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Italia e Spagna, quando la liquidità se la dà a gambe

L'impatto dopo la pandemia

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    Durante il 2020, sia Italia che Spagna hanno dovuto affrontare il tremendo impatto della pandemia: sono vari i settori che hanno sofferto in maniera incredibile dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus, come ad esempio quello del petrolio.

    Durante lo scorso anno, entrambi i Paesi hanno dovuto solamente guardare defluire verso l’estero la bellezza di 76 (l’Italia) e 107 (la Spagna) miliardi di euro per colpa della crisi legata alla pandemia. È stato un insieme di aspetti che hanno spinto verso questa situazione, con afflussi che si sono abbassati sempre di più e deflussi di liquidità più alti nei confronti di ogni settore dell’economia.

    I movimenti di capitale nei confronti dell’estero

    Come si può facilmente intuire, la pandemia è andata ad abbattersi in maniera decisamente diversa le due economie, sopratutto per via delle differenze importanti che intercorrono a livello strutturale tra le due economie. Infatti, in Italia ci sono i più importanti deflussi nei vari settori finanziari dal punto di vista assoluto, ma al contempo si sono registrati anche degli afflussi notevoli sotto il profilo dell’economia reale, che hanno portato a un bilanciamento di tutte le conseguenze negative della fuga di tanta liquidità. In riferimento alla Spagna, invece, è stato abbastanza evidente fin dal primo momento che gli afflussi di capitali di ogni tipo fossero protagonisti in negativo, con una ripida discesa molto facile da intuire.

    Dando un’occhiata ai movimenti in termini di liquidità, sia in entrata che in uscita, di tutte e due le economie, approfondendo anche la situazioni dei conti della bilancia dei pagamenti, si può notare come l’Italia abbia portato a termine il 2020 con un saldo negativo pari a ben 27 miliardi di euro in riferimento agli investimenti in titoli pubblici nazional, mentre per la Spagna il discorso è stato differente, dal momento che c’è stato un saldo positivo, seppur decisamente lieve.

    Le differenze di maggior rilievo si sono notate dal punto di vista del saldo corrente, così come del capitale. Infatti, in Italia tale valore è positivo per una cifra intorno ai 60 miliardi di euro, mentre quello spagnolo non riesce a spingersi sopra i 10 miliardi di euro.

    Le differenze in termini di debito pubblico e base industriale

    È fondamentale anche andare ad approfondire il discorso legato all’andamento, ovviamente con il passare del tempo, dei vari conti della BoP, in maniera tale da comprendere meglio i trend di lungo e periodo e quali siano state effettivamente le conseguenze dell’emergenza sanitaria sui vari settori delle economie dei due Paesi in questione.

    Sia il conto corrente che il capitale della bilancia dei pagamenti, spesso e volentieri, dal punto di vista storico, fa registrare un maggior quantitativo di afflussi di liquidità in confronto a quello spagnolo. Il motivo è da ricercare in un peso più elevato dell’economia azzurra in riferimento al settore manifatturiero, così come in quello delle esportazioni di beni e servizi in confronto a quanto avviene in Spagna. La differenza, da questo punto di vista, tra i due Paesi è aumentata ancora, fino a toccare i 60 miliardi di euro.

    Senza ombra di dubbio, questi ottimi risultati che sono stati fatti registrare dall’Italia sono da ricollegare all’importante ritorno a buoni livelli della produzione in ambito industriale, così come del commercio in generale, sopratutto con le varie riaperture dopo l’abbandono delle zone gialle in tutto il Paese. Le esportazioni, in questo senso, hanno portato in dote un afflusso di liquidità decisamente costante, che ha controbilanciato la grande caduta libera che aveva invece caratterizzato i primi mesi in cui era scoppiata la crisi legata all’emergenza Coronavirus.

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