente riposano.  Un grazie di cuore per tutto l’aiuto va alla dott.ssa Delia Ielapi e alla dott.ssa Alessia Burdino che ci hanno accompagnato passo passo. E grazie a tutta la comunità di Girifalco che abbiamo potuto incontrare nella persona del sindaco dott. Pietrantonio Cristofaro. Grazie per l’accoglienza e l’attenzione dedicataci e per essersi presi cura tanti anni fa del nostro bisnonno quando era più fragile”.

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