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In attesa del suono della prima campanella ecco come ci si prepara al ritorno tra i banchi

Secondo appuntamento con il nostro speciale dedicato all’avvio dell’anno scolastico

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    Prosegue il nostro viaggio tra le scuole della città in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico. Oggi altri quattro dirigenti ci raccontano come si stanno preparando per questo avvio condizionato dalla situazione pandemica che stiamo vivendo.

    Rosetta Falbo – IC Mater Domini

    di Alessia Burdino

    Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza? 

    Sono sicuramente rilevabili ritardi nell’organizzazione dell’anno scolastico appena avviato. Per fare un esempio, al momento non abbiamo contezza e certezza del personale docente e ATA aggiuntivo che si spera ci venga assegnato.

    Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità? 

    Ritorno al lavoro con maggiore serenità, forte della dura esperienza dello scorso anno scolastico che si apriva su scenari incerti e, per molti versi, preoccupanti. In questo anno scolastico la strada da percorrere, per quanto impervia, è già battuta e conosciuta nei tratti più difficili e ciò consente di affrontare il percorso con maggiore tranquillità.

    Il Ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

    L’istituto da me diretto dispone di spazi ampi che consentono di accogliere quasi tutte le classi in sicurezza, garantendo il distanziamento. Solo in un caso il numero veramente elevato di alunni, ben ventinove, è previsto lo sdoppiamento della classe in due gruppi. Le condizioni di sicurezza nelle classi maggiormente numerose e nella scuola dell’infanzia vengono rafforzate attraverso l’impianto di purificatori d’aria.

    Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo? 

    Il controllo del Green Pass è un’operazione attualmente macchinosa. Tuttavia in questa prima giornata di controllo tutto è andato per il verso giusto e confidiamo nella tempestiva implementazione della piattaforma ministeriale che renderà agevole e veloce l’operazione di controllo quotidiano.

    Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

    Operando in un istituto comprensivo, dove gran parte degli alunni non ha l’età per essere sottoposta all’inoculazione del vaccino, il problema mi investe in modo del tutto marginale. Tuttavia è nel DNA della Scuola impedire che si generi qualsiasi forma di discriminazione e favorire l’inclusione scolastica.

    Elena De Filippis – dirigente Liceo classico “Galluppi”

    di Daniela Amatruda

    Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza?

    Sono stati compiuti atti fondamentali per garantire la sicurezza all’interno della scuola, ma in tempi secondo me troppo tardivi. Se fossero arrivati a giugno o a luglio, avrebbero consentito alle scuole di adempiere in modo efficiente ed efficace alle direttive. Non sono operazioni semplici quelle che siamo chiamati a compiere, a partire dal controllo quotidiano dei docenti che comporterà per le istituzioni scolastiche, un onere ed un carico enorme perché noi non possiamo accedere alla certificazione così come è stata pensata.  Dobbiamo solo chiedere che ci venga esibito il certificato di cui però non conosciamo la scadenza. Fare questo per tutti i docenti e tutto il personale Ata è un impegno ed anche una dispersione di energia che avremmo potuto evitare se avessero avviato per tempo la piattaforma dedicata, che dovrebbe partire il prossimo 13 settembre. Altra problematica è quella relativa al controllo del personale non dipendente come educatori ed assistenti alla persona dei ragazzi diversamente abili, figure importantissime, sulle quali però non possiamo effettuare il controllo. È tutto affidato alla laboriosità e all’impegno dei dirigenti scolastici che per l’apertura dovranno, come l’anno scorso, assicurare distanze di sicurezza e, qualora non ci siano, intervenire con l’obbligo della mascherina che per la secondaria di secondo grado non è mai mancata. Organizzare una struttura di controllo di questa natura non è una cosa semplice, soprattutto con pochi dipendenti.

    Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità?

    Ritorno al lavoro con la gioia di poter finalmente ripartire con tutti gli studenti in presenza poiché non credo in nessuna altra forma di relazione educativa. Siamo ancora in piena pandemia, ma rispetto allo scorso anno abbiamo avuto disposizioni chiare, anche se di difficile applicazione. Abbiamo un protocollo di sicurezza che governerà questo processo e a cui dobbiamo attenerci. Il problema è il grande carico per i dirigenti scolastici che ancora attendono il potenziamento dell’organico. Fra due settimane inizierà la scuola ed io, per esempio, non ho ancora un organico perfetto. Un potenziamento che potrebbe essere anche utile per garantire una sorveglianza capillare degli alunni.

    Il ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

    Non ho classi pollaio. Le poche classi composte da 25-26 alunni sono allocate in aule enormi perché lo scorso anno l’Ente Provincia ha abbattuto alcuni tramezzi e sono stati creati spazi molto ampi. 

    Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo?

