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Vaccini all’ex Villa Lazzaro, i quesiti della Cisl Medici sulla mancata attivazione del Centro

Duro monito della sigla sindacale per i vertici sanitari

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    “Doveva essere un punto nella città di Catanzaro per velocizzare la vaccinazione al fine di contrastare la diffusione del Covid 19, insieme all’Ente Fiera, ma alla fine la convenzione tra la triade prefettizia dell’ASP di Catanzaro ed il Commissario dell’Azienda Mater Domini per l’utilizzo dell’ex Villa Lazzaro di Via Tommaso Campanella è servita per altri scopi. La convenzione, secondo l’art. 9, avrebbe durata fino alla fine dell’emergenza epidemiologica da infezione da SARS – Cov2, ma l’immobile non essendo utilizzato per la somministrazione del vaccino anti Covid 19 dovrebbe già ritornare nel patrimonio della “Mater Domini” che l’ha ceduta in “commodato gratuito”, come previsto nella delibera n. 322 del 10.05.2021″. E’ quanto si legge nella nota della Cisl Medici.

    “Il sopralluogo effettuato nel mese di maggio da un colonnello della Difesa e dal tecnico Francesco Lucia, responsabile delle vaccinazioni anti-Covid dell’ASP malgrado non sia medico, si è dimostrato uno “specchietto per le allodole” per accelerare la consegna dei locali e per dare avvio ai lavori di ristrutturazione dell’ex Villa Lazzaro – si legge nella nota. Cosa abbia impedito poi l’avvio delle vaccinazioni anti Covid non è dato sapere. Forse la non idoneità dei locali all’uso prestabilito e/o l’assenza di personale delle Forze Armate per la c.d. “Operazione Igea”? Oppure è stato un artificio preordinato per la cessione dell’immobile? Inspiegabile appare proprio il ruolo del responsabile delle vaccinazioni anti Covid nonché del servizio di protezione aziendale che, su disposizione del Direttore Sanitario Dott. Lazzaro, ha pianificato con nota del 18 giugno il trasferimento di un servizio sanitario non emergenziale da Via Acri in Via Tommaso Campanella, benché fosse disponibile altra struttura di proprietà (es. quella di Pontegrande), che non avrebbe comportato dei costi. Una cosa è certa, in assenza probabilmente di autorizzazione sanitaria per la nuova funzione e dell’idoneità igienico sanitaria, l’attività è stata avviata nell’ex Villa Lazzaro ristrutturata con fondi Covid. Infatti, con determina n. 3936 dell’U.O. Gestione Tecnico Patrimoniale dell’ASP di Catanzaro, la somma di circa 12 mila euro è stata inclusa a carico del conto “Lavori di manutenzione straordinaria ai fabbricati per emergenza Covid 19-20”.

    Nella nota si legge: “Al di là del mancato avvio dell’Operazione Igea della Difesa che doveva implementare la campagna vaccinale e la disattesa aspettativa dei cittadini di poter usufruire in Catanzaro di un centro vaccinale anti-Covid 19, la Commissione Prefettizia ed il Direttore Sanitario quindi hanno posto in essere un unilaterale ed arbitrario mutamento d’uso dell’immobile rispetto alle motivazioni per cui avevano ottenuto il “commodato gratuito” e, soprattutto, una distrazione delle risorse dei fondi Covid. Pertanto, oltre il fallimento del punto vaccinale anti Covid ASP/DIFESA tanto sbandierato sulla stampa, ancora una volta, si rileva la gestione inadeguata dell’ASP di Catanzaro ed il mancato rispetto delle regole che per la Commissione Prefettizia ed i loro Direttori appaiono sempre di più un optional, come se fossero in possesso di uno speciale “scudo penale”.

    “La CISL medici auspica che la magistratura contabile, informata dei fatti, intervenga a garanzia della legalità onde evitare che la pandemia sia pretesto per ingiustificate spese di risorse specifiche per il contesto emergenziale”.

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