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Gratteri ospite al Festival letterario di Asti, ma il sindaco non va: “Non sapevo chi fosse”

Il primo cittadino Rasero al centro di polemiche politiche nella città piemontese per non aver preso parte, e nemmeno altri della sua giunta, all'appuntamento in cui era presente il Procuratore di Catanzaro

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    «Il nome di Gratteri non l’avevo mai sentito in 40 anni. Non lo conosco. Non so chi sia. E comunque avevo già un impegno». Questa la spiegazione data al quotidiano La Stampa dal sindaco di Asti Maurizio Rasero alla non partecipazione all’appuntamento conclusivo del festival letterario Passpartout organizzato nella città piemontese che vedeva ospite il Procuratore di Catanzaro per presentare il suo ultimo libro “Non chiamateli eroi”, scritto con Antonio Nicaso. Niente sindaco niente giunta.

    «Stamattina in una conferenza stampa sui progetti scolastici ho chiesto a tre persone: “Sai chi è Gratteri”, mi hanno risposto tutte “No”. Sono certo che l’astigiano medio, come me, non sappia chi sia. Adesso so che è un procuratore impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata. E sono orgoglioso che sia venuto ospite del festival Passepartout. Detto ciò, io riesco a presenziare agli eventi quando posso. Non sempre posso e non mi devo certo giustificare per questo. Io comunque sono un tifoso dell’Inter, ma se mi si chiede di indicare i nomi di tre giocatori non li so. Tanto per capire come sono fatto».

    La posizione del primo cittadino, iscritto a Forza Italia dopo una parentesi nella Lega ha causato polemiche politiche vibranti a livello locale. Critiche dal in particolare dal Pd a M5s. Il Partito democratico fa sapere di non stupirsi: ” delle assenze della giunta comunale è la stessa giunta che voleva far uscire Asti da Avviso Pubblico, la rete di comuni contro le mafie e la corruzione; è la stessa giunta che si schiera contro la legge regionale sul gioco d’azzardo patologico”. Secondo i pentastellati: «Il maldestro tentativo di giustificarsi facendosi scudo del cittadino medio (che lui proprio non è) od equiparando calciatori dell’Inter a magistrati antimafia non convince nessuno e ricopre di ridicolo l’istituzione che rappresenta».

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