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Guglielmo Merazzi dell’associazione “L’Alveare” di Catanzaro è il nuovo presidente del Csv Calabria Centro

La prima assemblea elettiva, aperta ai soci dei tre territori unificati importante occasione per conoscersi, confrontarsi, e riflettere sulle prospettive aperte dal Codice del Terzo Settore

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    Guglielmo Merazzi, dell’associazione “L’Alveare” di Catanzaro, è il nuovo presidente del Csv Calabria Centro. A nominarlo per acclamazione è stato il Consiglio Direttivo appena eletto, nel corso della prima assemblea elettiva, e composto dagli associati dei tre territori di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia che hanno ricevuto il maggior numero di voti: Luigi Cuomo (Anmil di Catanzaro); Luciana Loprete (UICI di Catanzaro); Lucia Sacco (“Fias Raider” di Crotone); Giuseppe Arruzza (“Promoarena” di Vibo Valentia); Ottavio Carmine Gentile (“Aifad” di Crotone); Caterina Iuliano (“Don Pellicanò” di Catanzaro); Luigi Bulotta (“Consolidal” di Catanzaro); Rosario Bressi (“Arci” di Catanzaro); Pietro Drago ( Agorà Kroton di Crotone); Francesca Pesce (“Terra e libertà” di Crotone); Raffaele Riganello (“Nonostante Tutto Resistiamo” di Crotone); Nicola Basilio Barbieri (“L’altro aiuto” di Vibo Valentia); Vincenzo Nania (“Ave-Ama” di Catanzaro) e Gaetano Mazzarella (“Eurolina” di Vibo Valentia).

    Lo spoglio dei voti, portato avanti per ore, fino a sera, sotto la supervisione di Lucia Tiriolo, ha restituito come componenti effettivi dell’Organo di Controllo Pasquale Pignataro e Antonio Francesco Scandale (Michele Lumare e Mario Pasceri saranno i componenti supplenti) e Salvatore Longo e Maddalena Autiero nel Collegio dei Garanti.
    A presiedere l’assemblea elettiva durante l’assise pomeridiana è stato Franco Pietro Parrottino.

    Al mattino l’assemblea elettiva aveva già preso parte numerosa al dibattito sul ruolo del Volontariato e del Terzo Settore, alla luce del Codice del Terzo Settore, sempre al Grand Hotel Paradiso a Catanzaro.

    Quello che si è vissuto venerdì sin dalla mattina, è stato un momento epocale per il Centro Servizi al Volontariato di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia “Calabria Centro”.

    La prima assemblea elettiva, aperta ai soci dei tre territori unificati, è stata infatti l’occasione per conoscersi, confrontarsi, e riflettere sulle prospettive aperte dal Codice del Terzo Settore. A dare il “battesimo” ufficiale al nuovo CSV dell’area centrale della Calabria sono stati in tanti: l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Gianluca Gallo, in primis, che si è ispirato al Piano Sociale Regionale, emanato con quindici anni di ritardo e già bisognoso di essere aggiornato, per allargare il campo alla necessità di supportare il mondo del volontariato attraverso il finanziamento di un progetto, finalizzato alla formazione di personale adeguato a collaborare nell’attività di co-programmazione e co-progettazione con gli enti del Terzo Settore come il Codice, all’articolo 55, prevede.

    Sul ruolo sociale che i CSV rivestono nei territori, per la loro capacità di interpretare al meglio quelli che sono i bisogni, ha invece insistito la nuova presidente del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio (CSVnet), Chiara Tommasini, alla sua prima “uscita pubblica” proprio in Calabria, anche se da remoto. Dopo la relazione di apertura del presidente uscente, Luigi Cuomo, in vista delle operazioni di voto per il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Garanti e l’Organo di Controllo al pomeriggio, è stata direttamente investita dal richiamo a fare rete del coordinatore della sede territoriale di Crotone, Filippo Sestito.

    Quest’ultimo ha ricordato le difficoltà incontrate lungo il percorso di unificazione, senza trascurare la situazione regionale costretta all’agonia, a causa di una costante desertificazione che condanna da decenni la popolazione e dell’aumento della povertà, che ha raggiunto numeri impressionanti durante la pandemia.

    Il volontariato ha più volte sopperito alle disattenzioni della Pubblica Amministrazione – che, pur attrezzandosi al riguardo, come ha avuto modo di chiarire il presidente f.f. dell’Anci Calabria, Francesco Candia, non è ancora preparata ad un rapporto permanente con il mondo del Terzo Settore – ed è consapevole più di altri di come la pianificazione sia uno strumento di costruzione sociale, per ripetere un’espressione riportata da Eleonora Venneri, docente del corso di laurea in sociologia dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, in collegamento con l’assemblea.
    Ma il volontariato non si costruisce “a colpi di codice”, ha affermato Luciano Squillaci, portavoce regionale del Forum del Terzo Settore: “L’unificazione di tre diversi territori che si perfeziona oggi, con la prima assemblea elettiva, rende il CSV più forte, ma sarebbe auspicabile un Centro Servizi unico regionale che possa avere un effetto moltiplicatore nell’erogazione dei servizi.

    Il volontariato deve ripartire dai valori di cui è portatore, dalla sua dimensione politica che diventa costruzione di un bene comune, dalla capacità di vedere oltre che si fa “profezia””. Il volontariato, quindi, deve riappropriarsi della sua capacità di costruire relazioni e di una pazienza “operosa” che fa sperare, non disperare: del resto, come ha chiosato Squillaci, se dispera il volontariato che sopperisce da sempre alle inefficienze della Pubblica Amministrazione, chi può sperare in questa terra?

    A porgere un plauso a quanto fatto dalle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia nel processo di unificazione, non certo scontato e rimasto irrealizzabile in alcune realtà del nord Italia, è infine spettato a Massimo Giusti, segretario dell’Organismo Nazionale di Controllo che, attraverso le sue articolazioni territoriali (presente per l’occasione anche il presidente dell’Organismo Territoriale, Oscar Durante), svolge funzioni di indirizzo e di controllo dei CSV. E nel processo di accreditamento delle risorse per i CSV, ha continuato Giusti, sarà sicuramente previsto un requisito di premialità per chi si è prodigato a favorire una spinta aggregativa.

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