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In aumento i costi delle materie prime: le preoccupazioni dei panificatori catanzaresi

Molti soci nelle ultimi riunioni hanno sottolineato la non più rinviabile esigenza di di aggiornare i listini vendita per i più fermi al 2007

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    E’ un vero e proprio grido di allarme quello raccolto dalla Associazione Panificatori Assipan Catanzaro nel corse delle ultime di riunioni.
    Tutti i soci infatti – si legge in una nota stampa – hanno avuto modo di manifestare seria preoccupazione per la continua instabilità dei costi delle materie prime e trend di crescita intrapreso da diverso tempo.

    Nel corso degli ultimi mesi infatti, la aziende del comparto hanno visto impennarsi i prezzi di quasi tutti i fattori produttivi, dalle utenze al carburante, dagli imballaggi agli oneri di manutenzione, sino a finire per ultimo alla materia prima per principale, le farine, il cui costo ha subito un drastico e violento aumento nel corso degli ultimi 60 giorni con continui rincari della filiera frutto di probabili dinamiche speculative.

    Il tutto va ad aggiungersi al già difficile contesto economico per gli effetti della pandemia da diffusione del virus Sars-Covid19, che contrariamente a quanto da molti pensato ha segnato le sorti di molte imprese del settore dato l’evidente calo dei consumi. Infatti, il mero elemento di appartenenza alla filiera alimentare, non ha immunizzato i Panificatori dalla crisi economica e possiamo affermare senza timore di smentita che si sono registrate sostanziali diminuzioni delle vendite.

    Per lungo tempo infatti, nel corso deli ultimi 18 mesi, abbiamo perso per effetto dei vari DPCM susseguitisi, i principali canali di vendita (Pub, Bar, Ristoranti, Mense scolastiche, banqueting e catering) cui si è aggiunto un fisiologico crollo degli acquisti derivanti della contrazione dei consumi e delle desertificazioni dei centri urbani per effetto anche dello Smart-Working.

    Come Associazione di Categoria ci siamo sin qui posti con grande senso di responsabilità sociale nell’intermediazione con la base associativa, ma oggi gli elementi che dai Territori ci giungono ci inducono a richiedere una maggiore sensibilità al grido di dolore di moltissime piccole imprese e a farcene tramite e testimone.

    Nel corso della riunione infatti, moltissimi soci hanno paventato la non più rinviabile scelta di aggiornare i propri listini vendita per i più fermi al 2007. Pur nella libera azione imprenditoriale come Associazione non possiamo nascondere che la scelta, seppur sofferta, è apparsa come l’unica risposta per salvaguardare la sopravvivenza di molte imprese e con esse di un vasto indotto.
    Saremo sin da subito vigili a tutelare i nostri soci da azioni speculative o denigratorie non escludendo in tal senso anche eclatanti manifestazioni di protesta”.

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