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“La sanità in Calabria la madre di tutte le battaglie”

La frase è di Mario Oliverio che con Amalia Bruni e Roberto Occhiuto ha partecipato al dibattito di Assomed. Stop al commissario, rete territoriale e ospedaliera, perequazione e riduzione della mobilità. Poche le scintille in chiave elettorale

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    Anaao Assomed è l’associazione nazionale dei medici dirigenti, la più diffusa nel suo ambito. Ha un segretario regionale, Filippo Larussa, ospedaliero a Lamezia Terme, e un segretario nazionale, Carlo Palermo, calabrese di Roggiano Gravina che ha sviluppato il suo ampio curriculum professionale in Toscana. Assomed ha avuto l’idea e la capacità di organizzare un incontro tra i quattro candidati alla presidenza della Regione Calabria sul tema della sanità, “la più grande delle battaglie”, per dirla con Mario Oliverio, presente al tavolo insieme ad Amalia Bruni e a Roberto Occhiuto. Mancava Luigi de Magistris, pur invitato ma impossibilitato a raggiugere l’hotel sulla Due Mari per via del contemporaneo svolgersi di un’altra iniziativa a Corigliano Rossano, precedentemente concordata. Ha mandato comunque un gentile messaggio, letto da Riccardo Giacoia, cronista televisivo, al quale è stato assegnato il compito di stimolare il dibattito che si è esaurito nello svolgersi di due turni di domande argomentate e risposte attinenti. De Magistris visionerà il filmato dei lavori e leggerà i resoconti scritti. Ci sarà altra occasione per ascoltare il suo pensiero sanitario

    Generico agosto 2021

    Diciamo subito che non ci sono state scintille particolarmente frizzanti, se non qualche frecciatina scoccata qui e là più per abitudine polemica che per vera volontà di offendere. Perché una volta tolto di mezzo l’ingombro più appariscente, ovvero il commissariamento della sanità calabrese, poco rimane di molto diverso da auspicare e immaginare per un futuro migliore del suo presente e del passato recente? Recente poi neanche tanto, poiché sono dodici anni che la sanità in Calabria è commissariata col risultato di un evidente fallimento degli obiettivi presupposti, uno su tutti: il risanamento del debito, viceversa schizzato in alto pur nel taglio linearmente impietoso di posti letto, personale e prestazioni garantite. Le ricette a disposizione per sanare la sanità, si scusi il bisticcio, sono in realtà così condivise che riesce difficile differenziare le proposte avanzate dagli interlocutori.

    Sono tutti d’accordo sull’uscita dall’istituto del Commissario e al ritorno delle responsabilità in mano regionale, sulla perequazione del fondo sanitario nella considerazione dei guasti direttamente prodotti dai rappresentanti di governo quali i commissari spediti in Calabria, sulla riduzione immediata e progressiva della mobilità passiva che falcidia il bilancio calabrese e ingrassa quello delle altre regioni. Se mai una differenza d’approccio. Più accorato quello di Oliverio, più partecipato quello di Bruni, più ragionato quello di Occhiuto, differenze dovute al trascorso personale dei tre.

    Generico agosto 2021

    Mario Oliverio, candidato indipendente anche se ancora parla del Pd come del suo partito, non si sottratto alla suggestione di ricordare come durante la sua presidenza ha lottato contro l’istituto del commissario in splendida solitudine, tentando più volte la via del ricorso alla Corte costituzionale. Avendo addirittura contro governi guidati dal suo stesso partito. Risale infatti al primo gennaio 2015, governo Renzi, a pochi giorni dalla sua elezione a presidente, la legge che impediva la coesistenza nella stessa persona di governatore e commissario alla sanità. Norma poi superata per altre regioni, ma perpetuata per la Calabria. 

    Amalia Bruni, candidata del centrosinistra, pensa a due momenti successivi di intervento: nell’immediato rinforzare la dotazione organica in medici e infermieri ridotti di oltre 4000 unità non rimpiazzate dalle assunzioni pur previste dai due decreti Calabria; subito dopo riprendere nelle proprie mani un piano sanitario che ricostituisca una degna rete ospedaliera e crei di sana pianta la sanità territoriale, attraverso un patto ampio con il governo, il ministero della Salute e il ministero delle Finanze.

    Roberto Occhiuto candidato del centrodestra non vuole pensare a quello che è stato, ma preferisce proiettarsi a quanto farà qualora diventi presidente della Regione. Quando ci saranno a disposizione i 7 miliardi previsti dal Pnrr per i quali ha in mente una distribuzione percentuale che premi con il 55% quanto destinato alla sanità territoriale. Poi, la sostituzione dei commissari al piano di rientro, in massima parte incompetenti quelli inviati dal governo, con qualificati esperti della Ragioneria dello Stato e della Guardia di finanza che finalmente quantifichino il debito e consentano quanto fatto approvare dal Parlamento in tema di distribuzione in trent’anni del debito sanitario attraverso un mutuo da contrare con a cassa depositi e prestiti.

    Il contributo proveniente da Assomed si è distinto per l’accento posto sulla mobilità passiva, che viene incentivata in modo increscioso dalle cattive pratiche delle dirigenze sanitarie delle regioni del centro nord, in quello che l’effeffe Spirlì ha definito efficacemente, una volta tanto, l’affare degli “scafisti della sanità”. Si inviano consulenti medici nel fine settimana in Calabria a reclutare nuovi pazienti per le strutture del centro e del nord, che nel tempo hanno acquisito fama e considerazione.

    Il dottor Filippo Larussa suggerisce norme che prevedano ispezioni a tappeto che segnalino alle Aziende di appartenenza questi medici reclutatori e sanzionino le strutture sanitarie che li ospitano in Calabria. Altro tasto dolente la sanità privata. Tutti sono d’accordo che deve necessariamente essere di qualità, complementare alla sanità pubblica e non concorrenziale al ribasso. Non mancano in Calabria esempi di sanità privata d’eccellenza. Il pensiero al Sant’Anna Hospital di Catanzaro è subitaneo, anche se incrinato sugli interrogativi riguardo al futuro della struttura cardiochirurgica. Assomed richiama al rispetto delle norme contrattuali così come alla necessità che le case di cura private entrino nel sistema regionale dell’emergenza urgenza. In questo ambito, occorre superare l’anomalia tutta calabrese di una facoltà di medicina che non contempla una scuola di specializzatone in medicina d’urgenza, per il semplice fatto che nel policlinico universitario non esiste il reparto di emergenza. 

    Il dibattito si è chiuso con una frase lapidaria del segretario nazionale di Assomed, Carlo Palermo: “Un’offerta sanitaria adeguata è fonte di sviluppo economico generale”. Come non dargli ragione.       

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