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Suicidio di un 18enne di Torino di origini catanzaresi. Indaga la Procura, ipotesi bullismo e omofobia

La madre: lo hanno bullizzato e devono pagare per quello che hanno fatto. 

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    La procura di Torino indaga sulla morte del diciottenne Orlando Merenda, originario della provincia di Catanzaro, che nei giorni scorsi sui è suicidato gettandosi sotto un treno tra le stazioni Lingotto e Moncalieri.
    Bullismo e omofobia le ipotesi avanzate dall’inchiesta coordinata dal pm Antonella Barbera.

    “Il problema delle menti chiuse è che hanno la bocca aperta”, ha scritto sul social il giovane, lasciando intendere che non sempre la sua omosessualità veniva accettata. “Mi aveva confessato di aver paura di alcune persone. Non mi ha spiegato chi fossero, non ha fatto nomi. Era preoccupato. Diceva che mettevano in dubbio la sua omosessualità”, racconta al quotidiano torinese il fratello Mario. “Lo prendevano in giro perché era omosessuale” riferiscono alcuni amici.
    I genitori chiedono giustizia e in procura si prova così a fare luce sulla sua morte. Gli agenti della polizia ferroviaria hanno acquisito i messaggi, sono andati a parlare con gli insegnanti dell’istituto professionale che il giovane frequentava per diventare barman e cameriere, con i compagni di classe, gli amici.

    La mamma «Mio figlio non era depresso, era oppresso. C’è una bella differenza. E io voglio andare a fondo di questa storia, voglio la verità». Anna Screnci, la mamma di Orlando, è in una stanza d’albergo e rilascia queste dichiarazioni al Corsera. Dopo la separazione dal marito vive in Calabria ed è tornata a Torino per l’ultimo saluto a suo figlio.

    «Lui non era il tipo di ragazzo che avrebbe potuto fare una cosa del genere. Io purtroppo ero lontana e non potevo accorgermi di niente, ma credo che qualcuno lo possa aver preso di mira. Lo hanno bullizzato e devono pagare per quello che hanno fatto. Hanno spezzato una giovate vita e hanno tolto la vita anche a me. Domenica ha chiamato tutti i parenti per salutarli per l’ultima volta e si è confessato in chiesa. In questi giorni anche gli amici mi hanno fatto capire che era successo qualcosa e io non riesco a perdonarmi per non averlo capito».

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