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I sindacati contro l’articolo 177 del codice degli appalti

Espone i lavoratori a minori garanzie sulla sicurezza. I segretari regionali del comparto ricevuti in prefettura a Catanzaro

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    Mentre le stime nazionali danno per ottima l’adesione allo sciopero indetto dalle segreterie nazionali Filctem Cgil, Flaei Cisl, e Uiltec Uil contro l’applicazione dell’articolo177 secondo il nuovo codice degli appalti nelle commesse pubbliche di servizi, numerosa è stata la partecipazione al presidio davanti alla prefettura di Catanzaro a indicare un livello di preoccupazione altissimo, in quanto l’applicazione dell’articolo in Calabria provocherebbe la tempesta perfetta.

    Dice Francesco Gatto, segretario regionale di Filctem Calabria “la colorata e rumorosa manifestazione di oggi è la cifra e la preoccupazione ched i lavoratori del settore stanno nutrendo da molto tempo, da quando hanno saputo del pasticcio del legislatore ha provocato nell’applicazione del 177, che allo stato non ha nessuna aderenza agli standard europei”.

    Per i non addetti, l’articolo in questione, il 177, prevede che dal primo gennaio 2022 tutte le aziende concessionarie di servizi a rete dovranno esternalizzare l’80 per cento delle attività pari o superiori ai 150 mila euro con gara a evidenza pubblica.

    “Dal punto di vista occupazionale – dice il giovane sindacalista crotonese – ciò significa che i lavoratori andranno a finire nell’universo mondo degli appalti, mondo che conosciamo per il variegato esprimersi in sub e sottoappalti, dove il livello di sconto sulla sicurezza dei lavoratori è palese, e dove la concorrenza viene espletata sule spalle dei lavoratori.

    La concorrenza non deve portare alla destrutturazione dei servizi a rete che garantiscono al Paese, e questi lavoratori li garantiscono, servizi di pubblica utilità o essenziali”. L’azione dei sindacati di categoria mira a modificare il 177 e a stralciare dai suoi effetti tutte le società e settori che garantiscono i servizi di pubblica utilità.

    “In Calabria la situazione è un po’ particolare, nel senso che quando c’è un rischio occupazionale, in Calabria si raddoppia. Se il 177 passa così com’è, nei prossimi anni in Calabria oltre un migliaio di posti di lavoro attualmente garantiti e di qualità, saranno a rischio, con un deterioramento della qualità nell’erogazione del servizio.

    Senza contare che le società che garantiscono questi servizi hanno attualmente in pancia molte risorse per investimenti che stanno trattenendo.

    A cascata non è detto che queste nuove normative non si ripercuotano sul lievitare delle bollette. D’altra parte le nostre preoccupazioni sono sostenute anche da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente)”.

    Durante il presidio i segretari generali regionali Francesco Gatto Filctem Cgil, Domenico Maida Flaei Cisl e Vincenzo Celi Uiltec Uil, sono stati ricevuti dal capo di gabinetto del prefetto. I segretari hanno rappresentato le motivazioni e le preoccupazioni per gli effetti dell’applicazione dell’articolo177.

    L’Ufficio territoriale del governo ha assunto l’impegno di inviare in giornata una nota esplicativa alla Presidenza del Consiglio dei ministri nella quale si chiede al governo e alla politica una assunzione di responsabilità verso i lavoratori del settore e verso il Paese Italia. rivendicando l’esclusione dei settori che garantiscono servizi essenziali e di pubblica utilità, in Calabria in particolare l’erogazione di gas ed energia elettrica, in altre regioni anche l’acqua dall’applicazione dell’art.177 codice degli appalti.

     

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