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Acqua, aria, terra e fuoco: cosa c’è che non va secondo Cambiavento

"La città sta letteralmente bruciando e tra tutti i roghi quello che strazia di più è quello che sta divorando il Parco “Li Comuni” di Siano"

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    Acqua, aria, terra e fuoco: di questo parla il comunicato stampa con cui Cambiavento analizza la situazione attuale della nostra regione.

    ACQUA. “Manca l’acqua in moltissimi quartieri anche nei giorni più caldi dell’anno. Ogni nuova interruzione del servizio idrico non sorprende più la popolazione ma la trova avvilita, stanca, privata di un bene primario e vittima di insopportabili disagi. La manutenzione sui tratti dell’acquedotto è oramai “ordinariamente” straordinaria non già per la occasionalità e imprevedibilità degli interventi, ma per la portata degli stessi: e ciò è il risultato dell’incuria e della cattiva gestione protrattasi da troppo tempo. Nessuna autobotte messa a disposizione dei quartieri per tamponare e sopperire ai disagi, nemmeno l’ombra di una qualche azione di sollievo e solidarietà per la popolazione, se non qualche scarno, frettoloso, spesso tardivo avviso di interruzione del servizio. Ma capita che non ci sia neppure quello”.

    “L’acqua del mare a Lido, – si legge nella nota – bene primario stavolta per l’industria turistica, è sporca e non balneabile a causa dei mancati interventi di gestione e manutenzione del sistema di filtraggio e depurazione delle acque, con opere lontanissime dall’essere cantierizzate. E l’acqua del porto, desolatamente sgombra da natanti e pontili, subisce anch’essa una penosa malagestione che ha depresso un ambito territoriale che sarebbe cruciale per il rilancio del quartiere marinaro e dell’intera città che è, si ricordi, una città di mare.

    ARIA. “L’aria è irrespirabile in una vasta zona del territorio cittadino. Che si arrivi dalla statale 280, che si arrivi dal nord della città o che si arrivi dalle località a sud, chi entra nel quartiere Lido di Catanzaro in corrispondenza della vecchia Tonnina, viene assalito da un odore nauseabondo e inconfondibile che accoglie come una campana a morto anche il più ottimista dei turisti. Oltre agli adulti, ormai anche i bambini catanzaresi sanno che arrivando in quella zona bisogna alzare i finestrini dell’auto, perché l’odore di fogna puntualmente ti schiaffeggia. È il depuratore che non funziona da tempo immemore: i fondi sono già stanziati da anni ma manca la capacità di seguire gli step attuativi per avviare e concludere l’adeguamento di un’opera imprescindibile e vitale”.

    TERRA. “In città latita qualsiasi politica del territorio, sia di carattere ambientalista che in funzione della viabilità. Non vi è traccia di interventi strategici volti a migliorare la vivibiltà, intesa soprattutto come aree interamente pedonali e/o ciclabili e, mentre in tutte le città del mondo c’è una svolta green nell’abitare, con viabilità ed edilizia sostenibile, con orti urbani e valorizzazione di energie pulite, Catanzaro soccombe in una dimensione a misura di auto e di cemento. E se oggi l’ara del litorale di Giovino è stata sottratta ad una politica di costruzioni selvagge, il merito è solo di chi non si rassegna alle logiche corsare di lottizzazioni spregiudicate”.

    FUOCO. “La città sta letteralmente bruciando e tra tutti i roghi quello che strazia di più è quello che sta divorando il Parco “Li Comuni” di Siano. Quest’ultimo, insieme con quello della Biodiversità Mediterranea, vittima anch’esso delle fiamme, colloca Catanzaro tra le più verdi d’Italia: un autentico e preziosissimo polmone verde che ospita colonie di farfalle, piante rarissime, percorsi meravigliosi tra pini secolari e che regala panorami e scorci sul centro della città che rapiscono anche i più distratti. Oggi il parco brucia, i parchi bruciano, e non si comprende come ciò possa capitare. “Li Comuni” è sede cittadina di Calabria Verde, l’ente regionale deputato alla salvaguardia e alla valorizzazione delle aree verdi e dei boschi. Lo sa questo il sindaco? Lo sanno gli assessori all’ambiente, al patrimonio e al territorio? Quali piani hanno preteso concretamente per manutenere e proteggere questo gioiello di flora e di fauna? Non basta dare in gestione l’area per sentirsi esonerati da pianificazione e controlli. Se si viene meno ai propri doveri verso la comunità, poi non resta che constatare amaramente le assenze e i ritardi che uccidono le attese delle nuove generazioni. Oggi il parco cittadino brucia e con esso va in fumo un’altra possibilità di frenare il declino cui Catanzaro sembra destinata. Ma non possiamo mollare. Aspettiamo un vento nuovo, che alimenti questa volta il fuoco della partecipazione e dell’amore verso la nostra città”.

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