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Fiaccolata per Simona, le parole del papà e del fratello: “Non si può morire così in un luogo pubblico e nel peggiore dei modi”

Papà Alfio: “Potevo immaginare di tutto, ma mai che mia figlia facesse la fine che si augura solo alle bestie”

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    Si è raccolta silenziosa e commossa la comunità di Soverato questo pomeriggio nella Villa comunale per una fiaccolata organizzata in memoria della giovane Simona Cavallaro, la giovane uccisa da un branco di cani alcuni giorni fa a Satriano. L’iniziativa è nata da una concittadina, Luigia Milano, coadiuvata dall’Amministrazione comunale, dall’associazione Commercianti di Soverato, Soverato walking, Shall we dance, Città di Soverato. Domani si terranno i funerali alle ore 17 nel piazzale adiacente l’oratorio di Soverato.

    Generico agosto 2021

    Prima la distribuzione delle candele, poi l’arrivo dei cartelloni realizzati dagli amici con le foto di Simona ed alcune frasi a lei dedicate. Tanti, tantissimi i concittadini presenti e tanti anche i turisti che pur non conoscendo la famiglia, hanno voluto manifestare la propria vicinanza ed il dolore provato per una morte così assurda.

    Una stele e l’istituzione di una giornata dedicata a Simona

    “L’idea – ha spiegato Luigia Milano – è di istituire una giornata dedicata a Simona e di realizzare una stele in sua memoria affinchè tragedie di questo genere non debbano più avvenire”.

    A raggiungere la fiaccolata prima Pietro, il fratello gemello di Simona, e poi papà Alfio che ha subito abbracciato gli amici della giovane: “Mia figlia – ha detto – aveva tanti amici ed erano tutti come fratelli e sorelle”.

    Le parole del fratello Pietro e di papà Alfio

    La fiaccolata si è caratterizzata anche da un momento di preghiera con una breve funziona religiosa officiata da Don Alfonso Napolitano. Prima di andar via, Pietro e papà Alfio hanno voluto ringraziare i presenti e quanti in questi giorni hanno manifestato la loro vicinanza. A prendere per prima la parola è Pietro: “Mia sorella era tutto, era più forte di me, reggeva tutti noi – ha detto Pietro -. Ero io quello che stava sempre in giro, lei era sempre a casa con i miei genitori. Lei resterà per sempre con me ed io proverò a rendere fieri i miei genitori il doppio, per tutti e due. Non è giusto che succeda una cosa del genere, non è giusto andare in un posto pubblico e perdere la vita. Le istituzioni se ne fregano, ma la nostra voce deve continuare e non cadere nell’indifferenza”

    “I sacrifici che abbiamo fatto per averli – racconta Alfio Cavallaro – lo sappiamo solo io e mia moglie: li abbiamo voluti, desiderati e cercati con tanti sacrifici. Quando sono nati loro sembrava che fosse nato Gesù bambino. Sono stati cresciuti nell’amore, nella gioia, tenuti come due principi. Io mi privavo di qualcosa, ma loro hanno avuto sempre tutto. Potevo immaginare di tutto, ma mai che mia figlia Simona facesse la fine che si augura solo alle bestie. Una tragedia. Non ci sono parole”.

    Alfio Cavallaro ha raccontato anche di essere andato sul luogo della tragedia due giorni fa e di aver trovato una scena spettrale: “Sembrava il bosco delle streghe – ha detto – un parco abbandonato, degradato, in mano a venti lupi abbandonati. Anch’io ho avuto paura di avvicinarmi. I cani erano davanti a me, pronti ad azzannarmi. Mia moglie che era in macchina mi ha fatto desistere e chiesto di rientrare in macchina. Non è compito mio giudicare le responsabilità, io so solo che avevo un gioiello di figlia in tutti i sensi. Mia figlia Simona aveva un futuro roseo, un’intelligenza superiore alla norma ed è un dolore atroce perderla per questo, un dolore atroce».

    L’ultima lettera di Simona

    “Domani vi renderete conto chi era Simona, la mia Simona” ha detto papà Alfio: “I suoi amici leggeranno alcuni pensieri per lei – ha detto – e forse troverò il coraggio di aprire l’ultima lettera che mi aveva scritto per il compleanno”.

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