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Informazione, addio a Vincenzo D’Atri decano dei giornalisti della Calabria

Originario di Castrovillari, volto noto della Rai, nella quale ha trascorso tutta la propria carriera. Aveva quasi 90 anni

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    E’ morto oggi a Cosenza Vincenzo D’Atri, decano dei giornalisti calabresi. Aveva quasi 90 anni. D’Atri, originario di Castrovillari, volto noto della Rai, nella quale ha trascorso tutta la propria carriera, ed ex collaboratore dell’ANSA, ha legato il suo nome anche al Cosenza calcio di cui era grande tifoso. Per i suoi volumi sulla squadra, “Cosenza storia in rossoblu”, nel 2014 aveva ricevuto un premio da parte della Commissione cultura del Comune di Cosenza.

    “E’ con profonda tristezza – ha affermato il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – che ho appreso la notizia della scomparsa del giornalista Vincenzo d’Atri, volto noto della Rai, tra le figure storiche del giornalismo calabrese e legatissimo alla città di Cosenza e alla squadra del Cosenza calcio della quale è stato, senza ombra di dubbio, uno dei narratori più appassionati e puntuali. La Cosenza sportiva è da oggi più povera perché, senza il racconto delle gesta della squadra rossoblù che d’Atri raccolse in quei preziosi volumi dal titolo ‘Cosenza, storia in rossoblù’ i tifosi del Cosenza, ma anche tutti quei cosentini che lo hanno apprezzato e gli hanno voluto bene, non saranno più gli stessi. In questo triste momento nel quale mi sento di esprimere, insieme alla Giunta comunale, il mio più profondo cordoglio alla famiglia ed alle figlie, a cominciare da Gabriella, anche lei, come il padre, giornalista della Rai calabrese, ricordo il riconoscimento che la Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi consegnò a Vincenzo d’Atri, nel 2014, durante il mio primo mandato di Sindaco, in occasione del centenario del Cosenza calcio”.

    “Il suo impegno nel giornalismo – ha aggiunto Occhiuto – si è estrinsecato a più livelli e negli ambiti più diversi, ma, di certo, la passione che lo caratterizzava si esprimeva ai livelli più alti quando raccontava, in televisione o nei suoi libri, del Cosenza che sentiva come suo, nonostante fosse originario di Castrovillari. Quando ritirò il premio a Palazzo dei Bruzi, il giornalista disse che quello raccolto nei suoi libri sulla squadra di calcio della città era ‘un racconto senza fine, perché senza fine è il suo protagonista: il Cosenza’. Noi oggi, pur nella tristezza del momento, diciamo che anche la storia di Vincenzo d’Atri sarà senza fine, perché la città ed il Cosenza continueranno a mantenerne vivo il ricordo”. (ANSA).

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