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La storia dei medici James e Leyla Smith americani trasferiti a Sellia foto

scelgono Sellia che diventa il centro di attenzione di ricerca e collaborazioni scientifiche

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    Quella raccontata ieri sera, nel corso di un dibattito interessante, arricchito dai contributi in presenza e in remoto di medici e ricercatori di fama internazionale, è una bella storia. Una narrazione in positivo della Calabria grazie alla caparbietà, alla tenacia e all’entusiasmo del sindaco, un po’ creativo un po’ ottimista, alla guida di un piccolo borgo, incastonato tra le montagne della Presila Catanzarese, che non si rassegna alla solitudine e alla sconfitta dell’isolamento e dell’impoverimento umano determinato dall’assottigliarsi di una popolazione molto anziana. Sellia è un paese incantevole e accogliente, benedetto dalla bellezza e da un patrimonio naturalistico e culturale che non ha nulla da invidiare a nessuno. James e Leyla Smith, medici americani in pensione scoprono la magia di questo borgo grazie alle informazioni copiosamente presenti in rete per “colpa” di quel sindaco innamorato del suo borgo, alla guida del Comune – non senza momenti di scoraggiamento e di difficoltà – che ha una popolazione anziana e non pochi limiti: una comunità unita per cui il primo cittadino si inventa di tutto, dall’ordinanza con cui vieta ai suoi concittadini di morire, per evidenziare l’importanza della prevenzione; al borgo avventura che si apre nel verde attraverso una teleferica lunga 500 metri. James Smith resta colpito dalla passione e alla creatività di quel collega pediatra che si chiama Davide Zicchinella, e combatte quotidianamente attraverso iniziative innovativi e ambiziosi progetti per assicurare alla comunità di Sellia una qualità della vita degna di essere definita “futuro”, e inizia a contattarlo in maniera insistente – quasi come uno stalker – attraverso i social perché lui reumatologo, e assieme alla moglie Leyla, pediatra, vuole trasferirsi a Sellia e svolgere qui la propria attività di medici. Davide gli ricorda lo zio, medico condotto, e la caparbietà di “noi uomini del Sud che non ci facciamo mai condizionare dal Nord”.

    E così dopo una serie di contatti, avviati a dicembre, nonostante gli ostacoli causati dalla pandemia, i coniugi Smith sono partiti da Atlanta, nello stato della Georgia in Usa, e sono stati accolti in paese dove rimarranno per due settimane, il tempo necessario per preparare il loro definitivo trasferimento.

    A raccontare questa bella storia – “che sembrava impossibile e invece è diventata realtà” – è lo stesso James, nel corso del convegno che si è svolto ieri sera, in piazza Madonna della Neve, alla presenza oltre che del sindaco di Sellia, Davide Zicchinella, di Tito Squillaci (Pediatra di Bova Marina) che si è soffermato sul tema dell’eredità di Gino Strada per noi calabresi, del dottor Lino Puzzonia per l’Ordine medici e della scienziata e candidata alla presidenza della Regione Calabria, Amalia Bruni. Importante il contributo della “Rete dei Calabresi Vagantes” con Caterina Iannelli e del Collettivo Valarioti, con Giorgia Sorrentino. A mandare il proprio saluto via messaggio è stato il consigliere regionale del Pd, Nicola Irto.

    Il convegno, infatti, è stato organizzato con la preziosa collaborazione di queste associazione di eccellenze calabresi nel mondo, presieduta da prof. Giovanni Romeo, scienziato di fama mondiale, già professore di Genetica medica all’Università Bologna, presidente della Società europea di genetica medica, originario di Reggio Calabria che vive nel Bolognese. All’incontro ha preso parte anche lo scienziato Francesco Marincola, il secondo più citato al mondo negli studi sul melanoma, che non è solo un medico e un uomo di laboratorio: che coniuga la scienza alla cultura umanistica ed è autore di un romanzo, “The wise man of Pizzo” (Pizzo Calabro, suo luogo di nascita).

    Partendo da un altro visionario progetto del sindaco Zicchinella – denominato “Smart Village” – che permetterà al borgo di raggiungere uno sviluppo territoriale sostenibile attraverso l’uso di tecnologie intelligenti in grado di rilevare, trasmettere ed elaborare dati utili per l’amministrazione comunale, attorno a Sellia si è sviluppata una vera e propria rete di collaborazione scientifica che ha trasformato il borgo presilano, per una sera e non solo, una piccola Erice. E questo perché la storia di James e Leyla è stata capace di calamitare attorno a Sellia un vortice di attenzione proveniente da tutto il mondo, come quella del dottor Neto – ieri collegato da San Paolo del Brasile – esperto di immunodeficienze primitive, ed è pronto ad avviare una collaborazione per permettere uno screening sugli abitanti di Sellia. Le immunodeficienze primitive sono un gruppo di più di 250 patologie nelle quali il sistema immunitario perde, totalmente o in parte, la sua funzionalità. Ma alla rete si aggiungono anche gli studi sul bergamotto del Professore Salvatore Nesci, associato in Biochimica presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna intervenuto in presenza.

    “Amministrare un piccolo Comune non è facile – ha affermato Davide Zicchinella – non ci sono risorse, non ha uomini organizzare le cose è difficile come è difficile dare risposte è bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma storie di questo tipo ti ripagano di tutte le amarezze e l’impegno per dare risposte ai bisogni dei cittadini”.

    Creare una rete di professionisti calabresi sparsi nel mondo, quindi, come cercano di fare i “Calabri Vagantes” che sappiano generare sviluppo e ricadute positive sul territorio, e da ieri a partire da Sellia. Il professor Romeo ha voluto sottolineare il valore della presenza di Amalia Bruni quale scienziata di grande spessore umano e professionale – “un grande valore che la sua modestia non deve far confondere” dice – che si è dedicata sempre ai pazienti con umiltà e grande passione, caratteristiche e qualità che metterebbe a servizio del governo della Calabria.

    “Ho sempre pensato che il mio lavoro potesse aiutare il riscatto di questa terra ma dal mio angolo professionale – ha detto Amalia Bruni -. Non avevo mai pensato ad una mia discesa in campo anche se le mie battaglie sono sempre state fatte a favore dei cittadini calabresi, per mantenere le strutture qualificate che fanno assistenza e ricerca in Calabria anche perché sono sempre stata convinta che questo connubio consente alla nostra sanità di qualificarsi. E’ questo il mio primo impegno”.

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