    Più che preoccuparmi, si tratta di una fase delicata in cui vi è questo conflitto reale tra le disposizioni relative alla privacy e quelle relative alla cura e al rispetto della salute di tutti. Credo che la seconda dovrebbe prevalere, mettendo da parte il resto. Potremmo lavorare più serenamente se avessimo da parte dell’Asl un elenco aggiornato di chi è già vaccinato o di chi ha fatto al momento solo la prima dose. In quest’ultimo caso, per esempio, se un docente ha fatto da poco la prima dose e deve far trascorrere 15 giorni prima di poter venire a scuola, quei giorni di assenza come li dovrò inquadrare da un punto di vista amministrativo? Non si tratta di giorni di malattia, bisognerà capire come considerarli. Un altro problema che si creerà sarà quando, rilevata l’assenza del green pass di un docente, si dovrà provvedere alla sostituzione, una sostituzione di cui però non si possono prevedere i tempi di inizio e fine.

    Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

    I viaggi di istruzione saranno consentiti solo in zona bianca. Ora è ancora prematuro per pensarci. Non c’è obbligo vaccinale per gli alunni, quindi non si creeranno discriminazioni. Avranno tutti pari dignità e diritti.

    Michela Adduci – dirigente scolastico IC “Mattia Preti”

    di Maurizio Ceravolo

    L’anno scolastico è ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza?

    Le note ministeriali che ci sono arrivate sono abbastanza chiare e stiamo cercando di metterle in atto. L’unico punto sul quale ancora c’è qualche dubbio riguarda l’organico aggiuntivo Covid”.

    Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità?

    Si ritorna sicuramente più preparati perché c’è l’esperienza dello scorso anno scolastico e non è una situazione nuova da gestire”.

    Il ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

    Ci sono delle classi più numerose ma il discorso delle “classi pollaio” è correlato a quello dell’organico aggiuntivo. Il dato della classe numerosa, però, andrebbe combinato con quello della capienza delle classi stesse. Ciò perché, se si ha una classe di 20/22 alunni e questo numero supera la capienza minima dell’aula non è possibile garantire il distanziamento. Nel caso del nostro Istituto, per garantire il distanziamento, ci sono stati abbinati 8 plessi, due in più rispetto alle condizioni pre-pandemia”.

    Senza entrare nel merito se sia giusto o meno il green pass per il personale, la preoccupa la fase di controllo?

    No, non mi preoccupa. Avrei voluto già attiva la piattaforma, della quale si è parlato, che incrocerà i dati del Ministero dell’Istruzione con quello della Salute ma, per il momento, utilizzeremo l’app ministeriale per questa prima fase di controllo”

    Posto che, al momento, non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green Pass? Si parla, per esempio, di poter riorganizzare i viaggi d’istruzione…

    Essendo il nostro un istituto comprensivo, con poche classi in cui ci sarebbero alunni in età vaccinabile, questa è una problematica che non credo, al momento, si possa verificare”.

    Roberto Caroleo – dirigente ITT “B. Chimirri”

    di Daniela Amatruda

    Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza?

    Ogni anno si parte con problematiche diverse, ma rispetto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo abbiamo almeno la garanzia che si lavorerà con i ragazzi in presenza e questa è la notizia più importante per noi affinché i ragazzi possano finalmente tornare ad una normalità sia sociale che scolastica. Nel complesso le direttive sono chiare ed è anche chiaro che ogni singola scuola ha delle peculiarità e delle problematiche che il Ministero non può conoscere e non ha potuto regolamentare, ma almeno vi è maggiore chiarezza rispetto allo scorso anno.

    Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità?

    La serenità non ci appartiene per il lavoro che svolgiamo perché è un compito molto complesso, si è sempre in trincea e su di noi ricadono responsabilità di ogni genere. Un po’ più di tranquillità è data solo dalle disposizioni che ci aiutano a regolamentare gli ingressi e a garantire sicurezza.

    Il ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

    La nostra scuola è organizzata in base alle esigenze degli alunni e quindi, fortunatamente, non abbiamo classi pollaio perché ogni classe ha gli spazi giusti. Già dallo scorso anno, inoltre, seguendo le direttive ministeriali, abbiamo ripristinato gli spazi esterni della scuola che saranno utilizzati come laboratori per la didattica all’aperto. Aree verdi e di svago che potranno essere usufruiti anche da altre istituzioni scolastiche, così come farà per esempio la “Don Milani” che, a seguito di un protocollo d’intesa con la nostra scuola, realizzerà alcune attività previste da un progetto europeo a cui partecipano.   

    Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo?

    Sicuramente si tratta di un compito complesso e nuovo. In attesa che sia pronta l’App del Ministero, sarà il personale Ata ad occuparsene.

    Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

    Per quanto riguarda i viaggi di istruzione è ancora troppo presto per parlarne. Dobbiamo capire come si evolverà la pandemia. Il rischio che si possano creare discriminazioni c’è, ma siamo ancora in standby su questo argomento.

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